Portamento rilassato
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Portamento rilassato

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Portamento rilassato

Il principale dei paramorfismi (Sorrentino), l'alterazione tipica che si presenta in rieducazione posturale (Villani), la premessa, la porta d'ingresso, l'humus ideale per il determinarsi di altri paramorfismi (Tribastone).

Nel portamento rilassato è presente un notevole grado di atonia globale che si manifesta in flaccidità muscolare, difettosa lassità legamentosa e una ipermobilità articolare, particolarmente evidenziabile nell'articolazione delle dita, del gomito, delle ginocchia, e dei piedi. Il soggetto presenta scarsa resistenza alla fatica, deficit respiratorio e deficit psichico che si manifesta con depressione, acinesia e demotivazione ad eseguire o intraprendere compiti motori o azioni.

Le caratteristiche somatiche sono:

  • Piede tendente al piattismo
  • Tibia obliqua in avanti
  • Bacino in retroversione (Approach) determinando un appiattimento della lordosi lombare (ipolordosi)
  • Cingolo scapolare proteso in avanti con scapole alate
  • Ipercifosi toracica
  • Capo flesso in avanti con iperlordosi cervicale

Cingolo scapolo-omerale

Le turbe a carico dei cingolo scapolo omerale sono dovute a situazioni in cui le spalle sono protese cronicamente in alto o presentano una lassità superiore alla media cadendo ipotonicamente vesso il basso (come nel classico atteggiamento rilassato). Altre situazioni possono essere elencate come segue:

  • Scapole alate: distanziamento del lato vertebrale della scapola dalla linea apofisaria rachidea (Zannier S.)
  • Limitazione scapolo-omerale o "Rigidità delle spalle"

Colonna vertebrale

I deficit a carico della colona vertebrale riguardano tutte le situazioni in cui sono compromesse le curve fisiologiche che essa presenta. Ricordiamo che sul piano sagittale essa presenta 2 curve lordotiche, cervicale e lombare, e 2 curve cifotiche, dorsale (o toracica) e sacro-coccigea. I dismorfismi e i paramorfismi sono rappresentati da iperlordosi o ipercifosi: quando le curvature aumentano la loro concavità, rispettivamente posteriore e anteriore, e ipolordosi e ipocifosi quando al contrario la diminuiscono fortemente. Questi deficit compromettono la naturale scarica del peso sugli arti inferiori, e interferiscono sulla dinamicità delle articolazioni intervertebrali. Le vertebre possono risultare schiacciate una sull'altra per collassamento della colonna, o possono distanziarsi fortemente per incurvazione dei corpi vertebrali causando frizionamento nella loro parte spinale. Queste situazioni possono scaturire in rachialgie a carattere infiammatorio e invalidante.

Le rachialgie, anche se affezioni benigne sul piano vitale, sono degli eventi spesso invalidanti di natura spicciamente dolorosa e recidivante (Tribastone). Le regioni più colpite della colonna vertebrale sono, nell'ordine: il tratto lombare inferiore, il tratto cervicale ed eccezionalmente il tratto dorsale (toracico). Le cause più comuni dell'insorgenza di rachialgie sono dovute a squilibrio articolare del rachide per cause traumatiche o per fenomeni degenerativi a carico dei dischi intervertebrali. La larghissima percentuale delle algie alla colonna vertebrale è dovuta allo scorretto uso che si fa della propria colonna e delle scorrette posture che si assumono e si cristallizzano nel tempo.

Cervicalgia

Limitazione funzionale e forte dolore del rachide cervicale che si irradia spesso alla regione nucale, alla regione scapolare e alla spalla. Le vertebre più comunemente interessate sono C5-C6 e C6-C7.

Dorsalgia

Si manifestano con dolori nella regione toracica. Compromette la statica posturale e la dinamica respiratoria. Può essere di origine benigna soprattutto nelle giovani donne durante il ciclo mestruale. Il più delle volte è di origine psicosomatica per il protrarsi del classico atteggiamento rilassato, di stadi depressivi o introspettivi. Si può manifestare per alterazione articolare a seguito di uno sforzo.

Lombalgia

Dolore nel tratto lombare inferiore associato a irradiazione alla natica e/o alla fascia posteriore della coscia. Può essere alta se interessa il tratto T11-L3 e bassa se interessa il tratto L4-S1. Il rachide lombare si presenta rigido contratto e con forti dolori. Spesso la lombalgia è dovuta ad un eccessivo accorciamento del muscolo ileo-psoas che facendo punto fisso sul femore provoca l'iperlordosi del tratto dorsale causando il frizionamento della parte spinale delle vertebre interessate (spondilolisi e/o spondilolistesi).

Dischi intervertebrali ed ernie

Il disco intervertebrale è dotato di una perfetta elasticità, realizza funzioni di legame, di mobilità, di sostegno e di ammortizzazione. Il disco intervertebrale subisce la legge del tempo e dell'usura. Dopo circa il 25-30 anni, l'anello fibroso del disco, cominciando a diminuire di resistenza può fessurizzarsi e dare luogo ad un ernia posteriore del nucleo polposo. Esso nelle sua fuoriuscite può andare a toccare e schiacciare i nervi vertebrali compromettendo il passaggio nervoso e causando stati dolorosi in relazione al nervo che viene compromesso. Le ernie a carico dei dischi intervertebrali possono essere dovute a un eccessivo carico sul rachide. La compromissione neuronale va dal dolore generale del distretto corporeo interessato all'innervazione fino a quadri di parestesie, dove viene compromessa la sensazione generale dei distretti corporei.