Classificazione della scoliosi
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Classificazione della scoliosi

Classificazione della scoliosi secondo Moe, Winter, Bradfor (scoliosi Idiopatica, congenita, ecc.)

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Classificazione scoliosi secondo Moe, Winter, Bradfor

Idiopatica: vengono definite in tale modo le scoliosi che si manifestano senza una causa apparente.
Si manifestano tipicamente nel periodo di maggior accrescimento dello scheletro e ciò ha indotto a ipotizzare che la causa sia uno squilibrio fra lo sviluppo dello scheletro e l'inadeguato adattamento della muscolatura. Nella maggior parte dei casi, gli accertamenti radiografici evidenziano che la causa della malattia è in realtà l'osteocondrosi vertebrale (M. di Scheuermann).
  • Neuromuscolare: Si verificano in seguito a paralisi della muscolatura intrinseca della colonna vertebrale, come accade nella poliomielite e nelle distrofie muscolari.
  • Congenita (vedi cifosi congenite)
  • Da neurofibromatosi
  • Da malattie del collagene
  • Da antero-condro-distrofie Sono secondarie a malattie distrofiche dello scheletro: osteomalacia, rachitismo, osteoporosi. Le alterazioni della resistenza meccanica dell'osso indotte da queste malattie comportano cedimento e deformazione dei somi vertebrali che assumono forma a cuneo.
  • Da disturbi metabolici
  • Da cause diverse (traumi, retrazioni delle parti molli, neoplasie, malattie reumatiche).

Deformazioni vertebrali e toraciche associate a scoliosi

A causa della forma delle vertebre e del modo con cui si articolano tra loro, una deviazione scoliotica si accompagna quasi sempre ad una rotazione vertebrale in toto attorno all'asse longitudinale del rachide e ad una componente di torsione differente in ogni singola vertebra.
Lo squilibrio laterale provocato dalla scoliosi obbliga le singole vertebre ad inclinarsi lateralmente, e spostare così l'asse di gravità verso il lato della concavità. Per riportare la gravità al centro, interviene a questo punto una rotazione dal lato opposto. La rotazione dei corpi vertebrali dorsali è causa di gravi deformazioni a carico della gabbia toracica: il torace risulta compresso trasversalmente con conseguente diminuzione della capacità respiratoria. Nelle forme più gravi i polmoni sono compressi, la trachea e i bronchi sono deviati: si ha così una sindrome restrittiva.

La rotazione vertebrale provoca inoltre un'asimmetria costale: le coste del lato della concavità sono infatti spinte lateralmente ed in avanti dalle apofisi trasverse ed hanno così tendenza ad orizzontalizzarsi; al contrario, le coste del lato della convessità sono spinte indietro e si verticalizzano, causando una deformazione della gabbia toracica nota come gibbo costale.
I corpi vertebrali, sottoposti ad una compressione verticale lungo la concavità della curva, tendono inoltre a schiacciarsi da tale lato, assumendo così, visti di fronte, una forma trapezoidale.
Le deformazioni della colonna oltre a causare danni alla strutture alle quali le vertebre si articolano (muscoli, legamenti, vasi, nervi periferici) rendono sempre più difficile e incompleta la correzione della scoliosi. Tali alterazioni vertebrali sono tanto più gravi quanto più precocemente si è instaurata  la scoliosi, in quanto la deformità influisce negativamente sul normale accrescimento delle vertebre.

Gli obbiettivi fondamentali nel trattamento delle scoliosi sono l'apprendimento, nello schema corporeo, di un'immagine corretta ed equilibrata del rachide; miglioramento dell'equilibrio statico e dinamico delle vertebre con l'ausilio di idonee reazioni di equilibrio in postura corretta, correzione degli atteggiamenti errati della vita quotidiana, sviluppo della muscolatura addominale e paravertebrale, insegnamento di appropriate posture e movimenti volti all'inibizione dello sviluppo in estensione delle vertebre scoliotiche.

Anche a livello "indiretto", cioè sotto il profilo psicologico, è importante far acquisire un miglioramento della funzione respiratoria e degli atteggiamenti positivi.