Storia dell'Inter
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Storia dell'Inter

Inter, principali cenni storici sulla formazione calcistica

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Nel 1908 vige in Italia il divieto di tesserare calciatori stranieri: alcuni dissidenti del già costituito Milan decidono di dare vita ad una nuova squadra che consenta l'accesso a tutti i calciatori, anche fuori confine. Da qui nasce la società nerazzurra, chiamata appositamente "Internazionale".

Dopo 2 stagioni è già scudetto. Qualche anno dopo, nel 1922, l'Inter evita la retrocessione in B solo grazie agli spareggi. Mussolini non gradisce il nome, troppo simile a quello dell'Internazionale Comunista, e costringe la società a cambiarlo in Ambrosiana. Sotto questo nome vince 3 scudetti.
Nel dopoguerra arrivano altri due titoli, ma è negli anni 60 che l'Inter vive la parte più gloriosa della sua blasonata storia. Nel 1963 è di nuovo Campione d'Italia, l'anno dopo alza al cielo Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale. L'impresa viene bissata nella stagione seguente, il ciclo si chiude nel 1966 con lo scudetto della stella.

Sono gli anni del mago "HH", Helenio Herrera, che grazie alla collaborazione con Italo Allodi costruisce una formidabile formazione. I nomi dei protagonisti sono parte della storia del calcio italiano: Sandro Mazzola, Luis Suarez, Giacinto Facchetti, Tarcisio Burgnich, Jair.

Chiuso il ciclo d'oro, l'Inter vive stagioni altalenanti, arrivando al titolo ogni 9 anni (1971, 80, 89). Lo scudetto del 1989 è un'esperienza particolare: la squadra frantuma tutti i record allora presenti nei campionati a 18 squadre, vincendo 26 partite su 34.
Da li inizia un vero incubo per i tifosi nerazzurri. La squadra sembra sempre sul punto di vincere lo scudetto, ma poi manca l'appuntamento. Nel 1993 Pellegrini non bada a spese, tra gli altri arriva Bergkamp: la macchina da scudetto allestita riesce a salvarsi per 1 sol punto. Nel 1997 è Moratti ad investire fior di miliardi su Ronaldo, ma lo scudetto prende la strada di Torino con un controverso finale e sospetti sulle direzioni arbitrali delle ultime giornate.
Arrivano allora Baggio e Vieri; il primo fatica ad inserirsi, il secondo è frenato da problemi fisici. Nel 2000 è il ginocchio di Ronaldo a cedere in un pauroso incidente. La stagione successiva è addirittura il futuro allenatore campione del mondo, Marcello Lippi, a chiudere l'esperienza nerazzurra dopo 1 sola giornata di campionato. Il 5 maggio 2002 la squadra sembra finalmente ad un passo dallo scudetto: arriva l'incredibile beffa dell'Olimpico e la rottura Ronaldo Cuper. Bisogna aspettare il 2006 e la panchina di Mancini per portare il tricolore nella Milano nerazzurra: la vittoria a tavolino dopo lo scandalo calciopoli priva i tifosi del "gusto" di uno scudetto vinto sul campo, giornata dopo giornata. Quest'anno potrebbe essere davvero la volta buona.

Da ricordare

  • la Grande Inter di Burgnich, Facchetti, Mazzola, Corso…
  • lo scudetto dei record 1989;
  • le 2 accoppiate coppa Campioni / coppa Intercontinentale
  • 3 coppe Uefa e 5 coppe Italia

Da dimenticare

5 maggio 2002: all'Olimpico scende l'Inter per l'ultima giornata di campionato. La squadra è forte di 1 punto di vantaggio sulla Juventus e 2 sulla Roma. Avversaria è la Lazio. Le due tifoserie sono gemellate, paradossalmente parte della tifoseria biancoceleste tifa per l'Inter (anche questo, pur di "rischiare" di far vincere lo scudetto alla Roma...). La Lazio è ormai demotivata, la stagione è finita: tutto lascia intendere una trionfale marcia nerazzurra. Accade invece l'incredibile: l'Inter prende 4 reti, chiude addirittura al terzo posto.

La bandiera

Giacinto Facchetti: ovvero 634 presenze, 1 sola squadra, 75 reti (risultato incredibile per un difensore, soprattutto in quegli anni), 94 presenze in nazionale con 3 reti. Da sempre è stata una delle (poche) figure pulite del nostro calcio. Quando qualcuno gli chiese come mai l'Inter non riuscisse ad accattivarsi favori arbitrali come altre squadre, rispose "no... in queste cose non sono bravo, non ne sono capace..."