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Il tessuto osseo e cartilagineo
Le caratteristiche salienti del tessuto osseo e cartilagineo. I processi di sviluppo, rigenerazione e regolazione dell'accrescimento osseo.
A cura di: Dott. Pierluigi De Pascalis
Tessuto osseo
Tessuto osseo
È costituito in massima parte da osteociti, collagene, sostanza cementante e sali minerali (fosfato di calcio, carbonato di calcio ecc.).
L’accrescimento ed il rinnovamento osseo avviene per ossificazione diretta: ad opera degli osteoblasti (incaricati di sintetizzare la sostanza intercellulare organica e partecipare al processo di calcificazione), e per ossificazione condrale: ossia il processo di trasformazione della cartilagine in osso.
Gli osteociti sono il risultato del processo di differenziazione degli osteoblasti, che terminano il percorso di differenziazione e risultano inclusi nelle lacune ossee sottoforma di osteociti.
L’accrescimento osseo è inoltre regolato da alcuni ormoni, in particolare paratormone e calcitonina, che agiscono in maniera contrapposta. La calcitonina favorisce l’apposizione di calcio sulla struttura ossea, il paratormone, stimolando gli osteoclasti, ne promuove la rimozione. Oltre agli osteoblasti e agli osteociti infatti, l’osso è costituito da osteoclasti con il compito di riassorbimento osseo, per mezzo del quale è possibile anche il rimodellamento. Pertanto, sotto la loro azione, stimolata dal paratormone, assistiamo al processo di decalcificazione che rende il calcio osseo disponibile a livello ematico.
La struttura ossea quindi, oltre alle altre funzioni, rappresenta un’importante riserva di calcio (il 99% di tutto il calcio contenuto in un soggetto è presente nelle ossa), che può essere rapidamente reso disponibile per l’organismo.
Anche la vitamina D svolge un importante ruolo nell’accrescimento osseo, favorendo l’assorbimento del calcio e la sua fissazione.
Infine, il tessuto osseo, è costituito da ulteriori sali minerali: il fosforo, il sodio, il cloro ed il fluoro.
Tessuto cartilagineo
Il tessuto cartilagineo è un componente altamente rappresentato nello scheletro ed è caratterizzato dalla grande resistenza alla pressione. Nella vita fetale esso forma la quasi totalità dello scheletro, nel periodo dell'accrescimento si reperisce soltanto in corrispondenza delle epifisi e delle cartilagini di coniugazione(1) . Sulla superficie della cartilagine, con l’eccezione delle articolazioni sinoviali, il pericondrio (membrana fibrosa riccamente vascolarizzata) garantisce maggior resistenza allo strato cartilagineo e a nutre per diffusione la cartilagine, che è tendenzialmente priva di vasi. Nella fase senile il meccanismo di diffusione diviene meno efficace, portando facilmente a fenomeni regressivi.
Distinguiamo 3 tipologie di cartilagine:
- cartilagine ialina, ricopre le superfici articolari, nel periodo fetale rappresenta la quasi totalità dell’apparato scheletrico, nella fase senile dell’individuo può andare incontro a ossificazione
- cartilagine fibrosa, tipica dei menischi e dei dischi intervertebrali, è capace di sopportare pressioni notevoli
- cartilagine elastica (o gialla), costituita in massima parte da fibre elastiche, quasi priva di tessuto fibroso
Tratto da: A scuola di fitness, di De Pascalis Pierluigi, ed. Calzetti Mariucci.
(1) Balboni G.C. et al., Anatomia Umana, 3° edizione, volume primo, Edi-Ermes, Milano, 1993






