Ginnastica posturale e kinesiterapia
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

Ginnastica posturale e kinesiterapia

Sezione dedicata alla ginnastica posturale e alla kinesiterapia. Ampio spazio viene dedicato alla parte pratica, con la presentazione di oltre 50 esperienze ed ai diversi metodi: Bobath, Back School, Mézières, ginnastica dolce e molti altri

Cerca tra i nostri articoli

Ginnastica posturale

La ginnastica posturale e la rieducazione della postura sono visti oggi come un momento fondamentale, un tassello che non può mancare nel trattamento di tutti quei disturbi che implicano il corpo e i rapporti tra le strutture che lo compongono. La rieducazione posturale in clinica è parte integrante del percorso di riabilitazione per quelle patologie che sembrano essere anche no

La postura

Lo sforzo culturale in questi ultimi anni è stato quello di definire la postura corretta a cui tutti devono tendere per poter scaricare il peso del corpo sulla linea di gravità. Ancora oggi, buona parte della rieducazione posturale tende a costruire e modellare il soggetto/paziente come una scultura, in modo da fargli assumere un atteggiamento che più si avvicina alla postura corre

Gli atteggiamenti posturali

Nella ricerca bibliografica condotta con l'intento di riuscire a individuare una definizione di postura che possa racchiudere i diversi aspetti di cui si compone, mi sono ritrovato a condividere posizioni culturali di autori anche molto distanti tra loro rispetto al contesto culturale in cui essi discutevano. In ambito ortopedico , la postura è definita in merito allo stato d

Adattamento positivo alla prestazione abile

Nell'esposizione dei concetti preliminari farò riferimento al contesto culturale scientifico del kinesiologo , poiché è questo il nostro campo di interesse, senza perdere il riferimento multidisciplinare che funge da corollario al nostro intervento. Obiettivo del nostro intervento, qualunque sia il quadro patologico che stiamo trattando, è quello di attuare un cambiamento positi

I riflessi condizionati

In merito allo stress da somministrare per attuare un adattamento positivo rispetto alla prestazione abile, in quest'ultimo paragrafo del capitolo discuteremo dei riflessi condizionati, ponendo l'attenzione sulla loro formazione e gerarchizzazione nella costruzione dei diversi atteggiamenti posturali. Pavlov , nel 1935, fu il primo a definire la differenza tra un riflesso con

Simmetria e asimmetria tra le parti

Prima di inoltrarci in modo approfondito nell'analisi e organizzazione della postura, è utile definire i sistemi di riferimento che comunemente vengono usati in ambito anatomico e kinesiologico per descrivere e individuare le diverse parti che compongono il nostro corpo. La prima distinzione che normalmente viene fatta per delimitare le diverse parti del corpo è quella d

Le assi di riferimento

Le assi anatomiche di riferimento corporeo sono rappresentate da linee immaginarie che percorrono il corpo nelle tre dimensioni dello spazio. Esse delimitano il corpo nelle sue componenti elementari e distrettuali. Rispetto alla loro collocazione spaziale è possibile trascrivere i piani anatomici corrispondenti alla tridimensionalità corporea. Le assi di riferimento, infine, defi

I piani di riferimento

I piani di riferimento sono rappresentati dai piani immaginari che, intersecando le assi di riferimento, scompongono il corpo nella sua tridimensionalità. Attraverso esse è possibile analizzare la struttura fisica del corpo partendo da punti di vista diversi. Essi sono di notevole importanza sia per quanto riguarda l'osservazione delle curve fisiologiche del nostro corpo, sia per

I movimenti del nostro corpo

Rispetto all'organizzazione tridimensionale dell'intersezione dei tre piani di riferimento, il corpo umano può attuare dei movimenti che si proiettano nello spazio a partire da ognuno di essi. Questa descrizione è di elevata utilità sia per definire il grado di mobilità dei distretti corporei rispetto all'angolo che costruiscono con l'uno o l'altro piano, sia per la valutazione b

Posizioni del corpo rispetto allo spazio

L'insieme delle proiezioni sui diversi piani anatomici ci permette di posizionarci nell'ambiente assumendo le posture e le figure più diverse. Lo studio e la definizione delle diverse posizioni ci permette di avere dei punti di riferimento in relazione alla pratica motoria e ai diversi esercizi o esperienze che metteremo in atto per ristabilire l'equilibrio posturale. Ovviamente

Le ossa e lo scheletro

Le ossa insieme alle articolazioni formano lo scheletro. Esso è la struttura portante dell'appartato locomotorio e per azione dei muscoli striati, determina la proiezione delle diverse parti corpo sui tre piani geometrici di riferimento. Lo scheletro assolve a diverse altre funzioni: funge da struttura di sostegno plasma la forma e la dimensione protegge gli organi int

