Prânâyâma - Respirazione
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Prânâyâma - Respirazione

Non sentiamo mai parlare di ginnastica respiratoria, ma imparare a respirare correttamente è fondamentale. Analisi delle 3 fasi della respirazione: inspirazione, espirazione, apnea

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Prânâyâma - Respirazione

Parlare di ginnastica respiratoria il più delle volte, sembra banale, superfluo, quasi scontato. Si sente mai parlare di educazione respiratoria nelle scuole, nei centri sportivi o nelle palestre? No. Ma cosa ne sappiamo veramente? Come e perché dovremmo dedicarci ad essa? Eppure molti studi ci dimostrano come l'educazione respiratoria possa e debba essere considerata: una presa di coscienza delle funzioni vitali, alla base della motricità in generale e della motricità terapeutica, avendo come fine sia la regolazione della funzione tonica, sia la strutturazione dello schema corporeo.

L'esistenza di relazioni funzionali tra il centro respiratorio e parti corticali e sub-corticali del cervello è provata in maniera indiscutibile; ma cosa caratterizza tali fasi?

respirazione
Schema generale sulle modificazioni fisiologiche durante la respirazione

Due sono le fasi respiratorie: inspirazione ed espirazione, abbinati a momenti di apnea durante l'esecuzione di esercizi di tipo isometrico.

L'alternanza ciclica d'inspirazione ed espirazione avviene grazie all'attività di una serie di muscoli delegati appunto alla funzione respiratoria. Il più importante è il diaframma, che lavora in sinergia e in coordinazione con i muscoli della gabbia toracica (anteriori e posteriori) ed i muscoli addominali.

La fase inspiratoria

La fase inspiratoria anatomicamente avviene grazie all'abbassamento del diaframma e permette di aumentare i 3 diametri della cavità toracica (longitudinale, trasversale e antero-posteriore)1. In questo modo si determina un aumento del volume toracico, e di tutte le determinanti dello schema precedente; biomeccanicamente viene associata con la fase di riposo muscolare, per cui vi è un basso valore di forza espressa2.

Fase espiratoria

La fase espiratoria è anatomicamente dovuta più che altro ad un innalzamento del diaframma ed un rilassamento dei muscoli espiratori (in caso di espirazione passiva) e quindi una diminuizione delle determinanti, sia essa passiva che attiva; biomeccanicamente esprime forza2.

Rappresentazione dei cambiamenti anatomici durante l'espirazione
Rappresentazione dei cambiamenti anatomici durante l'espirazione

Fase di apnea

La fase di apnea, invece, anatomicamente è associata a contrazioni muscolari; biomeccanicamente determina il più alto valore di forza muscolare2.

Pertanto una tensione muscolare mantenuta nel tempo (fino ad un massimo di 10 secondi), abbinata al trattamento respiratorio (espirazione in primis e poi anche l'inspirazione), aumenta la forza muscolare.

È dunque chiaro che gli âsana costituiscono un efficiente esercizio per tutti i muscoli addominali e li mettono in condizione di esercitare molto efficacemente contrazione dei visceri, dei muscoli profondi mantenendoli nella loro posizione corretta ed evitando il rischio di prolasso e di "sfiancamento" dei muscoli del pavimento pelvico.

Cosa ci consente il "controllo del respiro"?

Come mostrato da recenti studi di neurofisiologia, l'argomento è estremamente articolato; per cui mi soffermerò nel sottolineare che il sistema di controllo della respirazione è una complessa macchina costituita da diversi complessi neuronali a cui pervengono impulsi afferenti sia da recettori periferici che dai centri nervosi superiori, segnali che, integrati, inviano una serie di efferenze. Il tutto gestito quindi da diversi circuiti a feedback.

Rappresentazione dei cambiamenti anatomici durante l'espirazione
Rappresentazione dei cambiamenti anatomici durante l'espirazione
Schematizzazione dei circuiti a feedback per il controllo della respirazione
Schematizzazione dei circuiti a feedback per il controllo della respirazione

Che cosa implica allora la regolazione sinergica respiratoria? Perché è giusto dare importanza a questo genere di esercizi?

La risposta è molto semplice, essa ha come presupposto la possibilità di sapersi rilassare; attraverso il rilassamento infatti vengono ridotte le sollecitazioni dei centri superiori nella sostanza reticolare pontina e quindi anche sul centro del respiro. Ma in che modo?

Per capire meglio bisogna analizzare ad ampie linee ciò che si verifica nelle cellule cerebrali. Qualsiasi cosa facciamo, pensiamo o ci succede, determina un cambiamento di potenziale elettrico tra la superficie della membrana cellulare cerebrale, che a riposo appare negativa all'interno e positiva all'esterno. Cosa che s'inverte non appena ci muoviamo.

Il tutto è registrato mediante appositi apparecchi, e da qui ecco la differenziazione delle varie onde celebrali.

Onde celebrali e caratteristiche
Onde celebrali e caratteristiche

Come possiamo notare, per far si che vi sia rilassamento, dobbiamo diminuire gli stimoli e la consapevolezza, centrando l'attenzione su una parte del corpo, o su un oggetto. A rilassamento avvenutosi, si possono inserire determinati schemi d'interventi muscolari idonei a ricondurre un respiro economico ed efficace2.