Storia della Roma
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Storia della Roma

Roma, principali cenni storici sulla formazione calcistica

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In una città grande come Roma diventa naturale la nascita di diversi movimenti calcistici. La capitale non riesce però ad associare le forze delle diverse squadre (contrariamente a quanto accade in altre città), se non nel 1927 per volere del partito fascista.
Alla fusione delle maggiori squadre della capitale non aderisce solo la Lazio, grazie alla resistenza di Italo Foschi.

La Roma definisce subito i propri colori, giallo-rosso, ma altrettanto non si può dire del terreno di gioco: passerà dal Motovelodromo Appio al campo di Testaccio, fino allo Stadio Nazionale (l'odierno Flaminio). Stadio Nazionale che vede il primo successo della Roma, lo scudetto del 1941/42: giusto in tempo prima dell'esplosione della guerra mondiale e della nascita del Grande Torino.

Nel 1950 la Roma conosce l'unica retrocessione della sua storia, seguita immediatamente dalla vittoria del campionato cadetto. Nonostante acquisti di prestigio (Ghiggia, Da Costa) ed un nuovo impianto, lo stadio Olimpico, la Roma vive anni mediocri. Conquista la Coppa delle Fiere nel 1961 ma non riesce a decollare in campionato, neanche quando viene chiamato in panchina Helenio Herrera.

Gli anni 70 sono ancor più grigi, viene sfiorata la retrocessione, ma nel 1979 arriva alla presidenza Dino Viola: la storia cambia radicalmente. Nel 1981 la Roma è seconda; due anni dopo riassapora il gusto del trionfo con il secondo scudetto. Protagonisti l'allenatore Liedholm, il capitano Di Bartolomei, le bandiere Conti ed Ancellotti, i gol di Pruzzo. L'anno dopo viene addirittura sfiorata la Coppa Dei Campioni: nonostante il vantaggio di giocare la finale in casa, la Roma viene sconfitta ai calci di rigore dal Liverpool. È soltanto una delle tante amarezze che le nostre squadre vedono concretizzarsi in questi anni dagli 11 metri.

Nel 1986 arriva una nuova beffa: dopo un'incredibile rimonta sulla Juve, la Roma perde nella penultima giornata, in casa, contro il Lecce già retrocesso. Lo scudetto prende la strada di Torino. In panchina siede Eriksson (che vincerà, ironia della sorte, il tricolore con la Lazio); lo svedese non ha la fortuna del predecessore Liedholm ed è costretto all'esonero l'anno successivo. Il ciclo della Roma è terminato, anche se la squadra continuerà a riscuotere sporadici successi in Coppa Italia.
Dopo la scomparsa di Dino Viola, per la Roma arrivano periodi bui: nel 1993 viene salvata per un soffio dalla liquidazione, sotto la gestione Ciarrapico. Arriva poi Franco Sensi, che risolleva (all'inizio con la collaborazione di Mezzaroma) la società e la rilancia nel calcio che conta.
Nel 2001 Roma può festeggiare il terzo scudetto, dopo un campionato da record. Come nel 1983, la Roma scudettata continua con buoni risultati, ma non riesce a confermare lo scudetto né ad acquisire successi in campo internazionale.

Da ricordare

  • 3 scudetti, 7 Coppe Italia, 1 Supercoppa Italiana, 1 Coppa delle Fiere;
  • Aldair, Ancelotti, Batistuta, Cafu, Cerezo, Conti, De Sisti, Di Bartolomei, Falcao, Giannini, Losi, Nela, Prati, Pruzzo, Rocca, Tancredi, Totti, Voller: chi ha messo a disposizione professionalità e fedeltà è sempre entrato nel caldo cuore dei tifosi giallorossi

Da dimenticare

Nel 1969 Giuliano Taccola, centravanti giallorosso, è vittima di strani disturbi. Gli accertamenti medici parlano di un vizio cardiaco, ma l'allenatore Helenio Herrera va su tutte le furie ed etichetta i medici come "incompetenti": Taccola ha solo 25 anni, "i medici non sanno cosa sia un atleta". Il povero ragazzo morirà negli spogliatoi di Cagliari, mentre Herrera darà ordine ai suoi compagni di squadra di abbandonare la Sardegna: c'era da preparare la partita di Coppa Italia del mercoledi successivo.

La bandiera

Fino a poco tempo fa il ruolo di bandiera sarebbe spettato al campione del mondo 1982 Bruno Conti. Il testimone, però, è chiaramente passato nelle mani di Francesco Totti, recordman di presenze e di gol con la maglia della Roma.