Le vertebre

Sono ossa corte disposte una sulle altre a formare la colonna vertebrale . Esse sono di numero variabile da 32 a 34 10 . Esse sono distinte in 7 vertebre cervicali, 12 vertebre toraciche (o dorsali), 5 vertebre lombari, 5 vertebre sacrali e 3-5 vertebre coccigee. Possono essere distinte in vertebre libere e vertebre fuse, a secondo se sono saldate o non tra di loro. Sono esemp

La colonna vertebrale

La colonna vertebrale è formata da tutte le vertebre ; con l'osso sacro e il coccige forma un'unica struttura funzionale. È posta nella parte posteriore e mediale del corpo, e la sua funzione è di duplice importanza: dà sostegno al corpo nella stazione eretta, scaricando il peso della parte superiore del corpo alla parte inferiore dello stesso, e costituisce la sede anato

Lo sterno

Lo sterno è un osso piatto situato nella regione centrale e mediana del torace. Esso è costituito da tre segmenti ossei sovrapposti. Dall'alto verso il basso troviamo il manubrio , il corpo e il processo xifoideo . Le tre parti sono saldate tra di loro per interposizione di cartilagine e da strati ossei. Il manubrio, situato nella parte superiore dello sterno, presenta nel

Ossa degli arti superiori

Le ossa degli arti superiori possono essere raggruppate in due regioni anatomiche differenti. Possiamo distinguere le ossa della spalla, dette ossa del cingolo scapolare, costituite dalla clavicola e dalla scapola, e le ossa del braccio, costituite dall'omero, radio, ulna e le ossa della mano. Clavicola La clavicola è un osso lungo, pari e simmetrico, che si estende

Ossa del piede

Lo scheletro del piede è costituito da tre gruppi di ossa che si estendono in direzione postero anteriore: il tarso, il metatarso e le falangi. Le ossa del tarso sono sette e formano un complesso osseo che comprende l'astragalo , il calcagno , l'osso navicolare , il cuboide e le tre ossa cuneiformi . Le ossa del metatarso sono cinque ossa lunghe incurvate verso il lato

I muscoli

La conoscenza e classificazione dei distretti muscolari ci permette di considerare i distretti corporei in merito alla loro mobilità e in funzione al grado di libertà che essi permettono. La descrizione che esporrò sarà in funzione sia della muscolatura che più interesserà la nostra pratica clinica, sia in relazione alla dinamica sinergica o di contrapposizione dell'attività mo

Muscoli del dorso

Muscoli spino-appendicolari I muscoli spino-appendicolari rappresentano il piano più superficiale dei muscoli della parte posteriore del tronco. Essi sono rappresentati da tutti i muscoli che dalla colonna vertebrale si spingono verso il cingolo scapolare. Tra essi consideriamo: Muscolo trapezio Largo e di forma triangolare prende inserzione dal cranio fino alla XI

Muscoli del torace

Muscoli toraco-appendicolari Sono rappresentati da quei muscoli che hanno origine nel torace e che si inseriscono sul cingolo scapolare o sull'arto superiore. Fra essi ricordiamo: Muscolo grande pettorale Di forma triangolare , è il più superficiale dei muscoli della regione del petto. Origina dalla clavicola e dallo sterno per portarsi nel solco bicipitale dell'ome

Muscoli dell'addome

Muscolo retto dell'addome È costituito da una lunga e spessa striscia carnosa che si estende nella parte anteriore dell'addome. È diviso dal suo contro-laterale da una spessa fascia aponevrotica detta linea alba che delimita la centralità dell'addome. Origina dal processo xifoideo dello sterno e dalle ultime coste (V,VI e VII) e si inserisce in basso su

Muscoli dell'arto superiore

Muscolo deltoide È un muscolo a forma triangolare a base superiore . Origina dalla clavicola e dalla spina della scapola e si protrae lateralmente e in basso per inserirsi nella tuberosità deltoidea dell'omero. Azione: abduce il braccio e partecipa alla stabilità dell'articolazione scapolo-omerale con cui è in contatto e la avvolge. Muscolo sovraspinato, sotto

Muscoli dell'anca

I muscoli dell'anca possono essere raggruppati tra quelli che si trovano internamente la bacino e quelli che si trovano applicati ad esso . Tra i primi ricordiamo il muscolo ileo psoas (di seguito descritto), il muscolo piccolo psoas, il muscolo piriforme e il muscolo otturatore interno. Mentre quelli che si dipartono dal bacino sono il grande, medio e piccolo gluteo (di segui

Muscoli dell'arto inferiore

Nel descrivere la muscolatura dell'arto inferiore farò riferimento a quei muscoli che partecipano al movimento volontario dinamico, lavorano in sinergia, e per contrapposizione eccentrica mantengono la postura eretta antigravitaria; allo stesso tempo, permettono di poter assolvere alla scarica del peso del corpo in maniera dinamica sul pavimento, attraverso la pianta dei piedi.

