Se le creme brucia grassi funzionassero, dovreste avere il fiatone… o l’aterosclerosi
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Se le creme brucia grassi funzionassero, dovreste avere il fiatone… o l’aterosclerosi

L'inefficacia delle creme bruciagrassi è stata più volte dimostrata. Complice l'imminente arrivo della bella stagione, molti tornano però a farci un pensierino. Ma cosa accadrebbe se tali creme funzionassero davvero?

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Se le creme brucia grassi funzionassero, dovreste avere il fiatone… o l’aterosclerosi

Ciascuno di noi hai il suo chiodo fisso, le proprie passioni che, a volte, crescono sino a divenire quasi delle ossessioni. La mia personale ossessione sono i falsi luoghi comuni che attanagliano il mondo del fitness e non permettono a questa stupenda disciplina di emergere in modo scientifico, continuando a relegarla ai soliti stereotipi del "palestrato con poco acume".

Quale miglior modo di approcciare in modo diverso se non quello di rimuovere i falsi miti? Occorre sfatare soprattutto quelle credenze tenute in piedi da mere ragioni economiche, e per questo ancora più sgradevoli.

L'inefficacia delle creme bruciagrassi, ad esempio, è stata più volte dimostrata. Ma, complice l'imminente arrivo della bella stagione, molti tornano a farci un pensierino. E non solo gli sprovveduti dell'ultima ora, ma anche appassionati stacanovisti del fitness. Cosa accadrebbe se tali creme funzionassero davvero?

Ho dedicato numerosi articoli, studi a campione, e parti cospicue dei volumi che ho sino ad oggi pubblicato, proprio ai falsi miti.

Lo spunto alle migliori riflessioni critiche nasce però sempre dalla possibilità offerta dal mio lavoro di docente, grazie al quale ogni mese posso incontrare centinaia di persone con le quali confrontarmi. Proprio durante uno dei miei corsi ho segnalato in via estemporanea ai partecipanti che, se le creme brucia grassi funzionassero davvero, occorrerebbe perlomeno essere afflitti dal fiatone. La frase, lo ammetto e lo ribadisco, mi è venuta fuori in modo estemporaneo. Poi ho riflettuto meglio, ed effettivamente, per quanto messa in questi termini possa risultare drastica e provocatoria, non è affatto priva di fondamento. Osserviamone le ragioni.

Ipotizziamo di acquistare una confezione di crema brucia grassi, non ha importanza da quale azienda sia essa prodotta, ed immaginiamo che, paradossalmente, funzioni davvero. Per affermare che funziona devo aspettarmi dunque una riduzione delle masse adipose che consegue la sua applicazione. Quanto grasso sarebbe lecito aspettarsi di perdere per affermare che un barattolo di crema brucia grassi funzioni davvero? Ritengo che, se ciascuna confezione non faccia perdere perlomeno un 1kg, non la si possa ritenere un rimedio efficace. Considerato che il contenuto medio di una confezione è di circa 200ml, ed ipotizzando di impiegare 10ml per ciascuna applicazione, significa far durare una singola confezione 20 giorni.

Quindi, applicando 10ml di prodotto al giorno, al termine del ciclo di 20 giorni, dovrei aver perso 1 Kg di adipe. Lo riterrei un buon risultato, sufficiente a giustificare la spesa e l'impiego della crema. Perdere 1kg di grasso in 20 giorni, implica una diminuzione dell'adipe di 50grammi al giorno.

Facciamo qualche calcolo per meglio comprendere cosa possa significare. 50 grammi di grassi smaltiti, in virtù del potere calorico dei grassi, pari a 9Kcal per grammo, significa l'impiego di 450Kcal da fonte adiposa. Considerando i principi della farmacocinetica, ossia di quella scienza che studia l'assorbimento, il metabolismo e la distribuzione di una sostanza, è lecito ritenere che, essendo la via di applicazione quella transdermica, occorrerà che il preparato sia molto liposolubile al fine del corretto assorbimento. Dando per scontato questa caratteristica, e considerato anche che l'organismo provvede all'eliminazione o alla metabolizzazione di quanto introdotto in tempi relativamente brevi, e considerato infine che le creme brucia grassi non appartengono al mondo dei farmaci propriamente detti, ma dei cosmetici, è ipotizzabile che il tempo entro cui permane attiva in un soggetto la crema impiegata, sia verosimilmente di qualche ora.

Se il principio attivo avesse durata pari a 3 ore, significa dover avviare lo smaltimento delle 450Kcal di cui sopra, in questo lasso di tempo. Vale a dire 150 calorie l'ora. Occorre ora inserire qualche altro elemento. Per qualsivoglia necessità energetica, l'organismo attinge all'ATP come fonte. Ciascuna mole di ATP utilizzata, restituisce 7,3Kcal. Utilizzare 150 Kcal in un'ora, equivale all'impiego di (150:7,3=20,5) 20,5 moli di ATP in più rispetto a quanto non sia già impiegato per mantenere in vita il soggetto.

