Storia della Lazio
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Storia della Lazio

Lazio, principali cenni storici sulla formazione calcistica

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La Lazio nasce come polisportiva (tutt'ora presente in diverse discipline, tra cui l'atletica leggera) nel 1900. I colori bianco-celeste si rifanno a quelli della Grecia, in onore delle olimpiadi moderne.
Evitata la fusione con l'altra squadra della città, la Roma, la Lazio viaggia in posizioni di metà classifica fino al 1958, quando esce dall'anonimato vincendo la Coppa Italia. Negli anni 60 la squadra non entusiasma, arrivando anche in B; il decennio successivo la musica cambia. In panchina siede un autentico "maestro", Tommaso Maestrelli, che riporta la Lazio alla ribalta nel 1971/72, con la promozione in serie A. L'anno dopo i biancocelesti arrivano addirittura terzi, per poi conquistare lo storico primo scudetto nel 1974. Ironia della sorte, non potranno giocare la Coppa dei Campioni a causa di una squalifica inflitta dalla Uefa.

Gli anni a venire sono bui e tormentati: la squadra è di scena nella serie cadetta, mentre i cugini romanisti arrivano al secondo scudetto e sfiorano la Coppa Campioni. Nel 1986 viene inflitta ai biancocelesti una penalizzazione di 9 punti: il campionato successivo è una drammatica e cinica ricerca dell'impresa-salvezza, coronata dallo storico spareggio di Napoli e dal gol di Fabio Poli.
La presidenza Calleri riporta la Lazio stabilmente in A, fino all'arrivo di Sergio Cragnotti: qualcosa di grande sta per avvenire nella Lazio. Arrivano campioni come Beppe Signori e "Gazza" Gascoigne; la squadra cresce di stagione in stagione, fino a conquistare l'Europa (1 Coppa delle Coppe + relativa Supercoppa) e, nel 2000, l'Italia.

Dopo una rocambolesca domenica la Juventus perde l'ultima partita e cede il comando alla Lazio: i biancocelesti sono campioni d'Italia, dopo una settimana travagliata e contestata (manifestazioni sotto la sede FIGC per presunti illeciti arbitrali a favore dei bianconeri).
Il ciclo sta per chiudersi: travagliata dai debiti, la Lazio rischia il fallimento, salvata soltanto da un decreto spalma-debiti. Coinvolta nello scandalo calciopoli, subisce un'altra penalizzazione: rimane comunque in serie A.

Da ricordare

  • lo spettacolo messo in scena dalla squadra di Maestrelli;
  • i grandi campioni: Gascoigne, Signori, Chinaglia, Mihajlovic, Nedved, Nesta, Vieri, Sosa, Crespo...
  • il derby vinto nel 1988, da neopromossa, con gol dell'allora sconosciuto Paolo Di Canio
  • "la squadra del meno nove", 1986/87

Da dimenticare

Tra i momenti piu tristi della storia biancoceleste, il peggiore è probabilmente la morte di Re Cecconi, una delle bandiere della Lazio del primo scudetto. La sera del 18 gennaio 1977 è in compagnia di due amici, uno dei quali deve fare compere in una gioielleria. Luciano è solito scherzare, ed all'entrata grida "Questa è una rapina". Il gioiellere, che aveva subito due rapine in poco tempo, spara a Re Cecconi. Morire a 28 anni, per uno scherzo.

La bandiera

Giorgio Chinaglia lega il proprio nome al primo scudetto, quello del 1974. In Italia gioca solo con la maglia della Lazio: riesce a conquistare il posto in nazionale addirittura dalla serie B. Dotato di grande prestanza fisica, gira a meraviglia negli schemi di Maestrelli. Lascia la Lazio per tentate l'avventura americana: 193 reti in 213 partite.