La valutazione posturale con baropodometria
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La valutazione posturale con baropodometria

Il dottor Fabio Marino, docente NonSoloFitness, ci illustra la valutazione posturale attraverso l’esame con baropodometria computerizzata

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La valutazione posturale con baropodometria

Nello studio e nella valutazione dei problemi di ordine posturale è necessario servirsi di dati quanto più oggettivi possibili. L'esame morfologico, per quanto indispensabile, è comunque soggetto ad una certa percentuale di errore da parte dell'esaminatore; così come la scarsa ripetibilità dell'indagine radiografica, vuoi per i suoi costi e soprattutto per i danni indotti dalle radiazioni, non lo rendono un esame facilmente accessibile. Poter ottenere dati oggettivi sullo studio della statica e dinamica del piede permette all'esaminatore una valutazione più accurata, non solo del piede stesso, ma di tutto il sistema tonico posturale. Sappiamo che il piede, oltre ad essere l'organo principale implicato nell'uomo nel mantenimento della stazione eretta e nella deambulazione, è anche uno straordinario organo sensoriale.

Le informazioni plantari sono le uniche a derivare da un recettore fisso direttamente a contatto con un ambiente immobile rappresentato dal suolo. Le terminazioni nervose stimolate durante la stazione eretta ed il movimento fanno del piede un organo "posturale" ed uno straordinario informatore del cervello. I nervi sensitivi trasmettono ad esso tutte le informazioni recepite, principalmente al livello della cute, dei tendini e delle articolazioni: sensazioni tattili, vibratorie, spaziali e traumatiche.

A venire incontro all'esigenza di un esame non solo morfologico ma anche funzionale del piede sono le pedane baropodometriche. Questi strumenti hanno la loro origine nei primi sistemi di analisi della camminata, da allora si sono evoluti in maniera sensibile permettendo oggi di fornire una misura sia della forza di reazione piede-suolo sia della distribuzione della forza plantare in funzione del tempo. La rappresentazione grafica aiuta considerevolmente l'interpretazione di queste informazioni.

La pedana è dotata di migliaia di sensori che, una volta che il paziente vi sarà salito sopra, sarà in grado di rilevare le relative pressioni esercitate dalla pianta del piede, il numero di sensori stimolati ed i tempi di passaggio sulla piattaforma nella fase dinamica.

Il paziente viene invitato a salire sulla pedana a piedi nudi, può essere effettuato un confronto anche con le calzature, e ad assumere una posizione rilassata per circa 10/15 secondi per valutare l'appoggio statico. Essendo l'uomo incapace di tenersi perfettamente immobile, effettua dei lievi movimenti di oscillazione impercettibili ad occhio nudo. Questi movimenti modificano la posizione del paziente sulla piattaforma, spostando le relative pressioni sul piano sagittale e frontale. Queste oscillazioni, dell'ordine di qualche millimetro, possono essere rappresentate su un grafico la cui ascissa corrisponde all'asse X (sagittale) della piattaforma e la cui ordinata corrisponde all'asse Y (frontale).

Sullo schema generale della registrazione appariranno, oltre l'impronta dei due piedi, i dati rappresentanti il baricentro medio ed i centri di pressione dei due arti.

I dati statici di maggior utilità sono:

  • la superficie in cm2
  • la pressione di Kilopascal (kpa)
  • la forza in kilogrammo forza (kgf)
  • il carico (% di forza)
  • il baricentro corporeo e il baricentro degli arti inferiori
baropodometria

La differente scala cromatica sta ad indicare le relative pressioni esercitate sulla pianta del piede. Le pressioni più basse vengono indicate con il blu, le più alte con il rosso. Tramite questi dati si potrà valutare la posizione degli arti inferiori e del tronco, secondo la ripartizione del carico espresso a livello podalico. Con la "distribuzione" del carico si potrà rilevare, dunque, se la pressione massimale di un piede è sul suo avampiede o, viceversa, il carico massimale dello stesso soggetto si trova sul retropiede.

La quantificazione del carico è di primaria importanza nell'analisi dell'immagine sullo schermo.

I tre punti bianchi sullo schermo corrispondono alla posizione dei centri di pressione, rappresentano le posizioni dei piani superiori, in particolare le proiezioni dei carichi passanti per le teste femorali a livello del bacino.

Il baricentro medio, situato all'intersezione dei segmenti sullo schermo, permette di diagnosticare la posizione della linea di gravità in rapporto all'insieme del corpo. Nell'analisi dinamica, quando il paziente inizia l'appoggio del piede sulla pedana e viene invitato a camminare, il computer registra esattamente gli stessi dati che in statica, ma la forza applicata si muove e si sposta in senso postero-anteriore (sul piano sagittale) e latero-mediale (sul piano frontale). Questo spostamento di forza è chiamato "baricentro" e corrisponde ad uno spostamento della pressione media.

I dati dinamici istante per istante sono:

  • numero di immagini
  • tempo
  • superficie
  • forza
  • pressione massimale
  • pressione media
  • coordinate x e y del baricentro

Le zone di iperespressione variano in dinamica rispetto alla statica e possono riflettere sia una distensione articolare con sovraccarico (piede piatto) o, invece, un irrigidimento (piede cavo).

L'esame baropodometrico è dunque uno strumento indispensabile nell'analisi del cammino, per la diagnostica del movimento e dell'attività muscolare, nonché per valutare la funzione del piede in rapporto alla postura del soggetto. Tale diagnostica si basa sempre sul confronto tra il piede destro e il piede sinistro e deve essere sempre completata da altre indagini.