L'organiZzazione della postura in merito all'immagine di sè

Lo studio dell'organizzazione della postura e le metodiche d'intervento per ristabilire una nuova omeostasi posturale che scongiuri la presenza di atteggiamenti patologici deve essere, come accennato in precedenza, multidisciplinare e globale. In linea con questa metodica d'intervento bisogna valutare gli aspetti che concorrono a costruire tutti gli atteggiamenti posturali du

Lo schema corporeo

Il concetto di schema corporeo trova ampio spazio in letteratura scientifica già a partire dal 1935 con la definizione di Schilder: "lo schema corporeo è l'immagine tridimensionale che ciascuno ha di se stesso: possiamo anche definirlo immagine corporea 16 ". Diversi autori definiscono oggi lo schema corporeo nei diversi ambiti in cui attuano la loro ricerca scientifica, si

Sistema nervoso

Il sistema nervoso (SN) è la struttura anatomica deputata a mettere in relazione le diverse funzioni dell'organismo umano con l'ambiente esterno. Esso è in grado di ricevere informazioni dall'ambiente interno ed esterno, di identificarle, di immagazzinarle e di reagire ad esse con una risposta sia automatica (riflessa) che volontaria attraverso il controllo del movimento.

Sistema corticale

Dove hanno sede le funzioni cerebrali "superiori": Organizza la risposta motoria volontaria Sede dei processi di memorizzazione, mnesici, che possono essere richiamati alla memoria Organizzazione del linguaggio verbale e mimico espressivo Costruzione del pensiero e ideazione La corteccia cerebrale, in particolare, presenta dei solchi che delimitano

Costruzione dello schema corporeo

A livello corticale, e in particolare nell'area motoria e in quella sensitiva, è possibile riscontrare una rappresentazione di tutte le diverse parti del nostro corpo. In ognuna di queste aree sono presenti vie efferenti che organizzano la risposta, e afferenti che danno informazioni rispetto alla sensazione somatica e biomeccanica della periferia. Tutte le informazioni afferen

Sistema sottocorticale

Presiede a quei meccanismi vitali che hanno lo scopo di mantenere costanti le condizioni dell'ambiente interno (omeostasi) e di provvedere alla conservazione dell'individuo e della specie, esercitando il controllo sulle sue emozioni e sulla sessualità. Nel particolare esso regola: Sistema nervoso autonomo Apparato endocrino Temperatura corporea Cic

Sistema associativo

Il sistema associativo è alla base del processo d'integrazione. Senza questa struttura non avremmo la facoltà di coordinazione né di organizzazione tra le parti. I centri integrativi sono aree della corteccia che ricevono informazioni da varie aree associative e coordinano attività motorie molto complesse; essi sono localizzati nelle aree corticali di entrambi gli emisferi;

L'intervento clinico

L'intervento clinico deve prevedere sin dalle prime fasi una valutazione dell'immagine che il soggetto ha di sé. Solitamente, si riscontrano deficit della postura dovuti a una mancata organizzazione di parti dello schema corporeo. Molti soggetti, o per mancata esperienza motoria nella fase di sviluppo psico-motoria o per problematiche di tipo sensitivo-emozionale, compromettono

La figura e lo sfondo

Definita l'organizzazione dello schema corporeo e dell'immagine che ognuno ha di sé, bisogna adesso considerare come i l nostro corpo organizza la risposta motoria in funzione degli atteggiamenti posturali che mette in atto. Indagare sull'organizzazione della risposta motoria risulta importante ai fini clinici per capire se la postura che assumiamo ci dà la possibilità di aver

Organizzazione del movimento volontario

Attraverso l'esperienza del movimento prendiamo percezione sin dalla nascita della forma e dimensione del nostro corpo , della sua evoluzione attraverso il trascorrere del tempo e dei gradi di libertà che il nostro corpo acquisisce nella pratica dell'apprendimento motorio. Immaginiamo un atleta che deve organizzare un atto motorio per raggiungere un obiettivo. Pensiamo ad un

Organizzazione dello schema motorio

La descrizione della pagina precedente chiarisce come la risposta motoria nasce, si organizza e viene percepita. Dobbiamo ancora considerare altri aspetti che contribuiscono ad affinare questo meccanismo. Se non intervenissero altri processi, sarebbe troppo dispendioso per il nostro organismo organizzare il movimento, e la sequenza temporale tra ideazione e risposta sarebbe t

