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Antropometria, determinazione del sesso e dell'età
La valutazione dei tratti antropometrici, indagine delle tecniche di misurazione volte a determinare le caratteristiche dell'individuo.
È l’insieme delle tecniche per la misurazione dello scheletro e del vivente. Nell’individuo ritroviamo punti impari (posti sul piano sagittale), e punti pari. Queste misure danno come risultato dei valori numerici definiti come misure assolute.
Il rapporto tra due misure origina il cosiddetto indice, che da utili informazioni sul morfotipo. In base agli indici, ogni individuo viene inserito in una classe di appartenenza. Nella determinazione dell’altezza di un individuo, se non si ha a disposizione lo scheletro completo, si procede sfruttando delle tabelle di riferimento, rispetto alle ossa in dotazione (spesso quelle lunghe).
Determinazione del sesso
Il dimorfismo sessuale, nella specie umana, aiuta nella determinazione del sesso partendo da resti fossili dello scheletro. Dato che il dimorfismo si accentua successivamente alla pubertà, è ovvio che ciò sarà maggiormente possibile se si hanno in esame le ossa di un individuo che ha superato o nel pieno della fase puberale. Tra gli elementi utilizzati vi è, per esempio, il diametro della testa del femore. È però necessario conoscere bene le caratteristiche della popolazione al quale lo scheletro appartiene dato che le caratteristiche ambientali e culturali, possono incidere sulle dimensioni ossee. Basandosi sulle dimensioni del cranio, ad esempio, si può avere un’attendibilità di circa l’80-90%, il bacino può essere attendibile sino al 90-95%. È chiaro che sfruttando un’analisi combinata di più distretti anatomici, le possibilità di errore diminuiscono ulteriormente.
Determinazione dell'età
La determinazione dell’età è un altro problema spinoso per gli antropologi. Il problema è meno grande se bisogna determinare l’età di un bambino piuttosto che quella di un adulto. Tenendo sempre presenti le tabelle caratteristiche di ogni popolazione, gli elementi maggiormente utilizzati nel calcolo dell’età sono i denti (nei bambini). Un altro elemento, anche se meno attendibile, è lo studio delle ossa lunghe anche se, nei bambini, queste risentono molto delle situazioni ambientali e di fattori di stress, rischiando di falsare i risultati. Negli adolescenti si preferisce utilizzare, nel calcolo dell’età, il grado di saldatura delle epifisi. Fenomeno che dura mediamente un paio d’anni. Negli adulti è tutto molto più complesso dato che, le uniche modificazioni che intervengono sull’apparato osteo-articolare, sono di tipo degenerativo e quindi risentono di fattori ambientali e dal tipo di lavoro compiuto. Una delle zone ritenute più attendibili nel calcolo dell’età di morte, è la sinfisi pubica che nella fascia d’età compresa fra i 26 ed i 68 anni subisce diverse modificazioni, distinte in 5 fasi. Anche l’usura dentaria può essere importante nel calcolo dell’età, tenendo però sempre presente il tipo di alimentazione in uso, e l’eventuale utilizzo strumentale dei denti. Un altro metodo per la determinazione dell’età è la misurazione della spongiosa nell’epifisi prossimale omerale e femorale, che tende a diminuire di spessore dall’interno dell’osso verso l’esterno. L’unica pecca di questo sistema è che l’analisi è di tipo distruttivo per il campione. Uno dei sistemi ormai poco in uso è quello del calcolo del grado di chiusura delle suture craniche. È ovvio che, potendo avere a disposizione maggiori elementi, fra quelli indicati, il calcolo dell’età sarà più preciso e parleremo, in questo caso, di metodo combinato.
Studio dei denti
Lo studio dei denti è molto importante è ciò è riconducibile ad alcune loro caratteristiche. Prima su tutte la loro conservabilità (rappresentano il 95% dei reperti fossili di vertebrati), in secondo luogo risentono moltissimo del controllo genetico e risentono solo moderatamente dei fattori esterni. Registrano con lievi modificazioni eventuali turbamenti dello sviluppo e, in fine, rappresentando l’inizio del canale alimentare, rivelano composizione e consistenza degli alimenti utilizzati nella dieta dell’individuo.





