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Gli editoriali di NonSoloFitness
I nostri editoriale, il punto d'osservazione sullo sport ed il fitness nel Bel Paese. Critiche, commenti, proposte e punti di vista, per un esame a tutto tondo su quanto d'attualità nel panorama sportivo.
Nonsolofitness.it si rinnova, nuovo look e nuove funzionalità
Benvenuto nel nuovo sito di Nonsolofitness! Nell'iniziare questo primo editoriale, per la nuova versione di Nonsolofitness.it, ho pensato molto a come rivolgermi alle migliaia di utenti che ogni giorno navigano nel sito, approdano per la prima volta, o tornano fiduciosi, alla ricerca di informazioni utili relative al fitness, al benessere a 360 gradi.
Non è l'unica domanda che mi sono posto. Ma in risposta a questo primo dubbio ho scelto di rivolgermi direttamente a te, Caro Utente. Che tu sia alla prima esperienza nel nostro sito, o che tu faccia parte della nostra community, quello che maggiormente mi preme farti sapere è che il nostro sito è cresciuto e diventato grande nel corso degli anni per una ragione molto semplice. L'attenzione che proviamo a rivolgere a ciascun singolo utente.
Il Body Building è morto, l’aerobica è morta, ed anche il ciclismo non si sente tanto bene!
Sono appena rientrato da Rimini Wellness, la kermesse sul benessere che, più di altre manifestazioni, ha affascinato i cultori della forma fisica negli ultimi anni. Quello che subito mi è saltato agli occhi è stata una minore affluenza di spettatori rispetto allo scorso anno. Dato che può essere interpretato in vario modo. Ma c’era qualcos’altro di diverso, che ho recepito, ma non sono riuscito immediatamente a mettere a fuoco. Solo questa mattina sono stato in grado di vederci chiaro! Mancava l’enorme massa di Body Builder che generalmente non è mai assente.
Non parlo di chi ha un fisico muscoloso, tonico, evidente, in una parola di tutto rispetto. No, no. Mi riferisco a chi ha enormi masse muscolari, ipertrofia fuori dal comune. Persone che sembrano attendere soltanto queste occasioni per riscattarsi degli indicibili sacrifici e (s)torture cui si sottopongono tutto l’anno.
Prima e doping la cura
Anche oggi, come ogni mattina, ho cominciato la giornata dando uno sguardo al giornale. In prima pagina c’era l’allarme doping per gli studenti impegnati nella maturità. Essendo il doping un argomento sempre scottante, una sorta di temuto sottofondo in qualsivoglia competizione, mi sono tuffato a leggere i dettagli dell’articolo. Si faceva riferimento a varie sostanze, spesso acquistate in internet, aventi lo scopo di mantenere svegli e attivi, pur con un numero di effetti collaterali da far rabbrividire. Nulla di molto diverso dal doping sportivo, compreso il tramite per l’approvvigionamento.
Il doping, che abbiamo sempre conosciuto come strumento per barare nelle competizioni di tipo fisico, approda ora anche nelle sfide di tipo intellettivo.
Secondo le ultime ricerche questo editoriale fa bene al cuore!
Se dovessero chiedermi come distinguere, su due piedi, una notizia seria da un titolo studiato ad arte per riempire una pagina, o indurre all’acquisto di una rivista, se dovessi valutare se un articolo merita d’esser letto o rientra nella categoria “ gossip sul fitness”, risponderei che basta leggere l’incipit. Chi è a corto di reali conoscenze, chi sa di spararla grossa, chi cerca un po’ di clamore e visibilità, comincia sempre allo stesso modo: “secondo le ultime ricerche…”. Se una volta questo era un must, ora è un anacronistico modo per provare a darsi un tono, l’analogo delle aziende “giovani e dinamiche”. E’ un di più che ha stufato e che, purtroppo, sempre più spesso individua l’esatto contrario di una seria ricerca.