Organizzazione del feedback

Lo schema di seguito proposto assembla e condivide punti di vista diversi, a partire dalla teoria di Anochin (1973) fino alla rielaborazione che Allen e Tsukahara (1974) hanno fatto sull'organizzazione della risposta motoria. Seguendo la figura, l'organizzazione della risposta motoria viaggia dall'ideazione fino alla risposta motoria . L'area associativa in particol

Il ruolo della motricità nella rieducazione posturale

Quanto sopra descritto, risulta rilevante per quanto riguarda l'organizzazione posturale, poiché nei disturbi da deficit della postura dovremo indagare se e quale di queste vie è compromessa, e in che maniera possiamo ripristinare la normalità. Il SNC in ogni contesto organizza un atteggiamento posturale differente , e lo modula in relazione al cambiamento che agisce. Ogni

Postura e stazione eretta

Nelle pagine precedenti, abbiamo esposto le tesi dei diversi autori in merito alla postura e alla stazione eretta. Abbiamo definito quali siano i limiti e i termini per definire la postura e, partendo dai diversi punti di vista scientifico-culturali, siamo arrivati ad asserire che non esiste una postura "corretta". La postura di un individuo è costituita da una serie atteggiam

I processi energetici

Nella descrizione dei processi energetici, faremo riferimento a situazioni ed esempi che più si avvicinano a contesti pratici e di interesse comune. Immaginiamo un atleta che si presta a percorrere 42 km di maratona. Allo start, l'atleta, cominciando a correre, dovrà reclutare energia chimica per trasformarla in energia meccanica che servirà alla contrazione muscolare cicli

Sintesi dell'ATP

L'ATP è la base energetica della contrazione muscolare e deve essere continuamente rifornita al muscolo mentre esso lavora. Il metabolismo di questa molecola è di notevole interesse, poiché attraverso il suo catabolismo i muscoli riescono a trasformare l'energia chimica in energia meccanica. Tutti i processi energetici sopra descritti sono finalizzati alla produzione e dis

Glicolisi anaerobica lattacida

Dopo lo Start, dunque, superati gli 80-90 metri (6-8 sec), il nostro atleta avrà consumato tutte le scorte di ATP presenti nel muscolo. Mentre si sta eseguendo la fase anaerobica alattacida, comincia la produzione di acido lattico . In questo momento il muscolo, per continuare ad avere scorte di ATP, deve bruciare substrati. Il primo substrato che viene demolito è il g

Glicolisi aerobica

Alla fine dei 100 metri di corsa, il nostro maratoneta, come risulta evidente, deve necessariamente avere la possibilità di reclutare energia con meccanismi energetici differenti rispetto a quelli sopra descritti, altrimenti il PH nel muscolo scenderebbe gravemente e non potrebbe continuare la prestazione sportiva. Attraverso gli adattamenti vaso-circolatori notiamo che, dopo q

Glucogenesi e corpi chetonici

Tornando al nostro atleta, comprendiamo bene come riesca a percorre i 42 km di gara riuscendo a reclutare energia partendo da substrati differenti. Notiamo inoltre, alla luce di quanto descritto che per percorrere tutto il percorso con un impiego temporale che supera alcune ore, deve necessariamente ingerire nel corso della gara zuccheri in quantità giusta per non svuotarsi com

La Contrazione muscolare in merito alla spesa energetica

Nell'uomo, come in tutti i mammiferi, distinguiamo 3 tipi di tessuto muscolare: Tessuto muscolare striato Tessuto muscolare liscio Tessuto muscolare miocardico La prima differenza è che mentre il tessuto muscolare striato è sotto il controllo della volontà, quello liscio è indipendente da essa. Fa parte del tessuto muscolare liscio il rivestimento dei

Le fibre muscolari

Il tessuto muscolare striato deputato al movimento volontario è in grado di reclutare energia con i meccanismi sopra descritti, e svolgere le attività motorie che la biomeccanica gli consente. In natura le fibre muscolari presentano struttura e composizione diversa a secondo del lavoro che filogeneticamente sono deputate a compiere. Per esempio, se attraverso una biopsia pre

Biomeccanica della contrazione muscolare

Quando un muscolo è eccitato produce una tensione, ma il lavoro che il muscolo compie per vincere il carico può essere svolto in varie modalità. Il lavoro è la risultante della forza che il muscolo sviluppa per lo spostamento che assume nello spazio. Questo parametro può tendere verso la forza mantenendo costante lo spostamento, o viceversa può essere lo spostamento che determi

Contrazione eccentrica

Come accennato in precedenza, la contrazione eccentrica è quella contrazione in cui il muscolo sviluppa una tensione muscolare allungandosi. In questo caso il carico è superiore alla forza che il muscolo riesce a sviluppare: il muscolo così facendo funge da freno, e si allunga. Questo è il caso del lavoro che sviluppa il muscolo antagonista per coordinare la contrazione concent

