Perchè eseguire lo stretching
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Perchè eseguire lo stretching

A fine seduta d’allenamento, sarà opportuno dedicare 10-15 minuti allo stretching dei muscoli sollecitati. Questa prassi eviterà fastidiose contratture e consentirà di avere dei muscoli sempre elastici e pronti ad eseguire gli esercizi

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Perchè eseguire lo stretching

A fine seduta d'allenamento, sarà opportuno dedicare 10-15 minuti allo stretching dei muscoli sollecitati. Questa prassi eviterà fastidiose contratture e consentirà di avere dei muscoli sempre elastici e pronti ad eseguire gli esercizi con la massima escursione possibile, compenserà inoltre situazioni posturali squilibrate per effetto dell'accorciamento muscolare.

Lo stretching agevola il recupero muscolare ed allevia i dolori post-allenamento.

Importante notare che, la posizione assunta nei vari esercizi di allungamento, deve far avvertire un senso di stiramento e mai di dolore. La posizione dev'essere tenuta per almeno 20-25 secondi, per poi tornare lentamente alla posizione di partenza. Senza molleggiare ne forzare le articolazioni.

L'esecuzione dello stretching post allenamento migliora anche la condizione psichica dell'atleta, e questo è un fattore favorente il recupero fisico.

Volendo esaminare più nel dettaglio lo stretching, scopriamo che rappresenta un'area a se stante dell'allenamento, con regole e varianti proprie di questo componente. Possiamo infatti distinguere fra allungamento attivo e allungamento passivo di un muscolo.

L'allungamento attivo implica alcune fasi preliminari di molleggio finalizzate a superare i fisiologici limiti imposti dalle articolazioni. Nell'allungamento attivo, inoltre, si sfrutta la contrazione dei muscoli antagonisti per ottimizzare lo stretching. Tuttavia, tale metodo di allungamento, determina una grande attivazione dei fusi muscolari, che possono comportare traumi muscolotendinei considerevoli.

L'allungamento passivo implica l'applicazione di forze esterne che sollecitano fortemente lo stiramento del muscolo. Anche in questo caso l'allungamento passivo può essere distinto in statico o dinamico.

Statico se, raggiunta la posizione di stiramento, la si mantiene inalterata per diversi secondi. Dinamico se si alternano fasi di incremento dello stiramento a fasi di diminuzione. Il raggiungimento lento e graduale della posizione di massimo stiramento salvaguarda da potenziali traumi, e sfrutta l'inibizione del riflesso di stiramento percepito dall'organo del Golgi.