Intervento clinico nella rieducazione respiratoria e posturale
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Intervento clinico nella rieducazione respiratoria e posturale

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Intervento clinico nella rieducazione respiratoria e posturale

Il nostro organismo, come detto in precedenza, integra costantemente per via riflessa la postura con la dinamica respiratoria di essenziale importanza per la nostra sopravvivenza.

Tutte le modificazione biomeccaniche durante la respirazione eupnoica sono di origine sottocorticale, basti pensare al fatto che tutto ciò avviene in modo inconscio durante tutti gli stati di vigilanza cui il nostro corpo va incontro durante la giornata. La respirazione forzata, invece, può avvenire sia per coinvolgimento corticale che sottocorticale. Essa è sottocorticale e involontaria durante una performance sportiva, per esempio, in cui il nostro organismo ha bisogno di ampliare di molto i volumi polmonari per compensare il fabbisogno di ossigeno. Può essere ancora sottocorticale quando essa è il sintomo di uno stato emotivo, come di eccitazione, di paura o di ansia. Diventa volontaria e sotto il controllo corticale quando noi siamo coscienti di aumentare la dinamica respiratoria fino al massimo nostro possibile.

In clinica risulta importante sapere in che direzione è auspicabile lavorare. Per ripristinare la dinamica respiratoria è fondamentale ripristinare l'ergonomicità di tutto questo processo in ogni sua parte.

Purtroppo però non si ha la possibilità di coinvolgere direttamente la respirazione eupnoica in modo inconscio, se non attraverso un'alterazione degli stati di coscienza. La direzione è quella di progredire per passi attraverso la ricostruzione volontaria di ogni singolo aspetto e l'elaborazione cognitiva e motoria degli schemi motori e posturali di ogni distretto anatomico implicato nell'atto respiratorio.

La prima regola è di contestualizzare l'intervento in una griglia che il paziente sia in grado di leggere. Gli esercizi, per quanto possa essere specifico nel descrivere, non possono essere applicati in tutti i contesti con lo stesso risultato. È importante che il paziente prenda coscienza del cambiamento attraverso un linguaggio e una fase introspettiva a lui consona.

Sono numerosi e diversi i sintomi a carico dell'apparato respiratorio che si presentano in clinica. Questo lavoro non vuole essere esaustivo sull'argomento, ma vuole puntare l'attenzione su quelle patologie che possono essere i sintomi di una postura deficitaria, o viceversa causare un deficit della postura per compensare le mancanze respiratorie.

Le patologie che in clinica più comunemente sono presenti, sono la sindrome da respiro paradosso, la sindrome da enfisema polmonare di causa muscolo costrittiva, e l'occlusione delle vie aeree superiori.

La sindrome da respiro paradosso è quella sindrome dove la dinamica inspiratoria ed espiratoria è invertita in tutte o in parte delle sue componenti. Nella fase inspiratoria, l'addome rientra, il bacino bascula in avanti, le spalle convergono verso il torace, ecc. In quest'atteggiamento sono compromessi i volumi polmonari, e il soggetto per sopperire a questo scompenso sforza le vie aeree superiori per incrementare la quantità di aria in entrata. Risulta compromesso non solo il sistema respiratorio, ma anche tutta la postura in generale e la personalità del soggetto che è in "lotta con il mondo", dove per sopravvivere deve sforzarsi per assicurarsi l'aria che gli serve.

La sindrome da respiro paradosso è molto diffusa anche in quei soggetti che non presentano alterazioni del sistema respiratorio, poiché nella respirazione eupnoica il limite di tolleranza è in relazione alle strutture compromesse. Risulta rilevante quando ci si presta a dover fare uno sforzo fisico e il nostro organismo non riesce a sopperire, neanche con la respirazione forzata, alla richiesta di ossigeno. Il soggetto pensa di non essere allenato abbastanza o di non essere portato per le attività motorie di resistenza.

La sindrome da enfisema polmonare per costrizione muscolare si manifesta come quanto sopra esposto. Un'inibizione e un aumento del tono di base della muscolatura preposta alla respirazione non dà la possibilità ai polmoni di potersi espandere in modo adeguato. La terapia viaggia in funzione della flessibilità della dinamica posturale, costruendo contesti atti a far sì che possa liberare le strutture coartate, ed aumentare i volumi respiratori.

L'occlusione alle vie aeree superiori, infine, è la risultante dei processi patologici sopra descritti ed è dovuta ad un aumento di tono della muscolatura sia liscia che striata addetta a far entrare l'aria nella gabbia toracica.

Tutto il percorso riabilitativo, ribadisco, si compone della rieducazione e presa di coscienza di ogni singola parte della dinamica respiratoria. Un intervento mirato alla flessibilità della coxofemorale, per esempio, non può prescindere la presa in carico del tono delle vie aeree superiori, e viceversa.