Yoga e malattie cardiovascolari
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

Yoga e malattie cardiovascolari

Lo Yoga si è dimostrato utile nel controllo dei fattori di rischio e nella riabilitazione da malattie coronariche

Autore:
Ultimo aggiornamento:

Yoga e malattie cardiovascolari

Diversi studi hanno dimostrato che lo Yoga e / o meditazione sono in grado di controllare i fattori di rischio per le malattie cardiovascolari come l'ipertensione, il diabete di tipo I e II, obesità, profilo lipidico, e stress psicosociale.
Alcuni studi randomizzati suggeriscono che lo Yoga / meditazione potrebbe ritardare o addirittura regredire l’iniziale o avanzato aterosclerosi coronarica. Uno studio recente suggerisce che la meditazione può essere estremamente utile nella prevenzione secondaria della malattia coronarica e può ridurre gli eventi cardiovascolari del 48 % su un periodo di 5 anni. Un altro piccolo studio suggerisce che lo Yoga può essere utile nella prevenzione della fibrillazione atriale.

Tuttavia, la maggior parte degli studi ha diverse limitazioni come la mancanza di controlli adeguati, la piccola dimensione del campione, incongruenze nelle metodologie di base etc. Grandi prove con le metodologie migliori sono necessari per confermare questi risultati. Ma alla luce delle conoscenze attuali sullo Yoga, essendo una tecnica di costo-efficacia senza effetti collaterali, è opportuno incorporare Yoga/meditazione per la prevenzione primaria e secondaria delle malattie cardiovascolari.

La pratica costante della meditazione favorisce la pace interiore e l'equilibrio psicofisico. Chi medita regolarmente ha più facilità di concentrazione, senza contare la capacità di gestire meglio la paura e il dolore e di vedere la vita di tutti i giorni con un pizzico di ottimismo in più.

Confronto di programmi di riabilitazione cardiaca in combinazione con tecniche di rilassamento e meditazione sulla riduzione della pressione e dell’ansia dei pazienti con malattie cardiovascolari17

Studio svolto dal Dipartimento di Fisiologia, Himalayan Institute of Medical Sciences (HIMS), presso l’Università, Swami Ram Nagar, Dehradun, da un’equipe di studiosi18.

Le malattie cardiovascolari (CVD) sono una delle principali cause di morte nei paesi sviluppati. La maggior parte dei programmi di riabilitazione cardiaca comprendono interventi psicologici.
Scopo di questo studio era di determinare l'efficacia delle tecniche di riabilitazione in pazienti cardiaci, tra cui interventi psicologici, fisici come la meditazione e rilassamento e di trovarne il differenze. Sono stati presi in esame 45 pazienti con malattie cardiovascolari e depressione, facenti parte del centro di riabilitazione cardiaca a Mashhad, in Iran.

I pazienti sono stati assegnati a 3 gruppi: di rilassamento, di meditazione ed un gruppo di controllo, ognuno dei quali affiancava alla terapia farmacologica delle attività fisiche complementari.
I soggetti di questo studio quasi-sperimentale sono stati 45 pazienti con CVD e depressione (18 femmine e 27 maschi). I pazienti sono stati assegnati casualmente a 3 gruppi e 15 pazienti sono stati arruolati in ciascun gruppo. Età del paziente, sesso, livello di alfabetizzazione e di stato civile sono stati abbinati tra i gruppi.
I criteri di inclusione erano i seguenti: età tra 40-65 anni, istruzione di livello almeno elementare, CHD nota e la depressione (valutata mediante un questionario, i risultati permisero di dividere i soggetti in base al livello di depressione che presentavano).

I tecnici tennero dieci sedute di rilassamento muscolare progressivo di Jacobson (PMR) nel primo gruppo, al secondo gruppo sono state insegnate tecniche di meditazione Mindfulness per dieci sedute, e il terzo gruppo, essendo gruppo di controllo, non ha ricevuto corsi di formazione o di intervento.

Ogni sessione di rilassamento e di meditazione aveva una durata di 20-25 minuti al giorno, inoltre, i soggetti praticavano le loro tecniche correlate 3 volte alla settimana a casa con un compact disk educativo, datogli dall’equipe. Infermieri addestrati, valutavano e registravano sia la pressione sanguigna che la frequenza cardiaca dei pazienti, all'inizio e alla fine di ogni sessione di intervento. Inoltre depressione e ansia sono stati valutati a fine decima sessione.

Risultati

Dai risultati si notò che i soggetti del gruppo di meditazione, riscontrarono una riduzione significativa della depressione, della pressione sanguigna sistolica e della frequenza cardiaca rispetto al gruppo di controllo e rispetto al gruppo che eseguì le tecniche di rilassamento.

