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Ormoni tiroidei
Analisi degli ormoni tiroidei: i meccanismi di regolazione, produzione e rilascio, gli effetti nell'organismo. Gli ormoni tiroidei e le implicazioni metaboliche.
La ghiandola tiroidea secerne due aminoacidi iodinati, la levotirossina (T4, tirossina) e la liotironina. (T3, triiodotironina) che sono gli ormoni tiroidei attivi. Quest’ultima possiede un’attività cinque volte superiore a quella della tirossina. La percentuale di produzione del T3 (un potente ormone termogenico) e’ aumentata con la superalimentazione e diminuita con la ipoalimentazione. Gli ormoni tiroidei esercitano molti dei loro effetti aumentando la percentuale metabolica basale, controllando la sintesi proteica ed aumentando la risposta lipolitica delle cellule grasse ad altri ormoni.
Ancora una volta il viaggio prende il via dall’ipotalamo, che secerne un piccolo peptide noto come fattore di rilascio della tiroide (TRF), che induce l’immissione in circolo da parte dell’ipofisi dell’ormone che stimola la tiroide (TSH). Quest’ultimo si lega ai recettori presenti sulla ghiandola tiroidea su cui agisce l’AMP ciclico, il T4 entra in circolo per andare alla ricerca dei tessuti bersaglio.
Gli ormoni tiroidei non sono facilmente solubili in acqua e devono quindi utilizzare specifiche proteine di trasporto, come la TBG, per poter circolare nel flusso sanguigno.Come per gli altri ormoni che utilizzano questo metodo di trasporto finché l’ormone e’ legato alla proteina non e’ attivo, solo quando si svincola può impartire il suo ordine biologico.
Penetrato nella cellula l’ormone tiroideo si lega al suo recettore e viene trasportato nel nucleo dove innalza o abbassa i livelli di vari geni in modo da regolare la quantità di RNA messaggero prodotto.
Questo RNA quindi esce dal nucleo e, a partire da esso, nel citoplasma delle cellule vengono sintetizzate varie proteine. Una di queste e’ chiamata Na, K ATPasi, che provoca la scissione dell’ATP per rilasciare energia sotto forma di calore.
Si tratta della fonte di calore più importante del corpo umano. Sacrificare quantità del prezioso ATP solo per produrre un po’ di calore potrebbe sembrare un cattivo affare, ma non è così.
La maggior parte dell’energia che produciamo ha il solo scopo di tenere il corpo al caldo, a 37°, questa condizione richiede un’enorme quantità di energia. A questa temperatura gli enzimi funzionano al massimo della loro efficienza. Per mantenere costante la temperatura corporea, la sorgente di energia più economica e più direttamente disponibile sono i tessuti adiposi. Ne abbiamo in abbondanza e, rispetto ai carboidrati e alle proteine, contengono più del doppio di energia a parità di peso. Le cellule dove e’ più è intensa l’attività dell’enzima Na, K ATPasi sono quelle del cosiddetto “tessuto adiposo bruno” TAB.
Uno dei molti compiti degli ormoni tiroidei e’ di “alimentare la caldaia” con cellule grasse brune per bruciare le riserve di adipe e produrre energia per il resto dell’organismo. Queste cellule sono definite brune poiché sono ricche di mitocondri, le fabbriche cellulari che convertono il grasso in calore attraverso una serie di complesse reazioni biochimiche. Sebbene la conversione di grasso in calore per mantenere caldo il corpo sia solo una delle tante funzioni degli ormoni tiroidei, essa e’ uno dei migliori indicatori della efficienza del loro funzionamento, tanto che l’esame standard per evidenziare l’ipotiroidismo è la misura della temperatura ascellare mattutina.





