Storia del Chievo
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Storia del Chievo

Chievo Verona, principali cenni storici sulla formazione calcistica

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Il movimento calcistico nel quartiere veronese di Chievo nasce già nel 1929. La società ha vita breve, dichiarando fallimento prima della seconda guerra mondiale.
Nel 1948 viene ricostituita, giocando in un campo parrocchiale. Dopo una lunga militanza nelle categorie minori, il Chievo approda nel grande calcio nel 1986, quando ottiene la promozione in serie C2 e si trasferisce nello stadio Bentegodi.

6 anni dopo muore il presidente Luigi Campedelli, ed il timone viene affidato al figlio Luca, appena 23enne. Nonostante la giovane età il ragazzo dimostra ottime doti organizzative, affidando la squadra ad un (allora) sconosciuto Malesani e conquistando nel 1994 la storica promozione in serie B.

La favola del Chievo non si esaurisce: sotto la guida di Luigi Del Neri i veneti approdano nel 2001 addirittura nella massima serie. L'anno dopo, dati per spacciati nei pronostici, contendono per metà campionato le primissime posizioni alle grandi, chiudendo al quinto posto e conquistando l'Europa (mentre l'altra squadra della città, il Verona, retrocede in B...).

La squadra si conferma una realtà del campionato italiano, dimostrando regolarità di risultati (nonostante le partenze dei suoi uomini chiave) e raggiungendo, grazie anche alle sentenze Calciopoli, i preliminari di Champions League di quest'anno.

Da ricordare

  • la promozione in A nel 2001;
  • il quinto posto 2002;
  • la UEFA 2002 conquistata mentre il Verona retrocede in B

Da dimenticare

Nella storia del Chievo non troviamo spiacevoli ricordi (basta pensare che la squadra è retrocessa, tra categorie professionistiche e dilettanti, una sola volta). L'episodio forse piu spiacevole è il caso Luciano, arrivato in Italia con il nome di Eriberto e con un'identità 4 anni piu' giovane.

La bandiera

Corini, Legrottaglie, Corradi, Perrotta, Marazzina, l'impressione è che dietro il fenomeno Chievo, piu che i singoli, si celi la forza del gruppo e dello spogliatoio.
Per ora assegniamo il ruolo di bandiera, di uomo simbolo, a Luigi Del Neri, autore tra l'altro di moduli e schemi offensivi e divertenti. Purtroppo dopo Verona per Del Neri si è aperto un periodo foriero di flop ed insuccessi.