Secondo i risultati non vi era alcuna riduzione significativa della pressione sistolica e diastolica del sangue, tra il gruppo di rilassamento ed il gruppo di controllo. Ma c’era una significativa riduzione della pressione sistolica del gruppo meditazione rispetto al gruppo di controllo, ma nessuna riduzione significativa è stata osservata in pressione diastolica.

Secondo i risultati, non vi era una significativa riduzione della frequenza cardiaca del gruppo di meditazione rispetto al gruppo di controllo, e gli stessi risultati sono trovati da altri studi.

In generale, sembra che la riabilitazione cardiaca insieme con la meditazione abbia effetti migliori nella riduzione della depressione, della pressione sistolica e diastolica e della frequenza cardiaca.

I nostri risultati suggeriscono che le tecniche di meditazione hanno mostrato i migliori risultati nei pazienti cardiopatici per la riduzione della pressione sistolica e diastolica, della frequenza cardiaca e un significativo miglioramento della depressione rispetto alle tecniche di rilassamento.

Quindi gli autori di questo studio confermano l'usabilità di questa tecnica nei programmi di riabilitazione cardiaca per promuovere la salute fisica e mentale dei pazienti cardiopatici

Benefici dello yoga nella fibrillazione atriale

Un recente studio condotto dall'Università della Pennsylvania da Maria Nilsson del Karolinska Institute di Stoccolma, ha esaminato gli effetti dello Yoga su pazienti affetti da fibrillazione atriale.
I risultati hanno dimostrato che i pazienti con fibrillazione atriale dopo soli 3 mesi di trattamento settimanale con Yoga hanno avuto miglioramenti significativi relativamente alla diminuzione della pressione sanguigna e alla frequenza cardiaca.
In particolare, i pazienti trattati con sedute di Yoga e affetti da FA, hanno registrato una diminuzione della pressione arteriosa sistolica di 5 mm Hg e di 6 mm Hg per la pressione diastolica. Questi dati messi a confronto con un gruppo di pazienti trattati con terapie tradizionali hanno dimostrato anche un gap migliorativo di 4 bpm per quanto riguarda la frequenza cardiaca.

Sono stati presi in esame 80 pazienti affetti da fibrillazione atriale parossistica; alcuni sottoposti al trattamento alternativo dello yoga, mentre il gruppo di controllo seguiva solamente la cura farmacologica.
I pazienti hanno partecipato a 1 ora di sessione supervisionato una volta alla settimana per 3 mesi. La pressione del sangue e la frequenza cardiaca sono state monitorate e registrate prima, durante e dopo i 3 mesi di sperimentazione, sia nel gruppo sperimentale trattato con sedute di Yoga sia nel gruppo di controllo.
I risultati hanno definito dei valori medi di pressione arteriosa basale pari a 137/83 mm Hg per il gruppo trattato con terapie alternative, e 138/84 mm Hg per i pazienti trattati con le terapie tradizionali (Gruppo di controllo).

Dopo i 3 mesi di trattamento, i valori del primo gruppo si sono assestati sul livello di 132 mm Hg per il primo gruppo e di 141 mm Hg per il secondo gruppo. Questo dimostra che il gruppo che si è sottoposto a terapia complementare con Yoga ha abbassato la pressione media sistolica di 77 mm Hg, mentre è aumentata di 87 mm Hg nel Gruppo di controllo. Relativamente alla frequenza cardiaca il valore medio è diminuito a 64 - 60 bpm (battiti al minuto) sui pazienti che si sono sottoposti alle sedute di yoga contro i 65 - 69 bpm del gruppo di controllo.

Oltre alle misurazioni direttamente correlate alla FA sono stati considerati altri punti di interesse: dai questionari si conclude che grazie allo Yoga vi è stato un miglioramento generale della condizione fisica e mentale dei pazienti rispetto a coloro che non hanno avuto terapie complementari.
Lo Yoga ha portato ad un miglioramento nella qualità della vita dei pazienti trattati.

Lo Yoga in medicina si traduce in movimento leggero, respirazioni profonde, rilassamento che hanno benefici per la salute, specie per la diminuzione della pressione del sangue e della frequenza cardiaca19. Da queste osservazioni si può concludere che questi effetti potrebbero essere importanti per suggerire ai pazienti FIBA lo yoga come metodo complementare per curare la fibrillazione atriale parossistica.

I pazienti che sono affetti da fibrillazione atriale riportano spesso una bassa qualità della vita, mentre la pratica dello yoga comporta di per sé miglioramenti nel modo di vivere le situazioni quotidiane, sia psicologici che fisici. Purtroppo fino ad oggi non si era mai considerato il reale valore di questo esercizio anche a livello terapeutico.