Esperienza 4
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Esperienza 4

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Esperienza 4

L'aria e la pietra

Si chiede al soggetto di percepire il grado di tensione muscolare di ogni distretto corporeo nella situazione di normalità.Successivamente, gli si chiede di aumentare volontariamente il tono generale, e di abbassarlo poi al massimo. In un secondo momento gli si chiede di eseguirelo stesso lavoro considerando il tono distrettuale, inizialmente per distretti anatomici (arto superiore, arto inferiore, addome) e successivamente, con ilprotrarsi del trattamento, per i singoli muscoli (bicipite brachiale, trapezio, pettorali, ecc). Se il soggetto ha difficoltà nell' eseguire questa esperienza,possono essere inseriti elementi che coinvolgono l'immaginazione. Si può chiedere al soggetto di essere rigido come una "roccia" o duttile come "l'aria"o "l'acqua", o in alternativa si chiede di muoversi in elementi differenti, aria, acqua, sabbia, cemento ecc. Il metodo per intervenire è in relazioneall'individualità del soggetto, sarà compito dell'operatore costruire la tecnica che sia più indicata rispetto ai partecipanti.

La gestione del tono muscolare è lo specchio dello stile di contatto del soggetto e della sua gestualità. Risulta evidente, per fare unbanale esempio, che se stringiamo la mano a dieci persone diverse, entriamo in contatto con dieci modi di comunicare diversi. Ci sarà colui che "stritolerà"la mano dell'interlocutore, un altro che la "sfiorerà" quasi da evitare il contatto, ed ancora chi la "appoggerà" gestendo il tono avendo l'accorgenza dinon stringere molto ma allo stesso tempo di garantire la sua presenza. La gestione del tono muscolare in relazione all'approccio interpersonale siorganizza secondo tre modalità di contatto. Possiamo distinguere il "premere", lo "sfiorare" e "l'appoggiare". Queste modalità di contatto si organizzano comemodo di essere ed organizzano la postura.

Nella migliore delle ipotesi i diversi distretti del corpo, nella stazione eretta, si appoggiano uno sull'altro. In questo modo ilritorno d'informazioni è cospicuo e numeroso. Si evince in clinica, invece, che i distretti corporei non sempre sono in contatto attraverso la modalità diappoggio reciproco, ma sono in contatto attraverso le modalità del premere (ipertono) e dello sfiorare (ipotono), che compromettono di molto leinformazioni di ritorno.

La rieducazione del tono muscolare passa attraverso la rieducazione degli stili di contatto interpersonali.

Esperienza 5

Le modalità di contatto

Si chiede al soggetto di poggiare il palmo della mano sul pavimento e percepire la superficie di appoggio. Si chiede di "sentire" siale zone del palmo che sono in appoggio sia quelle che non lo sono, in secondo luogo gli si chiede di percepire la temperatura del suolo e la forma delpavimento. Finita questa fase si chiede di aumentare il tono della mano fino a premere sul pavimento il più possibile e successivamente di diminuire il tonofino a sfiorare il pavimento. Sarà compito del soggetto di descrivere le sensazioni che prova in entrambe le esperienze.

Si valuteranno in questa fase le diverse modalità di contatto.

Esperienza 6

Gli appoggi parziali

Nella stazione eretta si chiederà al soggetto di eseguire una tecnica di appoggi parziali. Si provvederà ad elencare i diversidistretti corporei, a partire dall'alto, facendoli appoggiare uno sull'altro. La testa poggia sul collo, il collo poggia sulle spalle, le spalle sul petto esulla schiena e cosi via fino a quando tutto il corpo poggia sulla pianta dei piedi e la pianta dei piedi sul pavimento. Qualora il soggetto abbia difficoltàad appoggiare un distretto sull'altro, si provvederà a fargli sperimentare le diverse modalità di contatto, facendolo prima premere e poi sfiorare,chiedendogli successivamente di provare ad usare una via di mezzo che gli permette di scaricare il peso correttamente.

La dinamica respiratoria

La dinamica respiratoria rappresenta l'ultimo e immancabile step per l'organizzazione dello schema corporeo. Prendere coscienzacome il nostro corpo respira ci permette di dosare e modificare questo vitale processo in relazione ai compiti che dobbiamo affrontare durante la vitaquotidiana. Essendo un processo innato, riflesso e non cosciente, la dinamica respiratoria solitamente viene compromessa nella gestione della postura eretta.La presa di coscienza e la determinazione della giusta dinamica inspiratoria ed espiratoria ci permette di gestirla in relazione alle tensioni corporee, escongiura i casi di deficit per limitazioni dei volumi polmonari.