Riflessi spinali

Ogni tipo di segnale della sensazione sensitiva o propriocettiva giunge nel midollo spinale e vi penetra attraverso le corna posteriori. La sensazione che giunge al midollo può prendere diverse direzioni a seconda se la sensazione debba essere rielaborata o no dai processi nervosi superiori. Questi segnali possono risalire verso l'alto o possono essere trasmessi direttamente ai

I fusi neuromuscolari

I fusi neuromuscolari sono delle strutture fusiformi situate parallelamente alle fibre muscolari: essi presentano una parte centrale costituita dai nuclei e una parte polare in grado di contrarsi. L'innervazione fusale è sia di tipo sensitivo che motorio; durante lo stiramento del muscolo i fusi neuromuscolari si stirano, seguendo il movimento delle fibre muscolari, si

Riflesso miotatico inverso

È detto miotatico inverso perché, a differenza del riflesso miotatico, lo stimolo dei recettori che lo coordina non determina una contrazione muscolare ma un suo rilascio. Il riflesso miotatico inverso è dovuto al particolare ruolo che hanno delle strutture neurotendinee dette del Golgi: queste sono presenti sul tendine del muscolo, e sono in grado di valutare il

Catene muscolari cinetiche e linee di tensione

Partendo dallo studio microscopico della contrazione muscolare abbiamo inserito elementi, fino a considerare la muscolatura nel suo insieme. Organizzando il movimento volontario il nostro SNC gestisce la muscolatura nel suo insieme, integrando la contrazione muscolare di un'unità motoria di un singolo muscolo insieme a quella dei muscoli sinergici, e organizzando il tono dei

La dinamica respiratoria nella rieducazione posturale

La respirazione è un processo fondamentale per tutti gli organismi viventi pluricellulari che, attraverso strutture complesse, convogliano l'ossigeno dall'ambiente esterno a quello interno, e l'anidride carbonica dall'ambiente interno a quello esterno. Il processo della respirazione è una componente costante e continua dell'uomo durante tutta la vita, e durante tutto l'arco d

Anatomia funzionale dell'apparato respiratorio

L'apparato respiratorio, anatomicamente, può essere diviso in due parti . Consideriamo le vie aeree superiori e le vie aeree inferiori. Vie aeree superiori Hanno il compito di trasportare l'aria dall'esterno all'interno dell'organismo. Fanno parte di questa struttura, dall'esterno verso l'interno: le cavità nasali, la faringe, la laringe e la trachea. Esse assolvono 5 f

Biomeccanica respiratoria

Dividiamo la dinamica respiratoria in due momenti. Denominiamo inspirazione , quando l'aria passa dall'ambiente esterno a quello interno ed espirazione , viceversa, quando l'aria passa dall'ambiente interno a quello esterno. L'atto inspiratorio ed espiratorio è possibile grazie alla legge di Boyle (PxV=K) . Per permettere l'inspirazione, è necessario che il polmone aument

Strutture anatomiche implicate nella biomeccanica respiratoria

Descriveremo di seguito le diverse strutture che sono implicate nella dinamica respiratoria e che coinvolgono la dinamica posturale nella postura eretta. La colonna vertebrale La colonna vertebrale si compone delle singole vertebre unite insieme da legamenti e muscolatura; queste sono poste a formare delle curve sul piano sagittale, che ci permettono di poter scaricare il

Il muscolo ileo-psoas nella relazione di approccio-evitamento

Il muscolo ileo-psoas è un muscolo interno del bacino . Esso si compone di due strutture muscolari, il primo capo muscolare, muscolo psoas, origina dall'ultima vertebra toracica (T12) e dalle prime 4 vertebre lombari (L1, L2, L3, L4) della colonna vertebrale. Il secondo capo, il muscolo iliaco, origina dalla cresta iliaca superiore. I due capi convergono insieme dentro il baci

Gli arti inferiori

Gli arti inferiori partecipano alla scarica del peso attraverso le strutture ossee e i muscoli che li compongono. Le strutture ossee sono rappresentate dal femore nella coscia, dalla tibia e dal perone nella gamba, e da tarso, metatarso e falangi nel piede. Queste strutture sono unite dall'articolazione tibio-tarsica (caviglia), dall'articolazione del ginocchio e dall'artic

Intervento clinico nella rieducazione respiratoria e posturale

Il nostro organismo, come detto in precedenza, integra costantemente per via riflessa la postura con la dinamica respiratoria di essenziale importanza per la nostra sopravvivenza. Tutte le modificazione biomeccaniche durante la respirazione eupnoica sono di origine sottocorticale, basti pensare al fatto che tutto ciò avviene in modo inconscio durante tutti gli stati di vigila

