Filo a piombo
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Filo a piombo

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Filo a piombo

Il filo a piombo è uno strumento che ci permette di misurare le deviazioni posturali con precisione e accuratezza. Si chiede alsoggetto di porsi in situazione eretta assumendo una postura il più "normale" possibile e si applicherà il filo a piombo tenendolo all'altezza della nuca efacendolo cadere lungo la linea mediana del dorso. Si aspetterà che le oscillazioni del pendolo si risolvano e si valuterà, attraverso un righello, ledeviazioni della colonna sul piano frontale, sagittale e trasverso. Solitamente, sul piano sagittale, la distanza tra il filo e C7 e T2 non devesuperare i 2-3 cm, mentre la distanza del filo con L3 non andrà oltre i 4-5 cm. Sul piano frontale si valuterà se il rachide è a piombo o meno. Il rachide sidice a piombo quando il filo cade in mezzo alla linea interglutea, si dice a strapiombo se cade adestra o a sinistra della piega interglutea. Si misurerà quindi con un righello la distanza dalla linea centrale. Se la colonna risulta essere a strapiombo sivaluterà se tale deviazione è dovuta a una rotazione del tronco o ad un'inclinazione laterale. Il filo a piombo ci permette, in ultima analisi divalutare la presenza o meno di atteggiamenti scoliotici. È da precisare che un atteggiamento scoliotico non sempre determina uno strapiombo del rachide,poiché la scoliosi può essere costituita da due curve che si compensano. Si valuterà in centimetri la distanza delle vertebre a destra e sinistra del filoin tutti i tratti della colonna.

Piede

L'analisi del piede ci consente di comprendere come il soggetto poggi il suo peso sul pavimento. L'appoggio sul pavimento dovrebbeessere equamente ripartito sull'avampiede e sul calcagno. Quando questo non avviene la postura sporgerà in avanti o indietro, con compromissione dellecatene muscolari anteriori o posteriori. Si valuterà inoltre se l'appoggio ricade su un piede più che sull'altro per atteggiamenti viziati del bacino sulpiano frontale o per diversa lunghezza degli arti inferiori. La prima valutazione sarà fatta sulle scarpe che il soggetto quotidianamente usa, e si valuterà ilgrado di usura della suola. Gli indumenti che il soggetto porta, come descriveremo nel paragrafo dedicato alle linee di tensione, sono un elemento difondamentale importanza per determinare l'atteggiamento posturale. Relativamente alla suola delle scarpe, si valuterà se sono più usurate nellaparte anteriore o posteriore e se il grado di usura coincide in entrambe le scarpe. Si chiederà al soggetto di conservare le scarpe come elementocomparativo con scarpe nuove alla fine del trattamento. Determinato l'appoggio si procederà alla valutazione degli archi plantari. Si misurerà la presenza ditali archi e la loro elasticità per determinare l'eventuale presenza di piedi piatti o cavi.

Linee di tensione

L'ultima valutazione è la determinazione delle linee di tensione che percorrono il corpo: questa viene fatta in prima analisiattraverso le pieghe che gli indumenti assumono in relazione alla scarica del peso. La presenza di pieghe trasversali indica la presenza di "punti dispezzatura". Tali punti rappresentano le sedi anatomiche in cui le catene muscolari sono interrotte e non permettono la scarica del peso. Ladeterminazione di questi atteggiamenti ci permetterà di valutare come le catene muscolari si organizzano nella gestione del peso. L'analisi delle linee ditensioni, in secondo luogo, ci indicherà la gestione del tono muscolare generale.

Valuteremo l'atteggiamento globale della postura eretta se è in sospensione, rilassata o se preme sul pavimento. Dopo la visionegenerale, la valutazione va fatta in tutti i segmenti anatomici per valutare la presenza di tono muscolare eccessivo o viceversa rilassato di parte dellamuscolatura. I dati raccolti saranno trascritti a carattere descrittivo sull'apposita scheda e saranno condivisi con il soggetto per avere la certezzache si rispecchia nel quadro di tensioni rilevate. La presa di coscienza e il rispecchiamento della postura costituisce il primo passo terapeutico e definisceuno strumento di comparazione nell'evolversi del trattamento.