Che fine fanno quelli che non ce la fanno?
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Che fine fanno quelli che non ce la fanno?

Istruttori e personal trainer mostrano orgogliosi le foto dei loro clienti che hanno avuto risultati, lasciando intendere di essere bravi e di potersi fidare, ma che fine fanno tutti gli altri, quelli che il risultato non lo hanno mai raggiunto?

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Che fine fanno quelli che non ce la fanno?

Istruttori e personal trainer mostrano orgogliosi le foto del prima e dopo dei loro clienti che hanno avuto risultati, lasciano intendere di essere bravi e che di loro ci si può fidare.
In genere sono foto con persone che sono riuscite a dimagrire moltissimo, molto meno spesso si tratta di foto con qualcuno molto magro che è riuscito a incrementare i volumi muscolari, e già su questo ci sarebbe da soffermarsi un attimo, ma prima ancora occorrerebbe domandarsi che fine fanno tutti gli altri, quelli che il risultato non lo hanno mai raggiunto? In quale album di quale social network si possono vedere e soprattutto, se le foto con buoni risultati hanno come messaggio sottointeso che il merito è in gran parte della bravura dell'istruttore, di chi è la colpa del mancato risultato di tutti gli altri?

Andiamo per ordine prima che qualcuno dei protagonisti alzi subito una cortina di "se" e di "ma" dietro la quale provare a nascondersi.

Perché ho affermato che ci sarebbe da spendere due parole sulle tante foto in cui ci si autocompiace per il dimagrimento del cliente, mentre scarseggiano quelle col risultato opposto, di incremento dei volumi su un soggetto magro?
Perché è evidente che dimagrire, fatto salvo il 2% della popolazione che ha reali problemi di ordine medico, è probabilmente una delle cose più semplici da ottenere, tanto più su persone in forte sovrappeso, che si iperalimentano e sono sedentarie. In questi casi basta davvero poco in termini assoluti per migliorare se stessi, perfino la semplice consapevolezza di quali cibi eliminare e quali ridurre.
Le strade verso il risultato sono molteplici, certamente l'attività fisica è la migliore in termini di efficacia, durata e ricadute salutistiche, ma si può dimagrire in tanti altri modi in modalità più o meno ortodossa e anche senza alcun trainer di riferimento. È pieno di persone che lo fanno, ed è perfino (tristemente) pieno di persone che provano a dimagrire "prima" di iscriversi in palestra, per una sorta di imbarazzo, per il timore di essere osservate e (talvolta) derise, e ritengono sia meglio dimagrire per poi iniziare a frequentare una palestra.

Diverso è il discorso di un soggetto magro, strutturalmente esile, che voglia aumentare la propria massa muscolare, anche di poco o solo per raggiungere un aspetto più gradevole, tonico e senza grandi pretese (sia esso uomo o donna non fa differenza). In questo caso la strada è obbligata, occorre per forza allenarsi, e occorre tutta la professionalità di un bravo trainer non solo per strutturare correttamente il lavoro, ma anche per incoraggiare e motivare.

Perché se è vero che in un paio di mesi partendo da un forte sovrappeso si possono già apprezzare risultati evidenti, in 2 mesi di lavoro finalizzato al volume il progresso è davvero minimo se non irrilevante, tenere alta la motivazione è fondamentale quanto la corretta programmazione dell'allenamento.
Quindi mi perdonerete se valuto la bravura del trainer anche sulla base di quanto complesso sia il raggiungimento di un obiettivo da parte del cliente. Non parliamo poi se l'obiettivo è il miglioramento della performance di soggetti già ben allenati, in questo caso tutto diviene ancora più difficoltoso, e infatti foto di questo genere non se ne vedono praticamente mai.

Ma torniamo alla domanda iniziale, che fine fanno (lo ripeto) tutti coloro che il risultato non lo raggiungono, e a chi occorre dare almeno un concorso di colpa, almeno parte della responsabilità? O in questo caso è tutto demerito del cliente e della sua incapacità a eseguire quanto gli viene detto?

Siamo in ottobre e molti studenti sono tornati da poco tra i banchi di scuola, mentre mi pongo queste domande mi torna alla memoria il mio primo diario delle superiori, al suo interno era scritto a caratteri cubitali

Al tornitore non si permette di consegnare solo i pezzi che son riusciti1

nel senso che ciascun tornitore è responsabile anche dei pezzi che alla fine del lavoro non risultano conformi alle specifiche richieste.
In quel caso il chiaro riferimento era nel rapporto studente/professore, di chi è la colpa di quegli allievi con basso profitto, è sufficiente respingerli in quanto "non conformi" alle aspettative o in qualche modo occorre assumersi la responsabilità del loro insuccesso e dell'eventualità che a fallire sia stato il docente, magari incapace di appassionare e trasmettere nel modo giusto.

Nel mondo del fitness accade la medesima cosa, il turnover è altissimo, molti di quelli che si iscriveranno o che si sono iscritti in queste settimane con la speranza di ottenere qualche risultato abbandonerà nel giro di pochi mesi, avrà fallito l'obiettivo.
Nell'album di chi finiranno le foto di questo esercito di persone che tra il prima e il dopo hanno perso solo tempo e qualche soldo? E vogliamo parlare degli eterni ripetenti: quelli che passano gli anni senza che nessun miglioramento inizi a palesarsi? Sembrano studenti alle prese con la medesima tabellina ormai dalle elementari. Quale istruttore è disposto a prendersi il peso del mancato risultato?

Ciascun istruttore, ciascun personal trainer è proprio come il nostro professore delle medie o del liceo, c'era chi ripeteva in modo stanco e annoiato la stessa lezione, e chi dimostrava una vera passione per l'insegnamento, con costante entusiasmo, passione, capacità di innovare e soprattutto coinvolgere ciascuno studente, non solo quelli studiosi, volenterosi o maggiormente dotati per natura. Non quelli che con un libro in mano (un bilanciere nel nostro caso) se la saprebbero cavata in autonomia, ma tutti gli altri: quelli rimasti indietro, talvolta per la dannata pigrizia che accomuna il genere umano, talvolta per una reale incapacità di raggiungere vette elevate, ma non per questo impossibilitati a migliorare se stessi.

Siate onesti quest'anno, in palestra fate una bella foto di gruppo, vediamo quanti miglioreranno e di quanto, e davvero complimenti fin da ora agli istruttori e agli allievi che sapranno distinguersi con il migliore risultato, ma ci rivediamo a ottobre prossimo per fare la conta e vedere quanti si sono persi per strada, quanti si sono seduti all'ultima panca a ripetere la solita moltiplicazione quella del 3x10… a giorni alterni.