Turbe posturali

In clinica sono numerose e varie le turbe della postura : possono sfociare in quadri di deficit organico e in patologie a carico degli organi. Diversi autori hanno individuato e descritto i diversi quadri patologici visti nella pratica clinica, e ne hanno descritto l'insorgenza e l'evoluzione. Per quel che concerne il nostro ambito di intervento, discuteremo di seguito le turb

Portamento rilassato

Il principale dei paramorfismi (Sorrentino), l'alterazione tipica che si presenta in rieducazione posturale (Villani), la premessa, la porta d'ingresso, l'humus ideale per il determinarsi di altri paramorfismi (Tribastone). Nel portamento rilassato è presente un notevole grado di atonia globale che si manifesta in flaccidità muscolare, difettosa lassità legamentosa e una i

Scoliosi

La scoliosi è una deformazione antero-posteriore in lordosi, generata da un movimento di torsione (Perdriolle 1988). Secondo Tribaston e la scoliosi viene considerata come una deformazione spaziale del rachide che generalmente comprende: Una deformazione frontale: l'inclinazione laterale Una deformazione sagittale: la lordosi o la cifosi Una deformazione

Classificazione delle scoliosi

Secondo Consetti e Friedman, la classificazione delle scoliosi si basa sul livello di comparsa delle curve: Scoliosi lombari Costituiscono il 24% delle scoliosi idiopatiche possono avere come limite superiore T11-12 e come limite inferiore L4-5, come vertebra apicale (la vertebra posta all'apice della curva che presenta la massima rotazione) L1-2-3. Sono raramente evolutiv

Evoluzione delle scoliosi

Qualunque sia il tipo di trattamento di una scoliosi evolutiva lo scopo che ci si prefigge è quello di interrompere l'evoluzione della curva scoliotica. Questa può evolvere parallelamente all'accrescimento del rachide, solitamente si aggrava durante la spinta di accrescimento e si stabilizza a maturazione ossea avvenuta. Alcune volte le scoliosi si risolvono spontaneamente, alt

Ginocchio

Le articolazioni posturali del ginocchio comprendono numerosi quadri che possono essere sintetizzati in: Ginocchio valgo: Le ginocchia convergono in dentro, sino a toccarsi. Ginocchio varo: Le ginocchia sono alla massima distanza e assumono la forma di una parentesi rotonda Ginocchio recurvato: La gamba è ipertesa sulla coscia. Ginocchio flesso: Il ginocch

Articolazioni del piede

Nella posizione eretta tutto il peso del corpo, ricevuto dall'astragalo, viene trasmesso anteriormente al metatarso se l'appoggio del terreno è sull'avampiede; posteriormente sul calcagno se l'appoggio nel terreno avviene sul tallone, e il 57% sul calcagno e il 43% sull'avampiede se l'appoggio è su tutta la pianta del piede. Secondo la teoria di Farabeuf, il piede appoggia a

Metodo Bobath

I coniugi Karel e Berta Bobath elaborarono nel 1950 un metodo terapeutico in grado di agire sulle neuropatie attraverso l'inibizione di quei riflessi posturali che tendono a influenzare negativamente la coordinazione e il tono muscolare. Essa comprende una serie di posizioni inibenti i riflessi che costruiscono posizioni posturali anormali e facilita la costruzione di quei rifl

Ginnastica Dolce

La ginnatica dolce è l' insieme delle pratiche motorie in cui si promuove la percezione delle sensazioni che vengono stimolate in situazioni statiche e dinamiche. La percezione è relativa alle sensazioni che emergono attraverso gli stadi di tensione o rilasciamento muscolare e alla posizione dei segmenti articolari nello spazio. A differenza della ginnastiche classiche, che pe

Cos’è il pilates matwork?

Sviluppato nel 1920 da Joseph Pilates, il Metodo Pilates è un sistema di allenamento focalizzato sul miglioramento della fluidità dei movimenti e della forza in tutto il corpo per aiutare a mantenere l'equilibrio tra corpo e mente e per assicurare l'esecuzione precisa dei movimenti. Pilates iniziò a sviluppare il suo metodo nella prima metà del XX secolo; egli cominciò con

Esame kinesiologico

L'indagine e la valutazione L'esame kinesiologico ha lo scopo di indagare sul quadro di partenza del soggetto che deve essere sottoposto ad un intervento rieducativo posturale. Esso ha una duplice azione: da un lato ci dà la possibilità di sapere il quadro di compromissione delle strutture anatomiche, e in secondo luogo ci permette di individuare e prevedere quali siano i ma

