Anamnesi
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Anamnesi

L'anamnesi è un passaggio fondamentale per indagare sul quadro generale del soggetto. Essa ha carattere colloquiale e serve a raccogliere tutte le informazioni possibili relative allo stato di salute psicofisica e allo stile di vita del nostro interlocutore. La raccolta delle informazioni in questa fase deve andare dalle informazioni più semplici, quali: nome, cognome, residenza, composizione della famiglia, stili di vita, abitudini, lavoro ecc.; fino a indagare sulle patologie che egli porta e che sono limitanti della sua vita quotidiana. L'anamnesi, per essere condotta in modo da raccogliere dati precisi, deve essere eseguita rispettando determinate regole. Essa deve essere a carattere colloquiale, ma allo stesso tempo il nostro atteggiamento deve essere professionale, né troppo distante né troppo amichevole. Deve essere un colloquio che ci dia la possibilità di sapere quello che ci serve per l'individuazione della problematica. A volte il cliente lamenta sintomi che non sono in relazione al quadro patologico che ne è la causa o solitamente il resoconto è frutto di dicerie e "falsi miti" che il soggetto ha sentito raccontare sull'argomento. La discussione va affrontata e portata nella direzione che ci permette di indagare sul vero problema per tirare fuori qual è la sintomatologia principale. Una volta individuata la causa, l'anamnesi rispetterà la formula delle quattro "W": "when", "what", "who", "why".

  • Quando (when) è iniziata la sintomatologia e da quanto tempo si manifesta? Essa è sempre presente durante la giornata o si manifesta in momenti particolari?
  • Quale (what) è il disturbo principale per il quale viene da noi? E quali sono i sintomi ad esso associati?
  • Che (who) provvedimenti stiamo attuando per eliminare il problema o alleviarlo? E Chi (who) ci ha consigliato a farlo?
  • Perché (why) si manifesta questo problema? È stato diagnosticato da qualcuno? E in che modo?

Ovviamente tutte le informazioni che raccoglieremo durante l'anamnesi sono delle valutazioni che si rifanno al modo di vedere del soggetto e al suo punto di vista sulla sua situazione.

Tutti i dati raccolti, anche quelli che possono sembrare marginali a primo avviso, saranno trascritti in un'apposita scheda personale del soggetto valutato.

Interpretazione della diagnosi medica

Prima dell'avvio di qualsiasi programma di rieducazione posturale è rilevante la consultazione della diagnosi medica. La diagnosi medica ci permette di sapere quali sono le patologie che eventualmente sono presenti nel soggetto attraverso una valutazione specifica di pertinenza medica. L'interpretazione della diagnosi non deve essere sostitutiva a quella del medico, ma serve a scongiurare la possibilità di intraprendere percorsi che possono aggravare il quadro del soggetto. In concomitanza di patologie invalidanti, sarà opportuno consultare il medico che ha diagnosticato il quadro clinico per costruire un intervento specifico e adeguato. Viceversa, qualora si presenti un soggetto con problematiche di pertinenza medica sarà opportuno richiedere la consultazione di una figura specifica che ci dia il benestare e ci indichi la direzione per intervenire attraverso le nostre competenze. Sarà di pertinenza medica la valutazione del soggetto attraverso la somministrazione dei test specifici che egli reputi più idonei come la valutazione dei valori pressori, delle prestazioni cardiache, dei parametri respiratori, della funzionalità muscolare e di quant'altro gli dia la possibilità di reputare che sia presente un quadro patologico o meno. Il referto medico sarà un documento che ci indicherà la strada da intraprendere per svolgere le valutazioni che sono di nostra competenza tali da strutturare un intervento mirato.

Esame morfologico

La prima valutazione che deve essere effettuata è quella di determinare e valutare la composizione fisica del soggetto. La determinazione della costituzione fisica ci dà la possibilità di sapere se il soggetto sia in una condizione corporea di normalità o al di fuori da essa. La determinazione del peso del corpo, la determinazione della percentuale di massa grassa e di massa magra, l'individuazione del peso ideale in relazione alla statura del soggetto ci danno il quadro di partenza e saranno dati comparativi nell'evoluzione della pratica posturale. La valutazione morfologica è utile per sapere se l'intervento, in un primo luogo deve mirare a ristabilire uno stato di costituzione fisica nella normalità, se non lo sia, prima di intervenire con interventi specifici di natura kinesiterapia. Una situazione di elevato sovrappeso, per esempio, compromette la statica articolare, sovraccaricando le strutture ossee e muscolari e parimenti una situazione di sottopeso può essere la causa di una limitata forza muscolare compromettendo la spinta antigravitaria o l'armonia tra le parti del corpo.

Statura

L'esame morfologico va effettuato per passi tale da raccogliere le informazioni che sono propedeutiche a determinare le valutazioni successive. La prima valutazione è quella di determinare la statura del soggetto. La statura del soggetto, espressa in centimetri, va determinata sia nella stazione eretta (con il rachide il più possibile esteso) che in situazione di postura deficitaria. Un atteggiamento depresso, o un portamento rilassato, determinano una statura non in relazione con la realtà. Parimenti un soggetto che tende ad estendere il rachide e poggia il peso sulle punte dei piedi, avrà una statura più elevata rispetto a quella che è realmente. Vanno valutati tutti i parametri in relazione alla statura per avere un quadro obiettivo comparativo.