L'organiZzazione della postura in merito all'immagine di sè
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L'organiZzazione della postura in merito all'immagine di sè

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L'organiZzazione della postura in merito all'immagine di sè

Lo studio dell'organizzazione della postura e le metodiche d'intervento per ristabilire una nuova omeostasi posturale che scongiuri la presenza di atteggiamenti patologici deve essere, come accennato in precedenza, multidisciplinare e globale. In linea con questa metodica d'intervento bisogna valutare gli aspetti che concorrono a costruire tutti gli atteggiamenti posturali durante le tappe evolutive dello sviluppo dell'essere umano. La critica che qui si rivolge rispetto alle ricerche e metodiche dei diversi autori sull'argomento è che la maggior parte di essi pongono attenzione su quali siano le tecniche per ristabilire un omeostasi meccanica tra i diversi distretti anatomici che compongono la postura. Diversi autori, invece, risultano sensibili a puntare l'attenzione sugli aspetti neuro-psico-fisiologici legati ad essa. Qualsiasi intervento che modifichi la biomeccanica statica e dinamica delle tensioni corporee deve passare attraverso la presa di coscienza corporea: il lavoro motorio deve essere attivo e cosciente, in modo tale che il paziente possa modificare l'immagine che ha di sé. Il "cambiamento" della postura deve essere vissuto dal soggetto, e non subìto. Se cosi non fosse, durante le sedute rieducative il soggetto avrà la possibilità di costruire una postura "corretta" che elimini i possibili deficit che causano diverse patologie, ma tornando alla vita quotidiana e ai diversi ambiti socio-relazionali in cui si inneschi la "solita" postura, egli tornerà ad assumere nuovamente l'atteggiamento deficitario. Nel 1975 Le Boulch definiva che "lo schema corporeo o immagine del corpo è una intuizione globale o una conoscenza immediata che abbiamo del nostro corpo allo stato statico o in movimento, nel rapporto delle sue diverse parti tra loro e nei suoi rapporti con lo spazio circostante degli oggetti e delle persone"13. Scoppa nel 2001 asserisce che "Il paziente deve essere messo in condizione di sviluppare un apprendimento motorio e posturale, confrontando sensazioni, posizioni, strategie motorie vecchie con le nuove, prendendo coscienza di tutto ciò onde stabilire nuovi punti di riferimento posturali sui quali rielaborare lo schema corporeo 14". Ogni intervento che implica un cambiamento comporta una rielaborazione dello schema corporeo e dell'immagine di sé. In questa direzione, lo studio della postura non può prescindere dalla conoscenza della costruzione dello schema corporeo e della sua evoluzione nelle tappe evolutive dello sviluppo; pertanto, usando ancora le parole di Scoppa, "lo studio dello schema corporeo, della sua elaborazione e rielaborazione, merita uno spazio più che legittimo nell'impianto teoretico della posturologia, così come le metodologie e le tecniche che concorrono alla strutturazione e alla ristrutturazione dello schema corporeo sono da inserire tra gli strumenti operativi propri della posturologia" 5.