I devastanti effetti della Coca-Cola... per gli iscritti a Facebook
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I devastanti effetti della Coca-Cola... per gli iscritti a Facebook

Scopri gli effetti devastanti che un bicchiere di coca-cola può produrre nel corpo umano entro un'ora dalla sua assunzione, se bevuto mentre si è collegati a Facebook

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I devastanti effetti della Coca-Cola... per gli iscritti a Facebook

Come ogni mattina, immagino al pari di moltissimi altri di voi, comincio la mia giornata lavorativa sbirciando un po' le notizie su Facebook. Un po' per curiosità, un po' per iniziare gradualmente la giornata da trascorrere davanti al pc ma, soprattutto, per farmi quattro risate sull'ultima news terroristico-alimentare. Da mesi infatti ogni giorno c'è un alimento che si scopre essere più dannoso del morso di una vedova nera.

Oggi la mia attenzione è stata colpita da un articolo dal titolo shockante: "IMPRESSIONANTE: Cosa succede nel nostro corpo dopo un bicchiere di Coca-Cola?"

E che succederà mai mi sono chiesto?! Devo premettere che non bevo Coca-Cola più o meno da 15 anni, semplicemente perchè non mi piacciono le bevande gassate, compresa l'acqua minerale. Però, ho pensato, se accadesse qualcosa di "impressionante" essendo la Coca-Cola una delle bevande più utilizzate al mondo, sarebbe già accaduto l'irreparabile. Certo, non credo che la Coca-Cola sia un prodotto particolarmente salutare, non lo è neppure la grappa barricata (che invece apprezzo molto di più, non avendo le fastidiose bollicine), però immagino che un bicchiere di Coca-Cola non possa creare danni maggiori di una scatoletta di tonno (con tutto il metilmercurio che contiene), o di mille altri alimenti. A patto, questo è ovvio, di non esagerare con le dosi.

In ogni caso mi sono apprestato a leggere l'articolo che, manco a dirlo, non ha nemmeno la traccia di una citazione scientifica. Vediamo cosa è scritto e analizziamo i grossolani errori.

The Coca-Cola company avrebbe rimosso già da lunghissimo tempo le tracce di cocaina nella ricetta della più famosa bevanda al mondo: perchè? Era inutile, "sovrabbondante", rispetto all'effetto che la bevanda ha sull'organismo anche senza "l'aiutino" della sostanza stupefacente.

Non è assolutamente vero che la ragione è questa, certo per saperlo occorrerebbe documentarsi, e questo implica… dover leggere!

Che fatica però, e poi se uno legge e si informa… addio i link e le condivisioni verso gli articoli terroristico-alimentari. Le ragioni per le quali è stata rimossa la presenza del macerato di foglie di coca è ben diversa, e risale ad un periodo storico in cui la Coca-Cola aveva una diffusione ed una metodica di distribuzione ben diversa da come la immaginiamo noi. Ed occorre andare indietro di quasi un secolo e leggere gli atti e i processi che hanno obbligato alla rimozione di un ingrediente, la cui percentuale era in ogni caso minima e dagli effetti irrilevanti, introdotta in origine dalle ragioni per le quali la bevanda è nata, che non erano certo quelle odierne.

Per conoscere i dettagli occorrerebbe leggere almeno le prime 397 pagine delle 766 del volume "Storia della Coca-Cola" di Mark Pendergrast, non è un libro che esalta la bevanda e, per leggerlo tutto, ho impiegato io stesso un'intera estate. Dopo una tale "fatica", leggere una sintesi come questa già basta a farmi incazzare come una bestia… ehm adirare alquanto.

Ma andiamo oltre. L'articolo prosegue affermando:

PRIMI VENTI MINUTI – Bevuto un bel sorso della nostra fresca bevanda, "dieci cucchiaini di zucchero colpiscono il sistema (più o meno il 100% della vostra razione giornaliera consigliata)". La troppa dolcezza viene neutralizzata dall'acido fosforico contenuto nella bevanda, che"sopprime" il sapore impedendoci di "vomitare all'istante". Nei successivi dieci minuti tutto questo zucchero finisce nel sangue, causando "una bomba insulinica"; il fegato provvede "convertendo tutto lo zucchero che trova (e ne trova moltissimo) in grasso".

