Esperienza 17
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Esperienza 17

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Esperienza 17

Il filo immaginario

Si chiede al soggetto di posizionarsi nella stazione eretta, e di immaginare che un filo percorre il suo corpo dalla testa ai piedi perpendicolarmente al terreno. Si chiede inoltre di posizionarsi il più verticale possibile rispetto al filo. Si noterà che il corpo del soggetto comincia ad oscillare limitatamente in tutte le direzioni attorno al filo immaginario. Si chiede poi al soggetto di fermarsi, inibendo tutte le oscillazioni. Per eseguire il compito irrigidirà la muscolatura preposta a scaricare il peso, e si noterà che avrà la sensazione di vertigine o di perdita di equilibrio. In un secondo momento, ad occhi aperti o chiusi, egli asseconderà le oscillazioni e ritroverà l'equilibrio perduto ricostituendo una postura statica; allo stesso tempo ricostituirà una postura dinamica, che gli permette di appoggiarsi sul pavimento.

La natura e la dinamica dei tre momenti che determinano l'appoggio sul pavimento nella postura eretta dipendono dal grado di flessibilità delle articolazioni preposte alla scarica del peso. Se una delle articolazioni è fissa e rigida per coartazione di una o più catene muscolari, la scarica del peso è compromessa. Questo atteggiamento determina un sovraccarico anatomico sulla colonna o sugli arti inferiori, causando atteggiamenti viziati e quadri patologici diversi. Il primo passo per rieducare la scarica del peso è quello di intervenire direttamente sulle strutture preposte a questo meccanismo, dandogli tono ed elasticità.

Le strutture cardine che determinano questo processo sono tre:

1. Distretto caviglia-ginocchio-anca

Composto dall'articolazione tibiotarsica (caviglia), dall'articolazione del ginocchio e dall'articolazione coxofemorale (anca).

2. Distretto della colonna vertebrale

Formato dalle singole vertebre riunite nelle zone sacrali, lombari, toraciche e cervicali.

3. Distretto del cingolo scapolare

Composto dalle articolazioni scapolo-omerale e scapolo-clavicolare lateralmente, sterno-clavicolare anteriormente e posteriormente tra la scapola e la colonna, attraverso i muscoli sottoscapolari e il muscolo trapezio.

Esperienza 18

Attivazione del distretto caviglia-ginocchio-anca

In posizione eretta, si chiede di flettere la coscia sul busto e di individuare con la mano di taglio il punto in cui giace l'articolazione coxofemorale in entrambi i lati, una per volta. In secondo luogo poggiando entrambe le gambe sul pavimento e i piedi con un'apertura approssimativamente all'altezza delle spalle, poggeremo i palmi delle mani di taglio sull'articolazione coxo-femorale individuata. Si chiede al soggetto di "spezzare" il corpo in quel punto con una leggera flessione del busto sulle cosce. Fatto questo, lavoreremo sull'articolazione del ginocchio facendolo cedere leggermente e sull'articolazione della caviglia con una leggera flessione plantare. Facendo cedere le articolazioni del ginocchio e della caviglia, il soggetto raddrizzerà la schiena perpendicolarmente al terreno. Si chiede al soggetto di immaginare di stare seduto su un immaginario sgabello posto sotto di lui. In questa posizione raggiunta si eseguiranno diversi molleggiamenti. Solitamente molti proveranno dolore per sovraccarico muscolare dei muscoli anteriori o posteriori negli arti inferiori. In questo caso si chiede di spostare il peso del corpo sugli avampiedi o sul retropiede fino a quando i dolori scompaiono e la postura raggiunta diventa "comoda". Questa posizione inizialmente raggiunta con un macro aggiustamento della postura, nell'evoluzione del trattamento diventerà sempre più microscopica, tale da permettere il rimbalzo tonico sugli arti inferiori e una corretta scarica del peso.

Esperienza 19

Attivazione del distretto della colonna vertebrale

La colonna vertebrale si compone delle curve cifotiche e lordotiche nei diversi tratti che la compongono. L'operatore punterà l'attenzione su ognuna di esse: interverrà aumentando la curva e diminuendola attraverso esercizi di flesso-estensione parziale del busto. Nella postura eretta, con l'aiuto di un bastone, si eseguiranno delle flessioni ed estensioni su tratti diversi della colonna partendo dal basso. Si poggerà il bastone sull'addome al di sotto dell'ombelico e si chiederà di compiere una flessione del busto su quel punto; sarà utile usare l'immagine del corpo rigido e "ingessato" che ha la possibilità di muoversi solo su quel punto specifico dove poggia il bastone. Eseguite l'esercizio per 10 ripetizioni. Il bastone si porterà in alto eseguendo lo stesso compito.

I punti che prenderemo in considerazione poggiando il bastone sulla parte anteriore del corpo sono:

2 cm al di sotto dell'ombelico

Altezza dell'ombelico

2 cm al di sopra dell'ombelico

Altezza del processo xifoideo

2 cm al di sotto della clavicola

I punti che prenderemo in considerazione poggiando il bastone sulla parte posteriore del corpo sono:

Spine iliache posteriori

4° vertebra lombare

12° vertebra toracica

5°- 6° vertebra toracica

Più sale il bastone e più difficile sarà la flesso-estensione della colonna sul punto di interesse.