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Sindrome da sovrallenamento
La sindrome da sovrallenamento: le cause che la determinano, i sintomi che la identificano, gli effetti che ne conseguono.
L'overtraining è uno squilibrio dell'allenamento che si verifica quando l'attività fisica praticata è talmente intensa, che il nostro organismo non riesce, nei tempi di recupero, a "smaltire" la fatica accumulata. Questo squilibrio provoca un continuo stato di affaticamento muscolare, che si accompagna sempre ad un certo stress psicofisico, e fa inevitabilmente calare le prestazioni atletiche. Il nostro organismo necessita di mantenere costanti nel tempo alcuni indici fisiologici quali: la temperatura corporea, la glicemia (o percentuale di zuccheri nel sangue) e lo stato di acidità del sangue. Allenandoci, mettiamo sotto stress il nostro corpo, perché questi parametri vengono modificati, e lo costringiamo ad adattarsi e ad elevare le sue prestazioni. Questo non può avvenire in modo indiscriminato: occorre che ci sia un adeguato recupero tra una sollecitazione e quella successiva. Le cause dell'overtraining dunque sono in genere:
- Un periodo di riposo non adeguato tra un allenamento e l'altro
- Un regime alimentare scorretto
- Un numero inadeguato di ore di sonno
- Quando un atleta professionista va in sovrallenamento, il problema viene immediatamente individuato e curato dal suo staff di assistenza. Come riconoscerlo invece per coloro che seguono un allenamento "fai da te"? I campanelli d'allarme sono:
- Un eccessivo affaticamento per ogni minimo sforzo compiuto
- L'insorgenza di strane intolleranze alimentari
- L'abbassamento della frequenza cardiaca a riposo (forma parasimpatica dell'OTS)
- Disturbi nel rapporto sonno/veglia
- Una misteriosa diminuzione della massa magra (muscoli) e aumento della massa grassa (un fenomeno che può verificarsi anche a seguito di diete poco equilibrate)
In pratica se, pur allenandoci costantemente, ci accorgiamo che la nostra performance fisica peggiora, come in un circolo vizioso, vuol dire che stiamo andando in overtraining ed è tempo di riposare.
Sebbene queste situazioni si riscontrano principalmente negli atleti agonisti, non è infrequente osservarle anche fra gli sportivi amatoriali e gli appassionati di palestra che si allenano duramente. Le cause scatenanti sono molteplici, anche se in linea di massima alla base di quasi tutti i fenomeni di overtraining c’è un errato dosaggio del rapporto fra intensità degli allenamenti e il recupero. Nel caso di atleti agonisti però, i rischi possono derivare anche dai calendari di gara, dalla errata pianificazione della stagione sportiva e dallo stile di vita: mancanza di sonno, stress ripetuti, errori alimentari ecc. possono creare i presupposti per determinare l’insorgenza della sindrome.
I problemi sorgono, a livello organico, quando si riduce il contenuto di glicogeno nei muscoli: questo porta a un consumo da parte del muscolo delle sue stesse proteine costitutive, una sorta di “autocannibalismo”. Si può avere anche una diminuzione della glutamina organica o un ridotto apporto di aminoacidi a catena ramificata, quelli che consentono di prevenire le carenze di glutamina e di mantenere in equilibrio il rapporto testosterone/cortisolo.
Non sono poi da sottovalutare le carenze di acqua e di elettroliti in seguito a perdite di sudore; spesso negli atleti, in particolare donne, si hanno carenze di ferro, che comportano frequenti casi di anemie. Individuare il fattore che ha innescato il sovrallenamento risulta particolarmente difficoltoso, in quanto pare vi siano più di settanta sintomi che possono indirizzare verso la sindrome da over-training. Si possono considerare parametri indicativi di danno muscolare, di squilibrio neuro-endocrinologico o di riduzione delle difese immunitarie, con il conseguente aumento dell’incidenza delle malattie, oppure di stato depressivo, o ancora di una riduzione dell’efficienza biologica e fisiologica dell’organismo.