L'utilizzo dei grassi come fonte energetica, può avvenire solo attraverso il sistema aerobico. I sistemi anaerobici infatti non possono ossidare gli acidi grassi. Per ciascuna mole di ATP impiegata, ipotizzando l'esclusivo consumo dei grassi, sono necessari 4 litri di ossigeno. 4 litri per ciascuna mole, considerato che si tratta di utilizzarne 20,5 ogni ora per 3 ore, significa impiegare 82 litri di ossigeno l'ora (4x20,5). 82 litri di ossigeno in un'ora corrispondono 1,36 litri di ossigeno al minuto.

Un individuo in condizione di riposo, respira 0,2/0,3 litri di ossigeno al minuto. Passare da questo livello a quello richiesto per il processo di impiego dei grassi sopra descritto, quindi arrivare a 1,36 litri, significa perlomeno quadruplicare il numero degli atti respiratori in un minuto, portandoli da una media di 18 atti respiratori a circa 80 per minuto, ovvero una condizione comunemente nota come fiatone, il cui permanere dovrebbe ovviamente essere di 3 ore.

Nel calcolo descritto, essendo il numero di atti respiratori al minuto, il valore energetico dei grassi, il potere calorico di ciascuna mole di ATP e l'ossigeno respirato, tutti valori fisiologicamente accertati (quindi non suscettibili di errore), gli unici margini che possono essere errati sono relativi al famoso Kg di grasso che si è detto voler smaltire nel giro di 20 giorni.

Ipotizzando quindi che ci sia stato un errore in questo, che si sia peccato di un numero di giorni troppo esiguo, si potrebbe pensare all'applicazione di 2 confezioni di crema invece che una soltanto, con un trattamento della durata non di 20, ma di 40 giorni. Raddoppiando il tempo dell'applicazione significherebbe avere una respirazione meno accelerata, ma che comunque passa dai 18 atti respiratori a riposo ad almeno 40 nella fase di applicazione della crema. Più del doppio rispetto alle condizioni standard. Se non è una condizione di fiatone, è qualcosa di molto simile. Tra l'altro smaltire 1Kg ogni 40 giorni, è un obiettivo assolutamente realistico, per il quale non occorre certo l'ausilio di una crema.

Se non si è afflitti dal fiatone significa che la richiesta di ossigeno da parte dell'organismo non è variata, e se non varia tale richiesta, è sinonimo che non si stanno utilizzando un numero di calorie maggiori rispetto alla norma. Di conseguenza non sta avvenendo nessuna ossidazione di acidi grassi, e quindi nessun dimagrimento.

Francamente non occorreva neppure scomodare la fisiologia (ed un briciolo di matematica) per giungere a questa conclusione. I grassi sono l'elemento impiegato dall'organismo per immagazzinare l'energia introdotta in eccesso. Una loro riduzione può essere ottenuta solo mediante l'impiego come fonte energetica. Se un'attività non provoca dispendio energetico (e quindi non è promossa da un lavoro fisico) semplicemente non può avviare alcun dimagrimento. E, del resto, è anche da dire che buona parte di queste creme viene venduta come "crema snellente", il cui significato è assai distante dal concetto di dimagrante. Che è solo la libera interpretazione dell'acquirente, magari facilitata dalle immagini stampate sulle confezioni di crema.

Ovviamente la speranza è l'ultima a morire. E mai avrei voluto indossare i panni di chi infrange i sogni di tante persone intente a spalmarsi una crema. È inevitabile che, chiariti questi aspetti, tanti abituali utilizzatori inizieranno a segnalare altre vie di funzionamento delle creme, che ovviamente sono differenti dal naturale impiego dei grassi. L'alternativa più fantasiosa che mi è stata proposta, ma anche la più frequente, è che, grazie alle creme brucia grassi, gli adipociti rilasciassero una percentuale di grasso in più direttamente nel sangue, inducendo in via successiva l'eliminazione (non è dato sapere come) per tramite delle urine.

Diamo per buona questa soluzione alternativa. Cosa accadrebbe se fosse vero?
Il risultato più facilmente osservabile si potrebbe ottenere guardando le urine di un soggetto sottoposto a trattamento brucia grassi. L'urina dovrebbe essere densa e, se posta in un contenitore, dovrebbe dividersi in 2 parti. In alto una componente oleosa, in basso la componente acquosa. Proprio come accadrebbe se aggiungessimo un po' di olio in un bicchiere d'acqua.

Non si comprende tuttavia perché l'organismo dovrebbe eliminare con le urine i grassi rilasciati dagli adipociti e non quelli introdotti con l'alimentazione. Sempre procedendo per assurdo, se tutto questo fosse vero, significherebbe avere una quota di acidi grassi circolanti nelle ore successive all'applicazione della crema, davvero non sostenibile e, senza citare le reazioni immediate (tra cui l'inibizione della stessa lipolisi, e quindi del dimagrimento), una simile alterazione del contenuto di grassi circolanti, porterebbe alla lunga alla condizione di aterosclerosi che ha, proprio nel livello di trigliceridi, una delle cause principali della sua manifestazione.

In buona sostanza, purtroppo non esiste nessun rimedio passivo, che non sia di ordine chirurgico, che possa far smaltire i grassi accumulati senza un minimo impegno fisico. E questa è la cattiva notizia. Però marzo è appena cominciato, le giornate sono piacevolmente limpide, i soldi da destinare alle creme brucia grassi investiamoli in un paio di scarpe da ginnastica, e quest'estate saremo meno formosi e più in forma.