Andiamo per ordine, in un bicchiere di Coca-Cola c'è certamente dello zucchero, per l'esattezza in 250ml (contenuto di un bicchiere) ci sono 27g di zucchero, che però non sono 10 cucchiaini, in quanto un cucchiaino di zucchero (raso, non colmo) pesa 5g, mentre un cucchiaino colmo ne pesa 15g. Quindi ogni bicchiere di Coca-Cola contiene dai 2 sino ad un massimo di 5 cucchiaini. Meno della metà di quanto scritto nell'articolo e di sicuro non un quantitativo tale da indurre il vomito. Avete mai bevuto un caffè in vita vostra? Mettere anche un solo cucchiaino in una tazzina, crea una tale concentrazione di zucchero che per avere un'analoga quantità nella Coca-Cola occorrerebbe sciogliere 7 cucchiaini (ossia 32 grammi) per ciascun bicchiere. Se poi consideriamo quelli che mettono nel caffè un cucchiaino colmo diviene imbarazzante anche soltanto fare il calcolo.

Quanto all'acido fosforico, sebbene qualcuno lo associ ad altri problemi, comunemente alla demineralizzazione ossea, mi spiace comunicare che non è vero neppure questo (1), ma non voglio divagare, lo cito solo perchè immagino fin da ora le repliche a questo editoriale.

Proseguiamo, l'articolo afferma che i 27g di zucchero contenuti nella Coca-Cola siano pari al 100% della razione giornaliera consigliata. Consultando però le GDA (Guideline Daily Amounts) ossia le Quantità Giornaliere Indicative di energia e nutrienti adeguati ad una alimentazione equilibrata, scopriamo che per lo zucchero si parla di 90g. Quindi ammesso di raggiungere questo livello attraverso la sola Coca-Cola, occorre berne quasi un litro al giorno. Ed ovviamente questo ve lo sconsiglio. Perchè l'ho letto da qualche parte? No! Lo dovrebbe suggerire il buonsenso.

Continuiamo scoprendo che tutto questo zucchero nell'organismo determina addirittura una bomba insulinica. Certo se un bicchiere di Coca-Cola è una bomba, immaginate di mangiare una fetta di torta alla crema, o un gelato… l'esplosione dovrebbe far alzare l'insulina anche a chi vi sta vicino nel raggio di 400 metri. E' vero che introdurre dello zucchero determina un picco glicemico, così come qualche ora di digiuno determina un crollo. Ed è altrettanto vero che è meglio tenere l'insulina sotto controllo evitando continue introduzioni di zuccheri semplici. Ma tutto questo allarmismo è consono solo a creare ingiustificato sensazionalismo.

Il fegato provvede a convertire lo zucchero che trova in grasso, e ne trova moltissimo (redarguisce l'articolo). Peccato che questo tipo di conversione diretta semplicemente non esiste, anzi a voler andare per il sottile neppure introducendo direttamente prodotti lipidici si ha l'automatico accumulo sottoforma di grassi. Nel caso degli zuccheri il processo è ancora più complesso, anche perchè l'organismo provvede prima di tutto allo stoccaggio sottoforma di glicogeno, e solo in via successiva valuta la conversione in grassi d'accumulo, a patto che l'energia introdotta sia significativamente in eccesso rispetto alle necessità organiche. Proprio come accade mangiando un piatto di pasta, una bistecca o qualunque altro alimento contenente calorie.

ENTRO I QUARANTA – Successivamente, si conclude l'assorbimento della caffeina. "Le pupille si dilatano, si alza la pressione arteriosa, e perciò il fegato è costretto a rilasciare altro zucchero nel sangue". Come risultato, dopo quarantacinque minuti dall'assunzione della Coca-Cola, il corpo "alza la produzione di dopamina, stimolando i recettori del piacere". E questo è più o meno quello che fa "l'eroina".

Oddio la caffeina! Quanta ce ne sarà in un bicchiere di Coca-Cola? Meno di 35mg, quindi a ben vedere è probabile che vi sia più caffeina in un bicchiere di The che non in uno di Coca-Cola, per non parlare di una tazzina di caffè. Se le pupille si dilatano e la pressione di alza con un bicchiere di Coca-Cola, con una tazzina di caffè dovrebbero esplodere. Inoltre il fegato non rilascia altro zucchero nel sangue. Perchè se la concentrazione è elevata, non vi è motivo di rilasciare ulteriore zucchero. Inoltre gli effetti di un rilascio di insulina, come quello causato dallo zucchero introdotto appena 40 minuti prima, hanno bisogno di almeno un'ora per far cessare gli effetti. Come può dunque l'organismo avviare contestualmente l'azione dell'insulina e del glucagone? Semplice, non può e non lo fa. C'è poi un tranello psicologico, affermare che il fegato rilascia "altro" zucchero, induce a pensare che oltre a quello assunto con la Coca-Cola, se ne aggiunge altro rilasciato dal fegato. Ma non è così, il fegato semplicemente accumula glicogeno muscolare, regolandone ora il rilascio ed ora lo stoccaggio al fine di tenere sotto controllo la concentrazione ematica. È un processo fisiologico.