La preparazione vince su tutto
I più attenti fra voi avranno notato che, nel titolo di questo editoriale, è stato parafrasato l’incipit del verso latino di Publio Virgilio Marone “Omnia vincit amor” (L’amore vince su tutto). Non è casuale. Spesso nel forum di Nonsolofitness nascono discussioni relative al mondo del lavoro, alle difficoltà nel trovare un’occupazione che sia appagante sul piano economico e professionale.
Nella stragrande maggioranza dei casi con riferimento alla laurea in Scienze Motorie.
Sono discussioni cicliche e comuni. Nel senso che nascono ciclicamente, e non solo sul forum. Mi capita spesso di sentire il medesimo scoramento anche parlando con gli studenti delle facoltà di Scienze Motorie, quando ho la possibilità di rivestire i panni del docente.
L'importanza di cambiare
E’ una delle prime cose che si apprendono quando, da sedentari, si sceglie di diventare persone attive intraprendendo una qualsiasi pratica sportiva.
Cambiare, variare, modificare il proprio allenamento è fondamentale, altrimenti i risultati smettono di arrivare, e si finisce col perdere anche parte degli obiettivi raggiunti.
Peccato constatare che, a fronte di tale insegnamento pratico, non segua anche una filosofia più generale improntata sul cambiare punto di vista, modificare la propria posizione, migliorare ed ampliare il proprio bagaglio conoscitivo.
L’input per questo mio editoriale è partito dopo una telefonata ricevuta ieri, poco prima di lasciare l’ufficio. Ma le considerazioni che andrò ad esprimere le covavo ormai da tempo.
Diete: quando la cura è peggiore del male
Il mercato delle diete, inteso come il commercio di tutto quanto ruota intorno all’alimentazione, ed in particolare a prodotti, libri, e tecniche che dovrebbero indurre un agevole dimagrimento, è senza dubbio tra i più floridi in assoluto. Non solo in Italia, ma nel panorama mondiale dei Paesi industrializzati.
Lo stile di vita sedentario, e la facilità con la quale si può accedere alle fonti alimentari, determinano condizioni di sovrappeso in una larga fascia della popolazione. Questa condizione diffusa, contrasta fortemente con i modelli estetici proposti dai media e accolti dalla società. Il risultato è un corto circuito per effetto del quale si innesca una rincorsa al voler dimagrire a tutti costi, con rapidità e senza sacrificio, per poter rientrare nei canoni sopra descritti e senza modificare le abitudini alimentari.
Anno nuovo, propositi vecchi!
Ci risiamo, un nuovo anno è appena iniziato, regali aperti, bigliettini archiviati. Difficile credere che la conclusione del 2009 non sia stata accompagnata da pasti luculliani, tra festività Natalizie e cenone di fine d’anno, è il minimo che possa essere accaduto. E’ altrettanto difficile pensare che, tra una portata e l’altra, nessuno si sia lasciato andare ai soliti, vecchi, buoni propositi. Del tipo “da lunedì a dieta” oppure, “la prossima settimana mi iscrivo in palestra”. I più esagerati avranno pronunciato entrambi, dieta ed iscrizione in palestra! Come direbbe Totò “…ma sì, abbondiamo!”.
Quasi sempre i buoni propositi durano il tempo di una digestione pesante, i lunedì iniziano a susseguirsi e, sino al prossimo capodanno, nessuno ci penserà più.
Fitness: il pensiero non basta
Quando il migliore degli intenti si scontra con imprevisti e difficoltà, si è soliti consolare l’ideatore di un’iniziativa con la frase “basta il pensiero, il pensiero è quello che conta!”. Evidentemente questo non vale per ogni situazione e, soprattutto, non vale per il fitness.
A cosa mi riferisco è presto detto. E’ da almeno tre mesi che ho voglia di parlare di chi acquista una consolle per simulare le attività sportive in casa. Ce n’è per ogni gusto, dallo yoga alla boxe, passando per il bowling ed il tennis. Non parlo dei semplici videogame ovviamente, ma di quelle apparecchiature ben più coinvolgenti, con tanto di pedane e comandi wireless che consentono di simulare in tutto e per tutto i gesti atletici.
