Catene muscolari cinetiche e linee di tensione
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Catene muscolari cinetiche e linee di tensione

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Catene muscolari cinetiche e linee di tensione

Partendo dallo studio microscopico della contrazione muscolare abbiamo inserito elementi, fino a considerare la muscolatura nel suo insieme. Organizzando il movimento volontario il nostro SNC gestisce la muscolatura nel suo insieme, integrando la contrazione muscolare di un'unità motoria di un singolo muscolo insieme a quella dei muscoli sinergici, e organizzando il tono dei muscoli antagonisti che li stabilizzano. Questa organizzazione è costantemente integrata in frazioni di secondo talmente piccole, con precisione e costantemente ripetuta sia durante la funzione statica e dinamica della postura eretta.

A questo proposito, inseriamo un elemento che facilita la comprensione rispetto a come il nostro SNC organizza la risposta tale da non essere troppo dispendiosa sia dal punto di vista energetico e che dal punto di vista temporale necessario all'elaborazione. Souchard, creatore della Scuola della Rieducazione Posturale Globale, riprendendo il lavoro di Mézières, asserisce che il nostro SNC organizza la risposta elaborando la contrazione della muscolatura per macroaree, che vengono denominate catene muscolari29. Mèzières, ideatrice del metodo, definì le catene muscolari come " un insieme di muscoli poliarticolari e con la stessa direzione, che si succedono scavalcandosi, e ciò senza soluzione di continuità, come le tegole di un tetto" 30. In particolare, l'autrice individuò due tipi di catene muscolari, le catene muscolari statiche, necessarie per assumere la postura statica, e le catene muscolari dinamiche, responsabili delle posture dinamiche e del movimento.

Souchard riprese il lavoro dell'autrice e lo rielaborò alla luce delle moderne ricerche; definì il funzionamento delle catene muscolari e rielaborò, scomponendole, quelle proposte dall'autrice individuandone numerose altre che si organizzano a partire da esse. Usando le parole dello stesso autore: "Il nostro Sistema Nervoso Volontario si occupa di movimenti e non di muscoli e per poter lavorare in modo coordinato, sia statico, che dinamico, i nostri gruppi muscolari sono, il più delle volte, pluriarticolari e si sovrappongono gli uni agli altri, formando così delle catene muscolari"31.

Tra le catene individuate da Souchard distinguiamo:

La grande catena anteriore

Formata dal sistema sospensore del diaframma e dei visceri, dallo sterno-cleido-mastoideo, dal muscolo lungo del collo, dagli scaleni, dai pilastri del diaframma, dall'ileo-psoas e la fascia iliaca, dagli adduttori pubici e dal tibiale anteriore.

La grande catena posteriore

Formata dai muscoli spinali, dai pelvi-trocanterici, dal grande gluteo, dagli ischio-crurali, dal popliteo, dal tricipite surale e dai muscoli plantari.

Inoltre si possono distinguere le catene muscolari accessorie:

  • Catena respiratoria
  • Catena superiore della spalla
  • Catena anteriore del braccio
  • Catena antero-interna dellla spalla
  • Catena antero-interna dell'anca
  • Catena laterale degli arti inferiori

Seguendo ancora il pensiero dell'autore, egli asserisce che l'antagonismo non esiste, i muscoli sono antagonisti-complementari. Per mantenere l'equilibrio, abbiamo bisogno di muscoli tonici pluriarticolari. Le catene muscolari sono la rappresentazione della coordinazione motoria. Il lavoro attivo è il requisito indispensabile affinché si possa realizzare il "rilasciamento tonico" dei muscoli accorciati sfruttando il riflesso miotatico inverso e tutte le correzioni possano venire integrate dai meccanismi automatici deputati al controllo della postura e della miglior gestualità32.

Ruggieri, ideatore del modello psicofisiologico integrato, va oltre la definizione di Mèzières e Souchard.

Secondo l'autore33, le "catene muscolari sono costituite da muscoli che interagiscono sviluppando sia una funzione tonico-statica che di integrazione" tra i distretti corporei e "l'integrazione dei diversi distretti corporei ha un'importante funzione narcisistica che è la base della costruzione dell'identità dell'Io". Secondo il modello, la funzione narcisistica è la funzione di integrazione tra le parti che permette di "sentire" il corpo come una struttura unica e individuale. L'autore considera il gioco di trazione che un segmento osseo esercita sull'altro per azione della muscolatura che si inserisce a "staffetta" sulla stessa struttura, o su diverse strutture poste anche a distanza tra loro. Lo spostamento di una struttura provoca lo spostamento automaticamente di altri muscoli che si inseriscono su di essa, per cui "oltre al controbilanciamento tonico, possono esistere percorsi di tensione che si sviluppano lungo una stessa linea che passa, unificandoli, attraverso i distretti corporei"34. Alcune linee passerebbero per tutto il corpo nel suo insieme, per cui secondo il modello  psicofisiologico integrato non bisogna più parlare di catene muscolari ma di linee di tensione o linee di forza. Usando le sue parole, "a livello del cervello che produce l'immagine corporea, si disegnano quelle linee di tensione che sono invarianti trans-posturali (nel senso che sono presenti anche in caso di cambiamenti posturali) e linee che si modificano, in rapporto ai diversi contesti esperienziali"35. Le linee di tensione esercitano una trazione sulla cute sovrastante, per cui risultano essere ben visibili e individuabili in relazione alle piegature anche degli indumenti che il soggetto indossa. Ai fini clinici risulta importante individuarle poiché esse possono generare atteggiamenti posturali in cui due strutture anatomiche sono cristallizzate in una postura (con contrazione isometrica) limitando l'escursione articolare di quel distretto e compromettendo la postura anche di distretti distanti, per azione delle catene muscolari che le uniscono.