La muscolatura addominale
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La muscolatura addominale

Struttura, compito e funzione della muscolatura addominale. I muscoli anteriori e posteriori della regione addominale.

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La muscolatura addominale può essere distinta in tre grandi gruppi: i muscoli posteriori dell'addome (grande e piccolo psoas, quadrato dei lombi) con la funzione di inclinare il torace dal proprio lato o di abbassare le coste se bilateralmente stimolato.

Muscoli anteriori dell'addome: retto dell'addome (con funzione di flettere la colonna vertebrale in avanti), piramidale, obliquo esterno (con funzione di inclinare la colonna dallo stesso lato ruotando il torace dalla parte opposta), obliquo interno (inclina la colonna vertebrale dallo stesso lato e ruota il torace) traverso dell'addome (non coinvolto in alcun sostanziale movimento).
 La muscolatura addominale interviene in lavori di tipo isometrico, durante la flessione del busto verso gli arti inferiori da decubito supino (vedi figura), flesso-estensione degli arti inferiori sul busto, movimento di flessione reciproca di busto e arti inferiori, flessione dai 45° ai 90° del busto partendo dalla stazione eretta, con ritorno lento, stella di Grossiord (a fini terapeutici). Nell'esecuzione dell'esercizio visibile nella figura 4 assistiamo ad una differente distribuzione del carico di lavoro sui vari distretti anatomici. Passando dalla posizione 1 alla 2, infatti, il lavoro è in massima parte di tipo concentrico per gli addominali, dalla 2 alla 3 il lavoro a carico dell'ileopsoas aumenta.

 Durante la fase passiva dell'esercizio, tornando dalla posizione 3 alla 1 abbiamo un lavoro eccentrico per gli addominali ed isometrico per gli spinali lombari, durante tutta la fase negativa il lavoro svolto dalla muscolatura addominale e notevolmente elevato. Nell'esecuzione degli addominali a gambe tese (partenza con le gambe a 90° rispetto al tronco dalla posizione supina facendole discendere lentamente sino a divenire parallele al suolo) bisogna prestare attenzione a non perdere i contatti occipitale, dorsale e sacrale con il suolo. È da mantenere la retroversione del bacino.

Durante la fase ascendente bisogna ricordarsi che gli addominali iniziano il lavoro partendo dai 30° rispetto al suolo e sino ai 90°. Da 0° a 30° il lavoro è a carico dell'ileo psoas. Ovviamente il passaggio del lavoro da una muscolatura ad un'altra non è immediato ma graduale, e per escludere totalmete l'utilizzo dell'ileo psoas si può far partire il lavoro da una posizione di 70° degli arti inferiori, magari in appoggio su di una parete. In questo caso il lavoro sarà interamente a carico della muscolatura addominale (fig 5) Per evitare che il bacino vada in anteroversione, deve intervenire la muscolatura spinale. Nei casi di cifosi lombare è possibile utilizzare gli arti inferiori per far lavorare l'ileopsoas in contrazione concentrica completa, questo causa un accorciamento che riporta la curva lombare entro i limiti fisiologici. La contrazione pura dello psoas iliaco, infatti, determina un suo accorciamento ed un miglioramento della condizione cifotica.