Ginnastica Dolce
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Ginnastica Dolce

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Ginnastica Dolce

La ginnatica dolce è l'insieme delle pratiche motorie in cui si promuove la percezione delle sensazioni che vengono stimolate in situazioni statiche e dinamiche. La percezione è relativa alle sensazioni che emergono attraverso gli stadi di tensione o rilasciamento muscolare e alla posizione dei segmenti articolari nello spazio. A differenza della ginnastiche classiche, che perseguono soprattutto il fine dell'accrescimento delle capacità fisiologiche dei muscoli, quali forza, resistenza, ipertrofia e allungamento, la ginnastica dolce utilizza la contrazione muscolare al fine di migliorare la coscienza corporea e la qualità degli schemi motori appresi.

Questa finalità porta alla ricerca di sollecitazioni articolari molto leggere privilegiando esercizi di distinzione evitando di svolgere contrazioni muscolari che richiedono sforzi eccessivi.

Metodo Kabat

È un metodo riabilitativo che poggia sul principio che ogni azione che si esplica nello spazio è basata sulla combinazione di movimenti muscolari infiniti: per eseguire un movimento è necessario che i muscoli si contraggano come catene muscolari preordinate. In questa direzione, per potenziare o attivare un muscolo, è possibile agire sullo schema motorio in cui il muscolo è inserito nell'eseguire un azione o un'altra.  Secondo Kabat, fondatore di questo metodo di riabilitazione, se si effettua un'azione sensitiva manuale su una parte del corpo, si è in grado di evocare lo schema motorio con facilità, in modo tale da agire direttamente sulla decontrazione dei muscoli antagonisti e sulla contrazione dei muscoli agonisti per eseguire lo schema in modo armonico.

Metodo Mézières

Françoise Mézières, ideatrice del metodo, considera la forma e la funzione del corpo come strettamente dipendenti dalla struttura. Modificando la struttura si riesce ad agire sulla forma modificandola. L'apparato osteo-muscolare è soggetto a forme patologiche attraverso l'instaurarsi di retrazioni muscolo-fasciali e l'eccessivo tono muscolare. Il metodo si basa sull'assunzione di diverse posture di stiramento e mira a mantenerle il più a lungo possibile. Solo gli stiramenti muscolari prolungati nel tempo sono in grado, secondo l'autrice, ad allentare il tono muscolare. Nella letteratura relativa alla rieducazione posturale il metodo Mézières risulta di elevata importanza scientifica, in quanto fu il primo a considerare il corpo umano come una struttura organizzata a catene muscolari. I muscoli sono collegati tra di loro attraverso le strutture fasciali, e la contrazione di un muscolo influenza tutti i muscoli ad esso collegati. Le catene muscolari individuate e riprese dal metodo della rieducazione posturale globale sono diverse e in seguito discusse.

Esse vengono divise in due macroaree distinte:

  • Catene muscolari statiche: necessarie per assumere la postura statica, muscoli corti, ricchi di tessuto connettivo e resistenti alla fatica
  • Catene muscolari dinamiche: responsabili delle posture dinamiche e del movimento, formate da muscolatura lunga, ed adatti all'azione tonica e contrattile

Le catene statiche o antigravitarie vanno incontro a ipertonia e accorciamento attraverso l'assunzione di posture scorrette che non permettono di scaricare il peso del corpo dinamicamente sul terreno. Il metodo mira alla rieducazione muscolare: la finalità è l'allungamento di quelle catene muscolari statiche ipertoniche che causano l'evento patologico attraverso contrazioni isotoniche eccentriche in modo tale da ripristinare lo stato dinamico e tonico. Tra le catene muscolari ricordiamo la catena posteriore, quella respiratoria, la catena anteriore del braccio quella antero-interna dell'anca e quella antero-interna dell'anca.

Osteopatia

Sviluppata da Andrew T. Still, ortopedico, tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento. Essa considera e cura il paziente come un'unità e non si limita a concentrarsi su un'unica malattia o sintomo.  Per l'osteopatia esiste una precisa relazione tra i vari apparati dell'organismo umano; in virtù di tale constatazione, qualsiasi problema dell'apparato muscolo-scheletrico può influenzare gli organi interni e viceversa. Secondo Still le malattie non si sviluppano se il sangue può circolare liberamente. La "lesione osteopatica" altera l'organismo limitando in modo parziale o totale la loro mobilità. Questa può essere di natura articolare, miofasciale, viscerale o cranica. L'osteopata così facendo agisce sul sintema muscolo scheletrico, attraverso le numerose tecniche osteopatiche, per incidere in modo indiretto sugli organi interni o sul sistema nervoso.