Storia della Sampdoria
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Storia della Sampdoria

Sampdoria, principali cenni storici sulla formazione calcistica

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La nascita della Sampdoria è relativamente giovane, datata 1946. In realtà prima della guerra esistevano a Genova altre squadre, ma la storia ci parla di fusioni, scissioni, debiti e scarsi risultati. Il palcoscenico era dominato dal Genoa.

La Samp viene subito ammessa alla prima Serie A del dopoguerra e conquista i derby di andata e ritorno (il primo vinto addirittura 3-0), raggiungendo una meritata salvezza. Nel 1949 arriva un clamoroso quinto posto, che incrementa la popolarità della Sampdoria tra i tifosi di tutta Italia. Negli anni successivi i doriani non riescono però a spiccare il salto di qualità, disputando stagioni altalenanti. Nel 1961 arrivano fino al quarto posto, ma anche stavolta non decollano e 5 anni dopo scendono in serie B.

Il ritorno in A è immediato ma opaco: la Samp è costretta a lottare costantemente per la salvezza (ottenuta nel 1974 solo a tavolino) e nel 1977 torna di nuovo in B. Stavolta la permanenza è più lunga, ma la società è in buone mani: dietro la scrivania siede Paolo Mantovani, uno dei più grandi presidenti italiani di tutti i tempi. Tornata in A nel 1982, la Samp inizia a risalire posizioni nel calcio che conta, grazie a gioielli come Vialli e Mancini e ad uno spogliatoio sapientemente gestito da Boskov. I blucerchiati dimostrano un certo feeling con la Coppa Italia (vinta nel 1985, 1988, 1989 e 1994), trampolino di lancio verso l'Europa.

Nel 1989 arriva una cocente delusione nella finale di Coppa delle Coppe contro il Barcellona, ma l'appuntamento con la consacrazione internazionale non viene mancato l'anno dopo. I "gemelli del gol" Vialli e Mancini sono ormai pilastri anche nella nazionale di Azeglio Vicini.
Nel 1991 la Sampdoria conquista lo storico scudetto. Il campionato è tra i più vivaci ed incerti di sempre, con ben 5 pretendenti (Milan, Juve, Inter, la stessa Samp e per metà campionato il sorprendente Parma) a contendersi la testa della classifica. Alla fine la spuntano i ragazzi di Boskov e Genova è in festa; alcuni giocatori, per scommessa, si tingono i capelli di biondo (sulla testa del brasiliano Cerezo la tinta fa un certo effetto...).
L'anno dopo la Samp onora il proprio impegno in Coppa dei Campioni arrivando fino alla finale, dove perde nei supplementari, ancora con il Barcellona. La partita, benchè caratterizzata da una sola rete in 120 minuti, è considerata una delle più belle finali di Coppa dei Campioni di sempre.
Il ciclo sta per chiudersi. Nel 1993 muore Mantovani, la gestione acquista carattere più aziendale che sportivo. La Samp cede man mano i suoi gioielli e conosce una nuova retrocessione in serie B.
I doriani risalgono nel 2003, con la guida di un altro ottimo allenatore, Walter Novellino. Nel 2005 mancano per un sol punto la qualificazione in Champions League.

Da ricordare

  • 1 Scudetto, 4 Coppe Italia, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa Italiana
  • i derby con il Genoa 1990/91: tra Scudetto e Coppa Uefa, le due squadre soprendono l'intera Italia

Da dimenticare

Nel 1997 Roberto Mancini abbandona la squadra blucerchiata, destinazione Lazio. Per rimpiazzare il "Mancio" vengono chiamati Miguel Angel Morales, Jurgen Klinsmann e, in panchina, Menotti. I tifosi blucerchiati capiscono subito che il ciclo degli anni d'oro è al termine... L'esplosione di Montella consente di raggiungere comunque il quinto posto, ma 2 anni dopo arriva l'inesorabile retrocessione.

La bandiera

Paolo Mantovani, finanziere e petroliere, entra nel calcio acquistando una squadra priva di blasone e successi, la Sampdoria. Costruisce uno dei più forti club italiani con una competenza, eleganza e professionalità impareggiabile. Straordinario presidente, grandissimo uomo.