Il taping è utile... se applicato bene!
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Il taping è utile... se applicato bene!

Ancora sull'utilizzo del taping neuromuscolare: la dottoressa Tiziana Bini precisa ed amplia il proprio pensiero in risposta alle contestazioni del Dottor Rosario Belia

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Il taping è utile... se applicato bene!

Sono stupita che il concetto da me espresso nell’articolo precedentemente pubblicato ( Il cerotto inutile) non sia stato recepito da qualcuno come un invito a diffidare di applicazioni di taping molto coreografiche ma poco funzionali e sia stato invece interpretato come una bocciatura della tecnica (vedi Il cerotto è utile, altrochè!, con le risposte del Dottor Rosario Bellia).

Mi sento di ribadire che trovo il cerotto un valido ausilio, quando applicato da chi ne conosce le funzioni che in virtù della sua proprietà meccanica (elasticità) può avere.

Rispondo in particolare al dottor Rosario Bellia che ha controbattuto il mio articolo punto per punto:

Affermazione

la sua superficie di adesione cutanea non è uniformemente incollata e ciò determina dei punti di contatto e dei punti di non contatto con la cute per cui durante i normali movimenti del segmento corporeo su cui viene applicato può essere messo in tensione o creare delle pliche che funzionano da stimolo (per facilitare o inibire la contrazione muscolare e modulare la trasmissione di stimoli dolorosi)

Contestazione

fortemente errato: il nastro nella modalità agonistica durante la performance viene applicato con muscolo attivato e con il nastro in tensione in base all’obiettivo da perseguire (Stabilizzazione articolare? supporto alla contrazione muscolare? Stimolo meccanico sull’apparato tendineo… Quindi non si formeranno PLICHE come affermato, ma una compressione della zona bendata (con stimolazione dei recettori che sono stati riportati giustamente… avendo una sensibilità a gradienti diversi di pressione

Risposta

Obiezione in parte corretta: infatti dico anch’io che può essere anche messo in tensione. Non mi trova però d’accordo sulla definizione di "modalità agonistica" perché non tutti gli atleti necessitano di un supporto alla contrazione muscolare. Affermo infatti più tardi che trovo il taping particolarmente controindicato nelle pratiche sportive di resistenza. L’applicazione da lei suggerita (cerotto in tensione su muscolo attivato) può avere senso nel sollevamento pesi, ma se fosse così gentile da spiegarmi – ad esempio – la sua utilità sul tricipite surale di un maratoneta le sarei grata…

Affermazione

applicato senza metterlo in tensione sulla cute in allungamento determina delle pliche cutanee che vengono interpretate come uno stimolo in accorciamento dal sistema nervoso che quindi induce una contrazione eccentrica

Contestazione

errato: questa tecnica è utilizzata durante la fase riabilitativa: per rilassare i muscoli contratturati, per drenare i fluidi, ecc… tutto quello che viene scritto sotto

Risposta

Errato? Qui spiego il principio di funzionamento, non parlo di applicazione in ambito sportivo!

Affermazione

il taping applicato in tensione (sfruttando la sua elasticità) con il muscolo in contrazione isometrica determina uno stimolo di stiramento cutaneo che favorisce la contrazione muscolare sostenendo muscoli eventualmente deboli e facilitandone la contrazione

Contestazione

il disegno sotto si riferisce alla tecnica decompressiva per rilassare il muscolo quindi in fase riabilitativa, la descrizione della frase sopra si riferisce alla fase agonistica (applicazione in attivazione muscolare e nastro in tensione - chi ha scritto non ha chiaro il concetto è evidente!)

Risposta

il disegno sotto spiega semplicemente i principi di funzionamento del nastro in tensione su muscolo attivo e del nastro non in tensione sul muscolo non attivo: avevo omesso di chiamare le metodiche come tecnica di compressione e di decompressione perché mia intenzione era solo spiegare il principio di funzionamento, non fare un corso a dei tecnici del settore. Se avesse ben letto l’articolo, avrebbe notato che dico anch’io che un muscolo che ha bisogno di tecnica decompressiva non andrebbe messo sotto sforzo atletico: il mio articolo vuole proprio invitare a non ricorrere troppo facilmente alla moda del momento e di affidarsi invece a uno specialista. (Chi obietta forse non sa che esistono tante abilità sportive e che la potenza non è necessaria in tutte!)

funzionamento del nastro in tensione su muscolo attivo e del nastro non in tensione sul muscolo non attivo

Affermazione

vediamo quindi che il taping nell'esecuzione dell'attività sportiva non ha motivo di essere se non segue il percorso anatomico dei muscoli impegnati nel movimento e che se applicato scorrettamente può essere addirittura controproducente

Contestazione

concetto fuorviante: le tecniche possono seguire le linee di forza articolare e non i muscoli e sono funzionali… supporto all’articolazione)

Risposta

Lo spiego in un paragrafo successivo dell’articolo che esistono anche altre applicazioni, ma sinceramente non farei sport con un’articolazione che deve essere sostenuta!

Affermazione

Durante un'intensa attività muscolare un cerotto applicato in modo da favorire la contrazione concentrica del muscolo può facilitare l'insorgenza di crampi se non addirittura di lesioni tendinee e muscolari innescando un meccanismo di contrazione riflessa oltre a quello volontariamente "comandato" dall'atleta.

Contestazione

ciò che è affermato dimostra che chi ha scritto questo articolo non ha mai applicato il nastro e non ha mai nemmeno seguito il rientro in "campo” di un atleta dopo un infortunio…altro che crampi…

Risposta

Sono fisioterapista con certificazione TNM® – come immagino avrà anche lei, per controbattere sull’argomento – aperta al dialogo e alle discussioni costruttive. Le sue mi sembrano solo obiezioni sulla sequenza delle informazioni del mio articolo: spesso dice quello che dico io, ma in paragrafi diversi. Semmai quello che è chiaro è che chi contesta vede un solo tipo di atleta)

Affermazione

concludo con il ricordare che il taping trova applicazione anche per favorire il drenaggio di articolazioni, borse, tendini o altri tessuti infiammati e quindi sedi di ristagni linfatici. In questi casi la tecnica di applicazione segue principi diversi da quelli spiegati ma sembra inutile sottolineare come con un "ginocchio gonfio" sia assolutamente proibito fare attività atletica… tape o non tape!

Contestazione

Infatti in questi casi l’atleta è in fase riabilitativa addirittura post chirurgica…e si facilita il drenaggio dei liquidi infiammatori per un recupero più veloce… quindi è ben lontano dal campo di gara

Risposta

Scrivevo appunto poco prima che "L'indicazione", il "dosaggio", tempi e modalità di applicazione andrebbero perciò sempre approvati da uno specialista del settore.”

Esempio di come NON dovrebbe essere applicato il taping