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Deltoide, sovraspinato, infraspinato, piccolo rotondo, grande rotondo, sottoscapolare
Caratteristiche, ruolo funzionale ed innervazione dei muscoli della spalla: deltoide, sovraspinato, infraspinato, piccolo rotondo, grande rotondo, sottoscapolare.
A cura di: Dott. Pierluigi De Pascalis
Muscolatura della spalla
I muscoli della spalla sono rappresentati da: deltoide, sovraspinato, infraspinato, piccolo rotondo, grande rotondo, sottoscapolare.
Il deltoide
Il deltoide fa parte dei muscoli che hanno origine dalla cintura toracica e prendono inserzione sull’omero. Assieme al sovraspinato consente l’abduzione del braccio. Il deltoide ricopre la parte laterale della spalla, ha forma di delta con la base in alto e l’apice rivolto verso il basso, risulta essere appiattito, spesso e particolarmente robusto.
Origina dal margine anteriore della clavicola, dall’acromion, e dal labbro della spina della scapola. I suoi fasci si inseriscono tramite un robusto tendine nella tuberosità deltoidea dell’omero, posta sulla superficie laterale della diafisi. Risulta innervato dal nervo ascellare (C5 e C6) e, con la sua azione, abduce il braccio di 90°. Ricopre interamente l’articolazione scapolo omerale.
Nel deltoide, vengono considerate tre aree funzionali: anteriore, mediale e posteriore e, ad un’analisi elettromiografica, si nota come queste entrino in gioco in momenti diversi, durante il movimento. Nel dettaglio, la parte mediale è incaricata dell’abduzione del braccio, la parte anteriore flette e ruota medialmente l’omero, la parte posteriore lo estende e ruota lateralmente, e asseconda l’adduzione del braccio.
Il sovraspinato
Il sovraspinato garantisce la stabilità dell’omero nella cavità glenoidea, e avvia il movimento di abduzione del braccio, reso poi marcato e potente dalle fibre medie della muscolatura deltoidea.
Origina dalla regione mediale della fossa sovraspinata della scapola, per poi inserirsi sulla grande tuberosità dell’omero.
La sua contrazione è governata dalle radici del nervo sovrascapolare (C5), in grado di consentire un’efficace abduzione del braccio sino ad un angolo di circa 20°-30°.
Il sovraspinato è uno dei quattro componenti della cuffia dei rotatori.
La cuffia dei rotatori è un’importante struttura muscolare in grado di conferire stabilità all’articolazione della spalla, per sua natura particolarmente esposta a traumi. E’ rappresentata da: sovraspinato (del quale abbiamo già esposto le caratteristiche), sottoscapolare, infraspinato e piccolo rotondo.
Il sottoscapolare
Il sottoscapolare è un muscolo multipennato, origina dalla fossa sottoscapolare per poi inserirsi, con i suoi fasci, sul piccolo tubercolo dell’omero. Contrae anteriormente rapporto con il dentato anteriore e con i vasi e i nervi ascellari, posteriormente, come lo stesso nome lascia intendere, trova alloggiamento nella fossa sottoscapolare.
E’ innervato dal nervo sottoscapolare superiore e inferiore (C5-C6) e, sotto la sua azione, ruota medialmente il braccio e lo adduce.
L'infraspinato
L’infraspinato origina dal versante mediale della fossa infraspinata della scapola per poi convergere con un robusto tendine sulla grande tuberosità dell’omero.
Entra in rapporto con trapezio e deltoide mediante la faccia superiore, parzialmente ricoperta dai due muscoli, inferiormente entra in contatto con la fossa infraspinata.
Risulta innervato dal nervo soprascapolare (C5-C6) e, con la sua contrazione, ruota esternamente il braccio, completa l’abduzione e stabilizza l’articolazione scapolomerale quando l’arto è completamente abdotto.
Il piccolo rotondo
Il piccolo rotondo origina dalla fossa infraspinata, esattamente dal margine laterale della scapola, per poi inserirsi sul grande tubercolo dell’omero. Ha un aspetto allungato e appiattito, si rapporta con il deltoide e il grande rotondo posteriormente, con il sottoscapolare anteriormente. L’innervazione è fornita dalle radici C5 e C6 del nervo ascellare.
Contraendosi ruota lateralmente il braccio. Con l’arto abdotto è in grado di favorirne anche l’adduzione.
Il grande rotondo
E’ posto inferiormente al piccolo rotondo, è particolarmente spesso e robusto, origina dalla faccia dorsale della scapola, in prossimità dell’angolo inferiore e si inserisce nel solco bicipitale dell’omero.
La sua faccia posteriore è in contatto con il grande dorsale (assieme al quale compone la parete ascellare posteriore) e con il capo lungo del tricipite. Quella anteriore con i muscoli sottoscapolari, coracobrachiale, grande dorsale.
E’ innervato dal sottoscapolare inferiore (C6-C7) e, con la sua azione, adduce, estende e ruota l’omero.






