Glucogenesi e corpi chetonici
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

Glucogenesi e corpi chetonici

Autore:
Ultimo aggiornamento:







Glucogenesi e corpi chetonici

Tornando al nostro atleta, comprendiamo bene come riesca a percorre i 42 km di gara riuscendo a reclutare energia partendo da substrati differenti. Notiamo inoltre, alla luce di quanto descritto che per percorrere tutto il percorso con un impiego temporale che supera alcune ore, deve necessariamente ingerire nel corso della gara zuccheri in quantità giusta per non svuotarsi completamente di riserve glucidiche, e per innescare la beta-ossidazione atta a garantirgli una resa energetica più duratura.

Se ciò non fosse, egli entrerebbe in un processo biochimico noto come gluconeogenesi, dove i substrati energetici non vengono più ripartiti tra zuccheri e grassi, ma attraverso la catabolizzazione delle proteine.

Il nostro organismo, infatti, è in grado di produrre zuccheri nelle situazioni di emergenza dovute a lavoro muscolare intenso o in stati di digiuno elevati, partendo dalla distruzione di proteine. Le proteine sono delle molecole composte da un gruppo carbonioso, molto simile agli zuccheri, legate a un gruppo amminico. La rimozione del gruppo amminico dalle proteine fa sì che queste possano essere usate come cataboliti per produrre energia.

Questo processo, però, ha delle ripercussioni nell'organismo molto rilevanti.

Da un lato, l'uso delle proteine come substrati energetici, provoca uno svuotamento delle stesse nei muscoli. Il muscolo, non avendo la possibilità di usufruire delle stesse non ha la possibilità di espletare le sue funzioni plastiche di adattamento, dunque si deperisce ed entra in sofferenza.

Dall'altro lato, la quantità di gruppi amminici che vengono scissi dalle proteine si accumula nel sangue acidificandolo notevolmente.

In ultima analisi la gluconeogenesi comporta la presenza di diversi composti intermedi per farla avvenire, uno tra questi è l'ossalacetato.

L'ossalacetato viene richiamato per assolvere a questo processo di generazione degli zuccheri in maniera massiccia quanto più le scorte di zuccheri si svuotano. La presenza di ossalacetato è di fondamentale importanza per quanto riguarda l'evolversi del Ciclo di Krebs, essendo esso un composto intermedio. Senza di esso il Ciclo di Krebs non può avvenire e l'acetil-CoA, non potendo prendere parte al ciclo, si accumula e si converte in corpi chetonici.

I corpi chetonici hanno la facoltà di acidificare il sangue provocando scompensi biochimici che possono divenire di grave entità. Il primo sintomo di questa acidosi è l'alito acido che ne scaturisce, fino ad arrivare alla possibilità di coma chetonico e morte se il livello di acetosi del sangue sale vertiginosamente.