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Patologie cardiache, miocarditi e prolasso

Patologie cardiache e implicazioni nello sport. Miocarditi e prolasso della valvola mitrale.

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Le miocarditi

Lo stesso discorso vale per le miocarditi: una volta guarita l'infezione che le provoca, l’atleta può riprendere tranquillamente l’attività sportiva.
L’arteriosclerosi coronaria è determinata da un’ostruzione arteriosa più o meno grave che può complicarsi in seguito a trombosi. L’improvvisa ostruzione del vaso determina un infarto miocardio acuto, causa di un’aritmia con decorso fatale.Le malattie coronariche sono più frequenti nei soggetti di età superiore ai 30 anni. Nei giovani è più frequente un’anomalia delle arterie coronarie nella loro origine, ovvero quando l’arteria coronaria sx nasce dal seno coronario dx, e decorre al di sotto dell’arteria polmonare, conseguentemente il primo tratto di quest’arteria può essere compresso durante l’attività sportiva determinando un meccanismo simile a quello dell’infarto miocardio.

Altre patologie frequenti possono essere il prolasso della valvola mitrale o la miocardite. Quest’ultima è una potenziale complicanza di alcune infezioni da adenovirus, virus influenzali, che colpiscono il muscolo cardiaco e possono portare alla morte durante la pratica sportiva. Solitamente i sintomi sono simili a quelli dell’angina. Queste elencate sono tutte patologie silenti, vale a dire che non danno sintomi. Fa eccezione l’adenosclerosi coronaria determinata da restringimento di una o più arterie coronariche per effetto di una placca.

Il prolasso della valvola mitrale

E’ un’anomalia che in alcuni casi può portare alla morte improvvisa durante lo sforzo fisico. Il prolasso di uno o entrambi i lembi (a causa di un allentamento delle corde tendinee) può, secondo il grado e l'entità, determinare una chiusura imperfetta e pertanto causare un rigurgito di sangue in atrio sinistro (insufficienza della valvola mitrale) in genere di minima o lieve entità. E’ comunque possibile rilevare tre gradi di gravità: lieve, moderato e grave (solo in percentuale pari allo 0,2/0,4%).

Tale difetto valvolare, in forma quasi sempre molto modesta, si può ritrovare, secondo le statistiche, in una percentuale che va dal 2 al 6% dell'intera popolazione. E' più frequente nelle donne, specie nei soggetti longilinei o longitipo, per la frequente associazione anche con anomalie dello scheletro (ad esempio con la cosiddetta "schiena dritta", o di "pectus excavatum"). Per tale ragione è potenzialmente diffusa fra alcune classi di sportivi come ad esempio i giocatori di basket.

Bibliografia