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Fosfolipidi e radicali liberi
Effetti dannosi dei radicali liberi sulla membrana cellulare, il processo di ossidazione e degenerazione indotto dalla loro presenza.
Il fosfolipide è il principale costituente della membrana cellulare. In queste molecole un acido grasso viene sostituito da un gruppo fosfato contenente un atomo di fosforo.
Dato che il gruppo fosfato è idrofilico si dispone dalla parte opposta rispetto agli acidi grassi idrofobici.
La molecola è ripiegata per la presenza di un doppio legame in uno degli acidi grassi.
Nei soggetti sportivi (e anche nei sedentari seppur in misura minore) i lipidi di membrana tendono ad essere aggrediti e disorganizzati ad opera dei radicali liberi, frutto dell’ossidazione dell’O2 respirato.
I fosfolipidi vengono ossidati dai radicali liberi che formano gli OH o COH facendo perdere compattezza alla membrana. Come conseguenza si determina la fuoriuscita delle proteine di membrana dando vita ad un processo infiammatorio.
Negli sportivi è molto intenso questo meccanismo a causa di un consumo di O2 circa 10 volte maggiore che in un soggetto sedentario.
I radicali liberi sono anche ritenuti la causa di alcuni indolenzimenti muscolari, provocati da parte delle citochine rilasciate dai globuli bianchi a seguito della fagocitosi delle proteine di membrana. Le citochine provocano un processo infiammatorio.
Gli effetti nocivi dei radicali liberi sono:
- peroxidazione delle membrane cellulari
- modificazione delle basi degli acidi nucleici
- denaturazione delle proteine di membrana
I radicali di ossigeno liberi sono costituiti da una percentuale variabile (intorno al 2%) dell’ossigeno utilizzato nella respirazione mitocondriale. Tale percentuale di ossigeno, anziché legarsi all’idrogeno, genera perossido di idrogeno (H2O2), superossido (O2-) o lo ione ossidrile (OH-), comunemente denominati radicali liberi.
Nella fattispecie si tratta di sostanze fortemente reattive, capaci di portare le strutture cellulari (es. la membrana fosfolipidica) incontro a processi degenerativi, con la derivante morte cellulare.
Ma non è l’unico dei rischi cui si va incontro per effetto dei radicali liberi. La loro affinità per le sostanze lipidiche può portare ad aterosclerosi per ossidazione del colesterolo.
E’ palese come l’attività motoria, incrementando il fabbisogno energetico, inneschi anche un massivo processo di produzione di radicali liberi poiché, essendo maggiore la quantità di ossigeno impiegato nella respirazione, sarà maggiore, in termini assoluti, la quota di radicali liberi prodotti.
I radicali liberi influenzano negativamente i processi di invecchiamento, possono avere influenza nella nascita di tumori e gravi malattie degenerative.
Uno dei migliori metodi di contrasto delle nefaste azioni dei radicali liberi compete agli antiossidanti, capaci di tamponare le reazioni che portano all’ossidazione lipidica.
Naturalmente l’organismo dispone anche di un proprio sistema enzimatico di difesa dai radicali liberi e, tale sistema, potrebbe subire un adeguato processo adattativo a seguito dell’aumentata produzione di radicali liberi.
Quindi ad una maggiore produzione corrisponderebbe un miglior adattamento.
Tuttavia, prove sperimentali, sembrerebbero confermare una minore efficienza del sistema enzimatico antiradicali, in assenza di antiossidanti.






