Il paradosso sulla salute: perchè preferiamo guarire quando potremmo evitare di ammalarci?
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Il paradosso sulla salute: perchè preferiamo guarire quando potremmo evitare di ammalarci?

Coccolati dalla storiella del doversi accettare per come siamo (grassi e malati), o ossessionati dall'aspetto fisico, preferiamo ammalarci (e spesso morire) mandando in scena la giornata mondiale della salute

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Il paradosso sulla salute: perchè preferiamo guarire quando potremmo evitare di ammalarci?

Quando c'è la salute c'è tutto, lo ripetiamo da sempre, ma è una bugia! Noi infatti non vogliamo restare in salute, non vogliamo evitare di ammalarci, pretendiamo invece di guarire. Sembra la stessa cosa ma no lo è affatto! Se non ci volessimo ammalare palestre, strade, parchi, sarebbero piene di gente che si allena e che corre, in primavera in tv non avremmo spot su creme e pillole dimagranti (entrambe peraltro inutili), ma su come mangiare e allenarsi per restare in forma tutto l'anno, anzi non ci sarebbe bisogno neppure di simili spot, poichè già a scuola e nelle famiglie ci si orienterebbe verso uno stile di vita corretto.

Ma noi VOGLIAMO ammalarci, e chi inizia a correre ogni anno a fine giugno non lo fa per stare bene, ma per dimagrire, anzi nella speranza di dimagrire perchè arriva l'estate e occorre scoprirsi. Anche quelli che denigrano la corsa e le attività aerobiche in generale in favore dell'allenamento con i pesi non lo fanno per i vantaggi che derivano dall'allenarsi in palestra, e certamente ne derivano, non lo fanno per segnalare che sarebbe più corretto un giusto mix delle due componenti, ma perchè (secondo loro) correre non farebbe dimagrire (i famosi ciclisiti e maratoneti obesi che tutti conosciamo…) o non rende abbastanza muscolosi! L'obiettivo non è quindi, ancora una volta, quello di "stare bene" ma di "apparire bene", a tutti i costi, anche con stili di vita sconclusionati e salutisticamente deleteri.

Se volessimo star bene, se volessimo evitare buona parte delle problematiche di salute, adotteremmo una alimentazione corretta, che solo come conseguenza eviterebbe gravi stati di sovrappeso, ridurremmo il consumo di zuccheri semplici, grassi e carni animali, non per il terrorismo fondamentalista e intransigente dei nazivegani, ma perchè è evidente che l'esasperato consumo di carne crei seri problemi, tanto più che si tratta di animali provenienti da allevamenti intensivi.

Se non volessimo ammalarci non ci sarebbero le file ad ogni ristorante che pratica il famoso all you can eat, se con 15 euro puoi mangiare a sbafo, riesci a chiederti quale sia la qualità del cibo che stai ingurgitando? Dimagriremmo mangiando bene, andremmo a correre e in palestra per beneficiare di entrambi i vantaggi, controllare il peso certo (che ossessione) ma anche tutta una serie di valori connessi con lo stato di salute (livelli pressori, colesterolo, glicemia ecc.), potremmo beneficiare dei sovraccarichi per una muscolatura esteticamente più attraente, ma anche per le ricadute metaboliche e strutturali che ne derivano. Invece andiamo in palestra per diventare (provare a diventare) uguali a modelli estetici spesso irraggiungibili, convinti che mangiare ogni 2 ore, e mangiare tutto il tempo tonno al naturale, petto di pollo e riso basmati sia "mangiare pulito" (come raccontano negli spogliatoi delle palestre i nutrizionisti della Facebook university)!

Oppure, per quelli che farebbero di tutto pur di non muovere un dito, ci nascondiamo dietro l'ipocrisia che l'aspetto fisico non conta, mangiamo allo sfinimento portando in giro addomi e culi flaccidi, raccontandoci che siamo curvy, che le donne amano la pancetta e gli uomini le curve e non le ossa… Come se la ragione per la quale restare in forma fosse piacere agli altri e non star bene nel senso esteso del termine. Frottole ipocrite di una società che sacrifica sull'altare del politically correct milioni di vite ogni anno che, coccolate dalla storiella del doversi "accettare" per come sono (grasse e malate), muoiono per problematiche cardiache con numeri da conflitto bellico, accompagnati da quelli che, nell'esasperata ricerca di volumi muscolari da ottenere a ogni costo, fanno la stessa fine (però se la raccontano dicendo che è meglio morire così che da alcolizzati o da tabagisti o altro, contenti loro…).

La salute in tutto questo non c'entra nulla, forse sarebbe il caso di abolire la giornata mondiale della salute e cominciare da qualcosa che sia maggiormente alla nostra portata, alla portata di questo bizzarro genere umano, non partiamo troppo "alti", magari prima occorrerebbe istituire la giornata mondiale del buon senso!