Postura: un approccio multidisciplinare
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Postura: un approccio multidisciplinare

Le nuove frontiere per un approccio multisciplinare in relazione alla postura. Il modello neurofisiologico, il modello biomeccanico, il modello psicosomatico: un'analisi

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Postura: un approccio multidisciplinare

La studio della Postura prende in carico la struttura biomeccanica del corpo in relazione allo spazio e alle tensioni muscolari che permettono ai distretti corporei di poter assumere una posizione antigravitaria senza sovraccarichi funzionali. L'organizzazione di tali tensioni in relazione all'omeostasi di tutti i processi e apparati che contraddistinguono il funzionamento del nostro organismo, fa si che ognuno di noi possa assumere una postura tale da potersi adattare all'ambiente.

Gli obiettivi della Rieducazione Posturale possono essere riassunti in 2 tipologie d'intervento:

  • La prima direzione mira a prevenire possibili disturbi della postura attraverso pratiche motorie decompensative sulle tensioni muscolari antigravitarie e la tonificazione, in merito all'incremento della forza muscolare pliometrica, di quei distretti anatomici che risultano deboli e instabili
  • La seconda direzione è quella del trattamento terapeutico per quei disturbi che cronicamente coinvolgono la struttura anatomica del nostro corpo. Mi riferisco a contratture muscolari, alterazioni osteo-articolari, disfunzioni delle fisiologiche curve della colonna vertebrale, dolori dovuti a sovraccarico funzionale ecc. In questa direzione, la Ginnastica Posturale mira alla presa di coscienza delle nostre tensioni che cronicamente si organizzano per mantenere la posizione nello spazio e mira alla ricerca di strategie motorie e posturali alternative per gestire la nostra postura antigravitaria al di fuori di quadri patologici che provocano dolori e limitazioni funzionali

Risulta essere molto evidente oggi, leggendo quanto viene riportato nella letteratura scientifica sull'argomento, che attraverso la pratica motoria possono essere trattati numerosi e diversi quadri patologici che producono disabilità e limitazioni durante la vita quotidiana. Tra quelle citate in letteratura ricordo l'osteoporosi, il mal di schiena cronico (lombalgie, sciatalgie), problemi respiratori (dispnea, enfisemi, bronchiti), cardiovascolari (ipertensione, angine, infarti), gastro-intestinali (gastriti, ulcere, coliti), disturbi dell'equilibrio e dell'attenzione, problemi neuronali ecc.

La Rieducazione Posturale è parte integrante del percorso di riabilitazione per quelle patologie che sembrano essere anche non dipendenti da essa.

Fanno parte della Rieducazione Posturale, aspetti e ambiti disciplinari molto più complessi che necessitano una rivisitazione scientifica interdisciplinare.

La Posturologia coinvolge specialisti di estrazione diversa in ambito medico, ponendola come branca di studio trasversale della medicina. I tre modelli interpretativi che oggi che più soventemente in letteratura discernono di postura, tentando di delineare uno studio interdisciplinare che sia eterogeneamente condiviso per definire una postura funzionale o disfunzionale, sono il modello:

  • neurofisiologico
  • biomeccanico
  • psicosomatico

Definizione di Scoppa 2005:

Per postura possiamo intendere la posizione del corpo nello spazio e la relazione spaziale tra i segmenti scheletrici, il cui fine è il mantenimento dell'equilibrio (funzione antigravitaria), sia in condizioni statiche che dinamiche, cui concorrono fattori neurofisiologici, biomeccanici, psicoemotivi e relazionali, legati anche all'evoluzione della specie

Il modello neurofisiologico: lo studio del tono posturale

Il modello neurofisiologico basa il suo fondamento sullo studio del tono posturale e delle funzioni di equilibrio (Gagey, Weber, Lacour). La postura non è altro che una modulazione del tono. Tale modulazione è la risultante di una complessa serie di processi psico-neuro-fisiologici all'interno di un sistema di tipo cibernetico, il sistema tonico posturale. Tale sistema prevede un'elaborazione d'informazioni provenienti da recettori specifici della postura, quali il piede, l'occhio, la cute, l'apparato muscolo-scheletrico ecc… Tali informazioni (input), rielaborate dal sistema nervoso centrale, producono modificazioni periferiche (output) modulando il tono posturale (Scoppa 2005). Tale processo avviene in maniera circolare polifasico e in continuo divenire tra centro e periferia (Ruggieri 2003).

Ruggieri 2003
Fonte immagine: Scoppa F., "Posturologia: il modello neurofisiologico, il modello biomeccanico, il modello psicosomatico", Otoneurologia, 2000

Il sistema tonico posturale è un sistema di tipo cibernetico basato su complessi meccanismi di feed-back e di feed-forward; i fattori psico-emotivi sono un po' il comune denominatore che condiziona nel suo insieme questo sistema e che sottende l'atteggiamento posturale del soggetto nella sua globalità (Scoppa 2005).

Il modello biomeccanico: le catene cinetiche

Il modello biomeccanico prende carico dello studio del rapporto tra atteggiamenti posturali e la forza di gravità. Questa branca di studio punta l'attenzione sull'organizzazione cinetica delle catene muscolari in statica e dinamica in rapporto ai processi antigravitari e ai riflessi spinali, vestibolari, oculo-motori ecc…

Un'alterazione posturale può essere vista, in questa direzione, come una perdita dei rapporti armonici tra i vari segmenti anatomici nei tre piani dello spazio che comportano una rottura delle sinergie muscolari che soggiacciono alla meccanica articolare. Vengono inficiati i punti di applicazione delle forze, i loro momenti e la distribuzione dei carichi sui segmenti articolari.

L'alterazione posturale s'inserisce in ogni caso in un complesso sistema organizzato di catene articolari funzionalmente collegate con le catene muscolari grazie alle strutture capsulo-legamentose e alle fasce aponevrotiche (Scoppa 2005).

Il modello psicosomatico: dalla struttura caratteriale alla postura

…la postura è strettamente legata alla vita emotiva fino ad essere l'espressione stessa per il mondo esterno, non solo attraverso la mimica facciale e gestuale, ma anche attraverso la disposizione corporea nel suo insieme", per cui "…ridurre l'uomo a semplice gioco meccanico è condannarsi a non comprendere nulla di colui che ha difficoltà a mantenersi eretto…; di fronte al malato posturale è necessario dunque… apprezzare la dimensione della ferita narcisista e valutarne le ripercussioni a livello emotivo. (Gagey, 2000)

Lo sviluppo psicomotorio che soggiace e contribuisce all'organizzazione biomeccanica antigravitaria della postura, attraverso l'esperienza e la consolidazione degli schemi motori e posturali, sin dall'età infantile, procede di pari passo con lo sviluppo della personalità (Traetta 2009).

Tali esperienze psicomotorie, concorrono alla strutturazione delle posture che abitualmente mettiamo in atto per adattarci all'ambiente rispecchiando i tratti caratteriali preliminari della persona.

Sintetizzando, durante lo sviluppo cognitivo, comportamentale e psicomotorio della persona, si struttura, nella migliore delle ipotesi, una postura stabile, flessibile e integrata (Ruggieri 2009), che da un lato assolve al ruolo della funzione antigravitaria, attraverso processi biomeccanici e neuro-fisiologici, ma allo stesso tempo deve adattarsi all'ambiente relazionale di appartenenza mettendo in atto strategie posturali che abbiano anche la possibilità di poter assolvere allo stato emotivo che ne consegue e all'intenzione comunicativa che necessita il contesto.