Anamnesi

L'anamnesi è un passaggio fondamentale per indagare sul quadro generale del soggetto. Essa ha carattere colloquiale e serve a raccogliere tutte le informazioni possibili relative allo stato di salute psicofisica e allo stile di vita del nostro interlocutore. La raccolta delle informazioni in questa fase deve andare dalle informazioni più semplici, quali: nome, cognome, residenz

Peso ideale

Una volta valutata la statura, risulta opportuno valutare la composizione corporea in termini di peso e di percentuale di massa grassa e magra. Il peso del soggetto da solo non è un valore che dia la possibilità di comprendere lo stato di forma di un soggetto: bisogna considerare la percentuale di tessuto adiposo che compone il corpo. Il peso del tessuto adiposo (massa gras

Analisi della postura

L'analisi della postura ci permette di considerare il soggetto nella sua globalità. La postura eretta è la risultante tra le tensioni corporee nella gestione del peso e il modo di stare al mondo. La prima stima va fatta a carattere descrittivo, relativamente alle tensioni che il soggetto mette in atto per gestire la spinta gravitaria. In questa direzione attraverso la compilazi

Filo a piombo

Il filo a piombo è uno strumento che ci permette di misurare le deviazioni posturali con precisione e accuratezza. Si chiede al soggetto di porsi in situazione eretta assumendo una postura il più "normale" possibile e si applicherà il filo a piombo tenendolo all'altezza della nuca e facendolo cadere lungo la linea mediana del dorso. Si aspetterà che le oscillazioni del pendolo

Trattamento kinesiterapico

L'esposizione degli argomenti teorici discussi in merito ai meccanismi che intervengono nella costruzione, evoluzione e gestione della postura e della possibilità dell'instaurarsi di deficit di essa, ci permettono di costruire il setting di intervento clinico. Il setting deve farsi carico del percorso evolutivo della costruzione della postura, durante le tappe dello sviluppo ps

Definizione e struttura della didattica

In questa sede ci occuperemo della struttura della didattica in merito alla costruzione della pratica motoria rieducativa. L'intervento va costruito definendo la struttura del percorso sin dall'inizio, valutando la situazione di partenza e gli obiettivi che ci si prefigge di raggiungere alla fine del trattamento. L'analisi della situazione di partenza attraverso la valutazion

Proposte operative per la costruzione dell'Identità corporea

La costruzione del Sé La ricostruzione dello schema corporeo e la percezione delle parti del SÈ, rappresenta la prima tappa del programma di rieducazione della postura . Come descritto nelle pagine dedicate allo schema corporeo, esso si struttura a livello centrale come rappresentazione immaginativa dei distretti anatomici in funzione delle informazioni sensoriali e

Esperienza 4

L'aria e la pietra Si chiede al soggetto di percepire il grado di tensione muscolare di ogni distretto corporeo nella situazione di normalità. Successivamente, gli si chiede di aumentare volontariamente il tono generale, e di abbassarlo poi al massimo. In un secondo momento gli si chiede di eseguire lo stesso lavoro considerando il tono distrettuale, inizialmente per distret

Esperienza 7

Il torace e l'addome Il soggetto disteso sul pavimento in decubito supino ed arti inferiori flessi con le piante dei piedi poggiate sul pavimento, gli si chiede di poggiare una mano sull'addome e un'altra sul torace. Si valuterà la respirazione diaframmatica tenendo ferma la mano sul torace e facendo innalzare quella sull'addome e viceversa quella toracica sviluppando la tec

Proposte operative per la gestione della flessibilità corporea

La flessibilità corporea si compone di diversi parametri che devono essere allenati in modo separato inizialmente e integrati come un processo unico di tutto il corpo. Questa parte del trattamento rappresenta il lavoro motorio vero e proprio; in questa fase si attuano tutte le proposte che intervengono direttamente sui distretti anatomici per modificare la loro meccanica. Le

Esperienza 13

La flessibilità statica Sostanzialmente tale esperienza si fonda sul principio dell'esperienza 11 e 12, ma gli esercizi sono di natura statica. Si eseguono tutte le posizioni che ogni articolazione può assumere rispetto ai propri gradi di libertà, e si mantiene tale posizione per 30 secondi . Compito dell'operatore è quello di non dimenticare nessuna delle articolazioni e s

Esperienza 17

Il filo immaginario Si chiede al soggetto di posizionarsi nella stazione eretta, e di immaginare che un filo percorre il suo corpo dalla testa ai piedi perpendicolarmente al terreno. Si chiede inoltre di posizionarsi il più verticale possibile rispetto al filo. Si noterà che il corpo del soggetto comincia ad oscillare limitatamente in tutte le direzioni attorno al filo immag

Esperienza 20

Attivazione del distretto della colonna vertebrale in quadrupedia In quadrupedia, cosce e busto formano un angolo di 90° e il palmi delle mani sono sotto le spalle. Si esegue una respirazione forzata in concomitanza alla mobilità della colonna. Nell'atto inspiratorio l'addome si estende in fuori , la colonna s'inarca diventando concava e il bacino anteroverge. Nell'atto

