Miti e mitomani del fitness
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Miti e mitomani del fitness

Tra esperti del fitness col vizietto del doping, riviste che suggeriscono come rovinarsi la schiena per risparmiare pochi euro, associazioni di categoria sopra le righe, il fitness in Italia ha trovato la terra dei cachi!

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Miti e mitomani del fitness

Questa volta, lo giuro, l'editoriale proprio non volevo scriverlo. Da settimane mi frullavano nella testa alcune considerazioni, ma poi dicevo a me stesso che era meglio lasciar perdere, perché finisco col passare per quello che vuol sempre fare polemica. Sembra quasi che la colpa di quello che segnalo sia mia e non di chi parla e sparla del fitness solo per avere un po' di visibilità, facendo leva sull'ingenuità delle persone desiderose di raggiungere buoni risultati (ed ovviamente di farlo presto, subito, senza troppi sacrifici).

In un settore in cui son tutti istruttori, tutti esperti, tutti nutrizionisti, anche chi vuole ergersi a guru, a mito del fitness, spesso finisce col rivelarsi solo un mitomane desideroso di apparire e, possibilmente, ritagliarsi la sua fetta di business.

Tutto è cominciato qualche settimana fa. Mi chiama un amico per informarmi che la procura ha citato in giudizio quel noto personaggio del mondo del fitness. Quello famoso per le sue campagne in favore di certi integratori (pagato dall'azienda che li distribuisce), quello che vende tutti quei libri dove promuove idee che definire bizzarre non basta, quello che chiunque vada in palestra e segua regimi alimentari privi di un minimo margine di logica si giustifica dicendo "se l'ha detto lui…". Eh già, se l'ha detto lui, che è un guru, un vero mito, sarà vero.

Guarda che risultati incredibili ha fatto ottenere ai suoi clienti! Proprio incredibili! A tal punto incredibili che per raggiungerli li ha dopati alla grande. Poi va in giro beatamente a promuovere le sue teorie sull'allenamento forte dei risultati ottenuti, peccato che il merito sia della chimica farmaceutica, e non della periodizzazione dell'allenamento o di qualche fantastico integratore. Ma quanti di coloro che vedono e vedevano in lui un profeta del fitness sono a conoscenza di questa "doppia vita"? Molto pochi a dire il vero, nonostante nell'ambiente il suo "vizietto" per il doping è stato da sempre il segreto di Pulcinella. Intanto i suoi fans continuano a tesserne le lodi, troppo impegnati sotto un bilanciere per leggere e documentarsi. Non dico un testo di farmacologia, ma almeno un quotidiano ogni tanto.

Non sia mai, la lettura è faticosa, meglio sfogliare qualche rivista patinata e lasciarsi indottrinare.

Amareggiato da questo andazzo provo a trovare consolazione in qualche associazione di categoria, di quelle che dovrebbero difendere l'interesse dei laureati in Scienze Motorie, esaltarne la professionalità. Non a caso per farne parte (indovina un po') occorre pagare. Finisco casualmente sulla pagina Facebook di una di queste blasonate associazioni, dove mi aspetto di trovare in risalto notizie importanti e noto invece che condivide notizie sulla scoperta delle cause primarie del cancro, ovviamente false e destituite di ogni fondamento.

Link che mi aspetto di trovare sulla bacheca di qualche adolescente in vena di contestazione sociale tipica dell'età che lo caratterizza, non certo sulla pagina di una associazione professionale di laureati! Scorro la pagina (della quale non fornisco il link per carità di patria) e vedo che non manca un articolo sugli effetti nocivi del latte (a leggere l'articolo si trovano una tale quantità di errori che chiunque si sia mai accostato alla microbiologia, anche per caso, si farebbe una risata o un pianto), informazioni sulle spezie che guariscono, e via andare.

I laureati in Scienze Motorie descritti da questa associazione sembrano più degli stregoni che dei professionisti del movimento! Per dare il colpo di grazia alla categoria, già in crisi presso l'immaginario collettivo, manca solo che pubblichino qualche esercizio per gli addominali bassi e la frittata è fatta!

In attesa che ci pensino loro ci ha pensato la stampa nazionale. In questi giorni praticamente ogni quotidiano online ha ripreso un articolo dal titolo "Fitness a costo zero", dove si fa passare il messaggio che per tornare in forma basta dotarsi di qualche bottiglia d'acqua da usare al posto dei pesi, un po' di sedie e il tappeto del soggiorno per darsi alla pazza gioia di un allenamento casalingo. Mi domando cosa sarebbe accaduto se si fosse rilanciato un articolo dal titolo "impianti elettrici a costo zero" invitando chiunque abbia un cacciavite e una pinza a rifare l'impianto elettrico di casa, col rischio di restare folgorato! Apriti cielo, le associazioni dei consumatori e quelle degli artigiani avrebbero (giustamente) fatto il finimondo. Le associazioni dei laureati in SM invece sono troppo impegnate a spiegare come l'aglio possa essere un afrodisiaco irresistibile! Di fronte al consiglio di devastarsi la schiena nella tranquillità di casa propria, senza l'intervento di un professionista a seguire l'allenamento, sembra invece nascondersi la trovata geniale di questa fine 2012.

Naturalmente non mancano le testate giornalistiche (comincio a capire perché si chiamino testate) che rincarano la dose suggerendo gli immancabili esercizi per gli addominali bassi, con tanto di movimenti asimmetrici degli arti inferiori. Quindi non solo in anatomia dovrebbero esistere gli addominali bassi (che ricordiamo non esistono) ma anche i bassi destri e i bassi sinistri, per poter muovere in modo indipendente le gambe. Più che articoli giornalistici sembrano scritti dall'ultimo dei palestrati di periferia.

A guardarsi in giro devo proprio constatare che i mitomani sembrano aver preso il sopravvento, e questo mi dispiace, ma mi dispiace ancor di più vedere chi ha studiato e si ritiene un professionista non commentare mai queste notizie, anzi accodarsi pigramente per poi lamentarsi che la situazione non cambia: i miti sconfitti dai mitomani!

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