Paragonare poi l'eroina all'azione della Coca-Cola, è una tale idiozia che commentarla scientificamente è tempo perso. La dopamina nel corpo si alza anche esponendosi alla luce del sole. Non per questo andare in spiaggia tutto il giorno è come drogarsi, per quanto per alcuni sia una piacevole dipendenza!

L'articolo non si conclude qui, e prosegue in un crescendo che se non fosse comico sarebbe drammatico.

UN'ORA DOPO – Le reazioni chimiche nell'intestino consentono "un'ulteriore accelerazione del metabolismo"; l'alto quantitativo di zucchero e di dolcificanti artificiali stimola anche la produzione di urina, aiutata in questo dall'"azione diuretica della caffeina". E mentre il "rave party" nel nostro organismo inizia a scemare, il corpo va in shock ipoglicemico, facendoci diventare "irritabili e/o apatici". Inoltre, a questo punto, abbiamo letteralmente "pisciato via tutta l'acqua contenuta nella coca, andata via insieme a preziosi nutrienti che il nostro corpo avrebbe potuto usare per idratare il sistema o costruire ossa e denti più forti". Nelle successive ore, chiude il sito, il corpo andrà incontro a un ulteriore crollo caffeinico.

L'accelerazione del metabolismo, posto che avvenga, è un fenomeno positivo, se vi fosse un reale e significativo incremento basterebbe ad aumentare il consumo calorico, e già questo farebbe smaltire lo zucchero introdotto, quindi gli effetti del primo punto non potrebbero neppure verificarsi. C'è poi un'altra contraddizione (una delle decine, ad esaminarle tutte ci vorrebbe un articolo lunghissimo). Ipotizziamo che lo zucchero eserciti un ruolo diuretico, questo significa che contribuisce a eliminare acqua. Quindi abbassa la pressione, visto che il meccanismo degli anti-ipertensivi si basa anche sull'incremento della diuresi. Pertanto questo dannato bicchiere di Coca-Cola la alza o la abbassa la pressione? Occorre decidersi eh, perchè io devo concludere il mio editoriale, ed ho bisogno di fare critiche certe hehe.

È possibile che chi ha scritto l'articolo confonda lo zucchero della Coca-Cola con il mannitolo che realmente incrementa la diuresi, ma è scarsamente metabolizzato a livello cellulare. Lo shock ipoglicemico, che poi non è uno shock, è meglio noto come ipoglicemia secondaria, solo che l'ipoglicemia secondaria non avviene un'ora dopo, ma molto prima, come effetto secondario del picco glicemico, non provoca irritabilità ma stanchezza.

Preferisco soprassedere sul fatto che mediante la minzione l'acqua porti via i preziosi nutrienti (o li faccia pisciare via, per usare il delicato tecnicismo oiginale) che il nostro corpo avrebbe potuto usare per idratare il sistema o costruire ossa e denti più forti. Quali sono questi nutrienti utili a idratare il sistema che l'acqua lava via? Il corpo non è mica come uno straccio sporco, che con un po' di acqua lo fa venir via! Una simile semplificazione non la farebbe neppure la casalinga di Voghera!

Infine nelle ore successive non vi è un crollo caffeinico, primo perchè le metilxantine (gruppo cui appartiene la caffeina) ha una lunga emivita. Secondo se la premessa a questo pseudo articolo è che la caffeina della Coca-Cola provoca tutti questi problemi, quando poi l'effetto svanisce, non vi è un crollo, ma un ripristino auspicabile della condizione fisiologica.

Insomma, come al solito, dietro tanto allarmismo non c'è una singola affermazione almeno vagamente reale. Io mi sono dilungato fin troppo, chissà chi avrà avuto la pazienza di leggere tutto. Quel che è certo è che a forza di scrivere mi è venuta sete… vado a bere un bel bicchiere di Coca-Cola, dopo 15 anni di astinenza me lo sono meritato.