Italia: pizza, spaghetti, mandolino e… flop sportivi
Non è trascorsa una settimana dalla conclusione delle ultime olimpiadi invernali di Vancouver 2010. Una cartina al tornasole dell’impegno, delle capacità organizzative, e del ruolo che una Nazione attribuisce al mondo dello sport. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Perlomeno dovrebbero, se in Italia si fosse dato adeguato risalto a cosa stava accadendo dall’altra parte del globo.
Un flop di dimensioni colossali, insuccessi uno dietro l’altro, aspettative cadute come tessere di un domino perfetto, nella sua tragicità. Cosa ci si può aspettare in un Paese in cui non si investe in cultura sportiva, dove molte Federazioni sono più attente al loro bilancio che ad agevolare l’ingresso nel mondo sportivo da parte di nuove leve?
Una giornata di footing al parco
L’idea di questo editoriale mi è venuta qualche settimana fa, mentre chiacchieravo con un vecchio amico, nonché collega. Di ritorno da un’abbondante cena in pizzeria abbiamo iniziato a parlare di fitness e, tra un argomento ed un altro, mi domanda: <<Ma tu cosa ne pensi di tutti questi camminatori folli?>>, non comprendendo a chi si stesse riferendo, ho domandato chi fossero questi camminatori folli. <<Ma si – ha replicato - parlo dei tanti che di punto in bianco si sono convertiti alle camminate veloci, sembra una moda irrefrenabile. Tu cosa ne pensi?>> Per un attimo sono rimasto spiazzato. Indeciso se rispondere istintivamente o in modo accademico.
Se è vero che tutti noi dovremmo essere promotori di uno stile di vita corretto, all’interno del quale anche mezz’ora di camminata a ritmo sostenuto è capace di favorire tutta una serie di positive conseguenze, è altrettanto vero che il lavoro da svolgere andrà sempre commisurato alle caratteristiche del soggetto.
Dagli artigiani alle industrie del fitness
Nell’ultimo editoriale, di qualche mese fa, mi sono cimentato nell’osservare il popolo dei runner, esaminandone le caratteristiche ed il comportamento nell’ambiente naturale. In modo assolutamente non previsto, e come esclusivo frutto degli eventi, mi trovo ora mio malgrado a parlare del popolo dei fitness club.
Come sempre nei miei editoriali, anche a causa dalla mia scarsa capacità di sintesi, si impone una piccola premessa. Sportivamente parlando sono nato e cresciuto all’interno di una piccola palestra di una minuta cittadina. Un luogo che, nonostante siano trascorsi oltre vent’anni dalla mia prima iscrizione, esiste ancora, quasi immutato nel corso del tempo.
Una palestra in senso stretto, dove non mancava lo spirito di gruppo e il desiderio di aggregazione, ma il punto fondamentale era la voglia di applicarsi in modo deciso in una determinata disciplina sportiva. Non mancavano gli eventi agonistici che, seppur non abbiano mai sfornato campioni di livello internazionale, erano comunque adeguati a fornire la giusta celebrità. Quella che basta in un microcosmo tardo adolescenziale. Sufficiente ad essere ritenuti dei numeri uno, o perlomeno a sentirsi come tali.
Se le creme brucia grassi funzionassero, dovreste avere il fiatone… o l’aterosclerosi
Ciascuno di noi hai il suo chiodo fisso, le proprie passioni che, a volte, crescono sino a divenire quasi delle ossessioni. La mia personale ossessione sono i falsi luoghi comuni che attanagliano il mondo del fitness e non permettono a questa stupenda disciplina di emergere in modo scientifico, continuando a relegarla ai soliti stereotipi del “palestrato con poco acume”.
Quale miglior modo di approcciare in modo diverso se non quello di rimuovere i falsi miti? Occorre sfatare soprattutto quelle credenze tenute in piedi da mere ragioni economiche, e per questo ancora più sgradevoli.
