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Il ruolo dell' alimentazione nella regolazione ormonale
Il ruolo dell'alimentazione nel processo di regolazione e sintesi ormonale. L'incidenza dei carboidrati nel rilascio di insulina.
Per quanto riguarda l’alimentazione, come ho già spiegato nel precedente grafico riguardante i carboidrati, è necessario diminuire questa categoria di macronutrienti per evitare continui eccessi di insulina nel sangue.
È utile inoltre per rieducare il corpo ad utilizzare i grassi da cui trarre energia per svolgere sia le attività quotidiane che gli allenamenti, anche intensi, come hanno dimostrato diversi studi scientifici ma soprattutto ho constatato di persona.
L’allenamento con i pesi è un mezzo molto efficace per stimolare la produzione del testosterone e del GH; è indispensabile che il carico di lavoro (intensità) sia elevato, e che il tempo di allenamento breve. Il primo parametro non deve, però, andare a discapito della sicurezza muscolo articolare, intendo dire che è assolutamente indispensabile raggiungere carichi pesanti attraverso una successione di serie dell’esercizio con aumento graduale del peso; approfondirò le motivazioni in un altro studio.
Desidero sottolineare che gli allenamenti con poche serie in cui si raggiunge rapidamente un carico notevole sono deleteri per le articolazioni e fibre muscolari, coloro che decantano tali pratiche o sono sotto steroidi o non hanno approfondito la contrazione muscolare e la struttura intima delle miofibrille. La brevità della seduta di allenamento è utile per evitare diversi stati psicofisici: in primis lo stress con conseguente azione dell’ormone cortisolo; la noia che nel tempo si instaura e che è causa di abbandono dell’attività fisica; la possibilità di concentrare in ogni seduta di allenamento il lavoro circoscritto a pochi muscoli con conseguente recupero e quindi crescita muscolare. I parametri da approfondire sono diversi,tra questi l’equilibrio dei gruppi muscolari e l’allungamento di questi.
Il recupero tra le sedute di allenamento è talmente importante che forse dovrebbe essere più utilizzato anche nelle preparazioni sportive, ma in questo campo ci sono diverse cose che ritengo errate e che credo siano la causa dei tanti infortuni di cui siamo testimoni in ogni gara agonistica, soprattutto nel gioco del calcio.
Ritornando all’alimentazione un aumento di proteine è assolutamente necessario in un corpo che si muove, non sedentario, in quanto questo macronutriente svolge diversi compiti tra cui la formazione di enzimi, proteine di trasporto come l’emoglobina, proteine di riserva come la caseina e ovoalbumina, proteine contrattili del muscolo scheletrico come l’actina e la miosina; proteine strutturali come il collagene e quelle da difesa come gli anticorpi. Il timore di un maggiore catabolismo a fine energetico con formazione di urea (vedi mio lavoro “Dal cibo all’ATP”) è improbabile in un corpo dinamico che utilizza i muscoli per muoversi, sollevare pesi e fare attività in genere.
Anche i lipidi devono essere aumentati e non solo quelli mono-polinsaturi in quanto diverse è tutte molto importanti sono le funzioni che svolgono i lipidi nel corpo. Ricordo che sono fondamentali per la struttura delle membrane cellulari; veicolano le vitamine liposolubili (A-D-E-K); sono precursori degli steroidi partendo dal colesterolo; hanno funzione di deposito energetico e rivestono un ruolo determinante nel mantenere una stabilità termica.
Inoltre quando si diminuiscono i carboidrati è indispensabile migliorare il gusto dei cibi oltre al fatto che sia i grassi che le proteine stimolano un enzima,la colecistochinina (ckk) che prodotto dall’apparato gastrointestinale influenza lo stato di sazietà. Lavorando su allenamento e cibo si possono ottenere notevoli miglioramenti organici sia per gente comune che per atleti di alto profilo agonistico.





