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Antigeni e risposta immunitaria
Analisi dei meccanismi di riconoscimento e difesa ed il ruolo fondamentale nel processo di difesa immunitaria. I linfociti B.
Sia i fattori dell’immunità specifica, che i fattori dell’immunità aspecifica vengono riversati nel torrente ematico per il loro trasporto e per il riconoscimento degli antigeni. E’ definito antigene qualunque sostanza estranea che provoca una risposta immunitaria. Gli antigeni vengono definiti apteni se hanno peso molecolare inferiore agli 8000 Dalton, situazione in cui tendono a legarsi con una proteina formano il complesso aptene-proteina.
Gli antigeni sono formati da proteine, polisaccaridi e complessi lipoproteici.
Il sistema immunitario può rispondere in maniera estremamente specifica all’aggressione di un numero infinito di antigeni, essendo in grado di riconoscere anche proteine che differiscono per un solo amminoacido.
L’incontro con l’antigene avviene nei linfonodi e, per essere riconosciuto come tale, deve essere una molecola riconosciuta come estranea, deve avere dimensioni particolari, essere suscettibile di degradazione ed elaborazione cellulare.
Durante la prima esposizione all’antigene, i linfociti B specifici per tale antigene vengono stimolati a dividersi per originare le plasmacellule deputate a produrre anticorpi mentre, una piccola frazione di cellule proliferanti, viene conservata sottoforma di cellule della memoria. Le cellule della memoria, in caso di una seconda esposizione con un antigene, proliferano e si differenziano originando una risposta secondaria, più rapida e massiccia.
La memoria è un’importante caratteristica del sistema immunitario. Riassumendo possiamo considerare 3 tipi di cellule: le cellule vergini, che non hanno ancora avuto stimolazione antigenica; le cellule attivate, in grado di produrre massivamente anticorpi; le cellule della memori, originano dopo il primo contatto ed entrano in azione a partire dal secondo evento di esposizione all’antigene.
Linfociti B: caratteristiche
La regione del linfocita che lega l’antigene è presente nella sua estremità ammino terminale (NH2), l’estremità carbossilica (COOH) è nella regione della coda. Il meccanismo di riconoscimento dell’antigene avviene per complementarietà delle strutture, ed il sito di legame assumerà una determinata configurazione stabilita dalle sequenze amminoacidiche.
Nell’organismo sono presenti 5 classi principali di anticorpi.
Immuno Globuline G rappresentate da quattro differenti classi che fra loro differiscono per le catene pesanti nella regione della cerniera Prevalentemente sono presenti IgG1 che si formano conseguentemente ad una risposta antigenica da proteine, seguite dalle IgG3 e IgG4 ed infine dalle IgG2 che tendono a svilupparsi quando l’antigene con cui vengono a contatto è un polisaccaride.
Sono la classe di linfociti più rappresentata nel sangue e sono le responsabili della risposta immunitaria secondaria. Nella loro catena pesante hanno circa 440 amminoacidi e 220 in quella leggera. Sono rilasciate nel sangue come singolo anticorpo.
Nel feto la loro produzione si attiva intorno alla ventesima settimana, e sono l’unica classe si anticorpi trasmessa a livello placentare, oltre che attraverso il latte materno. Nella loro assunzione attraverso il latte materno superano lo stomaco senza subire il processo digestivo per poi essere assorbite nel tratto intestinale.
Adottano 2 sistemi per distruggere l’antigene. Attraverso il legame con il microrganismo promuovendo la fagocitosi del complesso antigene-IgG che viene riconosciuto dalla coda dell’anticorpo; o per attivazione del sistema del complemento.