L'inefficacia delle creme bruciagrassi, ad esempio, è stata più volte dimostrata. Ma, complice l'imminente arrivo della bella stagione, molti tornano a farci un pensierino. E non solo gli sprovveduti dell'ultima ora, ma anche appassionati stacanovisti del fitness. Cosa accadrebbe se tali creme funzionassero davvero?
Brucia 1700 Kcal l’ora con le "Illopi Repeiziton", il fitness degli astronauti russi!
Una scoperta sensazionale che non mancherà di gettare scompiglio fra tutti gli esperti ed appassionati di fitness. Un’attività fisica capace di far bruciare ben 1700 Kcal per ciascuna ora, portando a rapidissimi dimagrimenti, tra l’altro mirati proprio sulle masse adipose più problematiche. La notizia è recentissima, e presto molti esperti saranno chiamati ad esprimersi. Sembra che a mettere in atto questa singolare disciplina sportiva siano stati degli scienziati russi, che già da tempo la impiegavano per risolvere alcuni problemi legati agli ufficiali dell’aeronautica impegnati nei corsi di addestramento per soggiornare periodi medio lunghi nelle stazioni orbitanti. Tale richiesta prevede la necessità, in alcuni casi, di ridurre rapidamente il loro peso per non creare ulteriori problemi logistici durante il lancio. Il nome in codice della disciplina è Illopi Repeiziton, difficile da pronunciare, ma certamente destinata a far parlare di se.
Ma partiamo dall’inizio. Questa sera al TG5 delle 20.00 è andato in onda un servizio sul fitness...
L'estate è finita, buone ferie... e buon lavoro!
Buon lavoro dunque a tutti gli istruttori ed i personal trainer che si preparano ad ascoltare per l’ennesima volta le frustrazioni di chi vuol dimagrire (possibilmente solo su addome e fianchi), di chi vuole aumentare la massa (ma non troppo per carità, anzi giusto sui pettorali e sulle braccia), di chi sa già tutto lui (anche se non si direbbe), di chi preferisce seguire i consigli del cugino che… manco a dirlo, è grosso e quindi se ne intende!
Buon lavoro ai proprietari e gestori di palestre e centri sportivi, alle prese con l’ultima offerta speciale per attrarre ogni potenziale cliente, a rischio di essere impallinati tutte le volte che l’acqua nella doccia rischia di essere troppo calda, troppo fredda e perfino troppo tiepida.
Buone ferie a chi vive con frustrazione il fitness con il solo scopo di sfoggiare il fisico in spiaggia, anche se l’eccesso è ormai...
Portare l’Italia fuori dalla crisi grazie al fitness
In quest’ultimo periodo uno degli argomenti che maggiormente ha occupato le pagine dei giornali, le trasmissioni televisive, i dibattiti al bar come sui social network è relativo alla crisi che ha colpito in modo globale un po’ tutti gli stati, ma che ha visto l’Italia fra i Paesi che, probabilmente, presentano maggiori criticità. Al punto che la situazione economica è stata una delle principali cause a portare alla caduta del precedente governo ed all’instaurarsi di quello attuale.
Proprio ieri il neopresidente del consiglio ha presentato la manovra “salva italia” che, a prescindere dalla sua validità, spacca l’opinione pubblica tra chi è a favore e chi è contrario rispetto ai vari punti di cui si compone. Temo sia inevitabile che ciascun intervento che punti a diminuire le uscite e/o ad aumentare il gettito, determini plauso o critica a seconda della propria condizione personale.
Mi sono chiesto se esistesse un provvedimento capace di determinare un vantaggio economico per il Paese senza scontentare nessuno, capace di far risparmiare i cittadini rispetto alla pressione fiscale e magari capace di creare anche nuovi posti di lavoro. Sembra incredibile ma qualcosa esiste e, neanche a dirlo, è il fitness! Cercherò di spiegare in estrema sintesi di cosa si tratta, ma corre l’obbligo di una piccola premessa.


