Cuffia dei rotatori
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Cuffia dei rotatori

Le infiammazioni dei tendini della cuffia dei rotatori, cause, prevenzione e trattamento

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Cuffia dei rotatori

Le alterazioni dei tendini della cuffia dei rotatori sono la principale e la più diffusa causa dei dolori presenti nella zona scapolo-omerale.
Le ragioni sono molte e spesso riconducibili alla sensibile frequenza con cui queste strutture tendinee subiscono nel tempo dei processi degenerativi.
Molte volte infatti gli stessi movimenti fisiologici del braccio sono la causa principale dei tanti microtraumi che coinvolgono la testa dell'omero e l'arco coraco-acromiale.

L'attrito e la compressione di queste zone accompagnate dall'invecchiamento fisiologico delle strutture, dai vizi posturali (spalle cadenti), da alcuni lavori e dagli sport particolarmente pesanti sono i fenomeni maggiori dei processi degenerativi di queste particolari aree del nostro corpo.

Dei tendini che formano la cuffia dei rotatori, il sovraspinato sembra sia quello che più frequentemente accusi il maggior volume di stress fisiologico e quindi maggiormente esposto alle infiammazioni ricorrenti e ai fenomeni regressivi.
Il continuo prolungarsi di questi piccoli processi traumatici provocherà nel tempo un'infiammazione crescente, che dopo alcune reazioni fisiologiche porterà il tendine ad un inevitabile ispessimento che ne condizionerà il movimento finale in abduzione (circa dopo i 60°), nell'incunearsi dello stretto spazio sopraomerale, configurando la sintomatologia dolorosa presente in un quadro di dolore profuso alla spalla.
Diversi saranno comunque gli elementi diagnostici che potranno chiarire l'interessamento di alcuni tendini rispetto ad altri, sarà quindi necessario quanto prima rivolgersi al proprio medico curante per intraprendere le dovute indagini e le successive terapie del caso.
Sicuramente il riposo assoluto (necessario!), potrà indurre un rapido miglioramento della tendinite e del fastidioso dolore alla spalla che, se non curata con sollecitudine, evolverà in un quadro clinico imponente, che incontrando continui fenomeni di irritazione, lacerazione e movimenti usuranti, diverrà in poco tempo un processo flogistico cronico e difficilmente risolvibile.

Sarà bene ricordare sempre che la spalla rimane una struttura anatomica talmente complessa e fondamentale per le attività quotidiane da meritare la denominazione di "complesso" articolare.
Pertanto tenete sempre presente che se a questo sistema verrà meno la capacità funzionale, ci troveremo sicuramente a non poter garantire al nostro corpo uno svolgimento armonico, completo e ritmico di tutti i movimenti del braccio sul tronco.

Dovremo perciò cercare, durante le attività quotidiane che coinvolgono questa insostituibile struttura articolare, un costante e corretto equilibrio tra mobilità e stabilità di tutti i suoi elementi, evitando di sollecitare eccessivamente la spalla con movimenti forzati e/o inusuali, preservandola quindi da traumi improvvisi, da sovraccarichi articolari, cercando infine di migliorarne la stabilità ed il tono muscolare per mantenerla sempre e costantemente efficiente e ben conservata.