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Introduzione alla medicina dello sport
Introduzione alla medicina dello sport, gli esami preliminari, la ricerca di patologie sistemiche e l'indagine sull'efficienza dell'apparato cardiovascolare.
La medicina dello sport è una branca della medicina che studia la fisiopatologia delle attività sportive, con particolare attenzione alle patologie silenti e asintomatiche che poi possono determinare gravi conseguenze se non diagnosticate prima della pratica sportiva.
Le attività sportive devono essere analizzate in base al tipo di impegno muscolare che l’attività sportiva determina e alle richieste energetiche. Qualsiasi attività sportiva o fisica che richieda impegno muscolare, determina modificazioni dell’apparato cardio-vascolare, nel corso e per effetto dell’allenamento di quella specifica disciplina.
In alcuni casi il sistema cardiovascolare può essere danneggiato dall’attività sportiva, soprattutto se il soggetto praticante non è a conoscenza della patologia. E’ questa la ragione principale che ci porta ad analizzare l’impegno cardio-vascolare che la disciplina richiede. Bisognerà altresì tener presenti le differenze individuali di ogni soggetto che si appresta a compiere questo tipo di lavoro, ed in particolare: sesso; età; lavoro svolto; peso corporeo del soggetto; patologie pregresse; cure farmacologiche in corso (chi ad esempio fa uso di beta bloccanti tenderà ad avere una pressione più bassa ed una frequenza cardiaca minore che mal si adeguerà alla nuova richiesta di sangue da parte dell’organismo); patologie in atto; fumo; dieta e perfino l’orario in cui si pratica l’attività sportiva, poiché gli ormoni in circolo sono differenti ed in diverse quantità, infine sarà utile indagare su eventuali patologie in famiglia (di natura cardiovascolare, diabete ecc.)
Esami preliminari alla pratica sportiva
La valutazione diagnostica in medicina dello sport è finalizzata alla determinazione dell’efficienza dell’apparato cardiovascolare ed alla ricerca di eventuali patologie sistemiche. Prevede, quindi, una serie di indagini che vanno dalla storia anamnestica dell’atleta fino a ricerche strumentali sofisticate, qualora quelle più semplici diano indicazioni in tal senso. L’anamnesi è il primo passo: dalla semplice valutazione della storia familiare ed individuale molte volte ci s’indirizza verso indagini precise. L’esame obiettivo generale e cardiovascolare è volto a stabilire la totale integrità del soggetto in esame. Gli esami strumentali prevedono, di routine, ECG di base, ECG dopo sforzo (scalino con calcolo dell’IRI e/o ergometria); qualora dall’esame obiettivo cardiaco o da quello strumentale di base, risultasse un sospetto o una patologia in atto si farà ricorso ad altre indagini che, a seconda dei casi, comprenderanno lo studio ecocardiografico (Ecocardiografia), il monitoraggio secondo Holter o i più complessi studi sui potenziali tardivi ventricolari (PTV) con l’elettrocardiografia ad alta risoluzione, il Tilting Test e lo studio elettrofisiologico transesofageo o intracavitario.
L’Italia possiede una delle legislazioni più avanzate per la tutela sanitaria delle attività sportive, che obbliga l’atleta a sottoporsi ad un esame medico di idoneità quando questi voglia svolgere un’attività agonistica. La visita di idoneità, effettuata su individui presunti sani, svela molte volte patologie inaspettate e, allo stato attuale, rimane ancora l’unico metodo preventivo per la salute di giovani individui, che spesso effettuano la prima vera visita medica proprio in questa occasione.






