Breve anatomia della regione posteriore della coscia
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Breve anatomia della regione posteriore della coscia

La sollecitazione della regione posteriore della coscia implica l’utilizzo dei muscoli estensori dell’anca e, nel dettaglio, di: semitendinoso, semimebranoso e bicipite femorale. Tale gruppo di muscoli è comunemente denominato muscoli ischiotibiali.

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Breve anatomia della regione posteriore della coscia

La sollecitazione della regione posteriore della coscia implica l'utilizzo dei muscoli estensori dell'anca e, nel dettaglio, di: semitendinoso, semimebranoso e bicipite femorale. Tale gruppo di muscoli è comunemente denominato muscoli ischiocrurali. Gli ischiocrurali sono muscoli biarticolari col duplice ruolo di flettere l'articolazione del ginocchio (vengono denominati anche flessori della coscia) e di estendere l'anca a busto flesso.

Il bicipite femorale trae origine con due capi muscolari, il capo lungo che si diparte dalla faccetta mediale della tuberosità ischiatica, ed il capo breve che inizia dal labbro laterale della linea aspra femorale e dal setto intermuscolare. Entrambi i capi decorrono dall'alto verso il basso in diagonale, trovandosi ad occupare le regioni posteriore e laterale della coscia, i due capi convergono sulla testa della fibula con un tendine comune. Il capo lungo è innervato dal nervo tibiale e dal nervo sciatico, il capo breve dal peroniero. La sua azione si concretizza in movimenti di flessione della coscia, coadiuvato da semitendinoso e semimembranoso.

Le fibre che lo compongono sono per il 65% di tipo resistente (di tipo I), per il 10% fibre rapide con metabolismo ossidativo e glicolitico (tipo IIa) e per il 25% di fibre rapide di tipo glicolitico (IIb)1.

Il semitendinoso ha origine sulla tuberosità ischiatica, prosegue con un ventre muscolare fusiforme e si continua in un lungo tendine che trova punto di ancoraggio sul condilo della tibia. È innervato dal nervo tibiale e, contraendosi, estende l'anca.

Il semimembranoso è un lungo muscolo che decorre al di sotto del semitendinoso, con origine sulla tuberosità ischiatica e inserzione a livello del condilo mediale della tibia. È innervato dal tibiale e svolge le medesime funzioni estensorie del semitendinoso.

Le fibre che lo compongono sono, come nel caso del semitendinoso, per il 50% di tipo resistente (di tipo I), per il 15% fibre rapide con metabolismo ossidativo e glicolitico (tipo IIa) e per il 35% di fibre rapide di tipo glicolitico (IIb)2.

La muscolatura posteriore della coscia è probabilmente fra quelle con il più alto rischio di lesioni durante la pratica sportiva incluso l'allenamento con i sovraccarichi. In particolar modo risultano essere maggiormente esposti atleti longilinei che praticano esercizi come lo squat (per i dettagli si veda la pagina descrittiva sullo squat www.nonsolofitness.it/esercizi/glutei/squat.html) che pone in forte stiramento la muscolatura ischiocrurale per contrastare tra l'altro le forze di taglio agenti sul ginocchio.

Tuttavia gli eventi traumatici a carico di questa regione muscolare sono molto più numerosi presso chi pratica discipline che prevedono repentini cambi di direzione, arresti e ripartenze improvvise, brusche accelerazioni3. Il principale dato che emerge in letteratura è che vi sia una scarsa sollecitazione in termini allenanti sulla muscolatura dei muscoli ischiocrurali in rapporto invece a quanto vengano stimolati i muscoli anteriori della coscia, questo gap potrebbe essere una delle ragioni per le quali si assiste con una certa frequenza a eventi traumatici. Questa differente modalità di sollecitazione della muscolatura trova spesso riscontro anche presso chi si allena con i sovraccarichi, che tende a sottovalutare l'importanza di un proporzionale allenamento dei muscoli posteriori della coscia.

A tal proposito, soprattutto in un programma di lavoro che preveda l'allenamento contro resistenze con finalità funzionali e non estetiche (come nel body building in senso stretto) si dovrebbe prevedere una sollecitazione adeguata dei muscoli ischiocrurali, preferibilmente in modalità eccentrica. Un esercizio ritenuto di estrema importanza con ruolo preventivo dei traumi a carico dei muscoli ischiocrurali è il Nordic Hamstring Exercise

che può essere eventualmente eseguito con un giubbotto zavorrato o stringendo al petto un disco in ghisa.