Esperienza 23

Attivazione del distretto del cingolo scapolare Tutti i movimenti del cingolo scapolare vanno eseguiti in concomitanza della dinamica respiratoria. In una prima fase si proporrà di eseguire delle respirazioni forzate, e in un secondo momento la respirazione eupnoica. Il movimenti del cingolo scapolare comprendono: 1. Sollevamento: Le spalle vanno portate in alto qu

Esperienza 24

L'appoggio totale Il soggetto posto nella posizione eretta gli si chiederà di assumere la posizione più "comoda" possibile. Si provvederà in un secondo momento a fargli cedere il distretto caviglia-ginocchio-anca (vedi esperienza 17), rilassare la colonna e il cingolo scapolare. Con la postura raggiunta si farà sperimentare i tre momenti che comprendono la scarica del peso,

Tonificazione e stato di forma fisica

L'ultimo elemento che deve essere preso in considerazione nell'intervento mirato alla flessibilità corporea è quello relativo allo stato di forma fisica generale. In questa parte del trattamento le proposte operative saranno finalizzate a causare un adattamento generale rispetto ai parametri che determinano lo stato di buona salute psicofisica. Questi parametri vanno dalla re

Proposte operative per l'integrazione posturo-cinetica

L'integrazione posturo-cinetica L'integrazione posturo-cinetica rappresenta il compimento del percorso di rieducazione psicomotoria finalizzato alla risoluzione delle turbe posturali. L'intervento fin qui svolto, finalizzato alla presa in carico dei singoli parametri che compongono l'adattamento generale, in questa sede viene integrato dal fruente per diventare il modo di ge

Posizione eretta

Circonduzione Laterale delle Braccia Entrambe le braccia stese in avanti all'altezza del mento con una leggera flessione dei gomiti, i palmi delle mani rivolto verso l'alto, mignoli si toccano. Portare le mani dietro la schiena con movimento circolare delle braccia fino a fare toccare i pollici all'altezza delle scapole. Retropulsione delle Braccia Entrambe le braccia

Triangolo con mano a terra

Gambe divaricate a distanza doppia rispetto quella delle spalle con leggera flessione del ginocchio. Flettere in avanti il busto, flettere le ginocchia e poggiare la mano destra a terra in un punto equidistante dai piedi e due palmi avanti rispetto alla linea dei malleoli mediali. Alzare il braccio sinistro verso l'alto perpendicolare al terreno e rivolgere li sguardo ad esso

Estensione del rachide in sequenza

Gambe divaricate con leggera flessione del ginocchio due palmi oltre la larghezza delle spalle. Flettere entrambe le ginocchia fino a portare entrambe le cosce parallele al terreno. Flettere il busto in avanti fino a poggiare entrambi i palmi delle mani sul pavimento . Senza distaccare i palmi delle mani estendere il bacino raddrizzando le gambe fino al limite massimo in cui i

Posizione in Decubito supino

Sollevamento bacino da decubito supino Decubito supino, ginocchia piegate a 100°, i piedi poggiano con la pianta sul pavimento con apertura all'altezza delle spalle. Sollevare il bacino il più in alto possibile fino ad abbattere l'angolo della coxofemorale . Rimane poggiato sul pavimento il rachide cervicale e le braccia distese a croce. Eseguire il movimento lentamente

Posizione in decubito prono

Estensione progressiva bilaterale del rachide Decubito prono, addome a contatto con il pavimento e palmi delle mani posti sotto le spalle. Estendere le braccia e sollevare progressivamente prima il capo e successivamente in sequenza il tratto cervicale, dorsale e lombare fino alla completa estensione delle braccia. Il bacino rimane poggiato sul pavimento con i glutei contrat

Posizione in quadrupedia

Stabilizzazione in quadrupedia In quadrupedia, formare un angolo di 90° tra coscia e addome, i palmi delle mani sono posti all'altezza delle spalle. Alzare il braccio destro in avanti e la gamba sinistra indietro. Mantenere la posizione per 10 secondi. Ripetere dall'altro lato. Mobilizzazione del rachide i quadrupedia In quadrupedia, formare un angolo di 90° tra

Mal di schiena e obesità: allarme fra i giovani

Italiani popolo di malati o potenzialmente tali . È questo il quadro che emerge analizzando i dati di diversi studi, nazionali ed europei, che ci inquadrano come una popolazione fortemente colpita sia da problemi osteo-muscolari che dall'obesità. A preoccupare maggiormente è il fatto che negli ultimi decenni si è evidenziato un aumento del mal di schiena già in bambini fra