I riflessi condizionati
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I riflessi condizionati

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I riflessi condizionati

In merito allo stress da somministrare per attuare un adattamento positivo rispetto alla prestazione abile, in quest'ultimo paragrafo del capitolo discuteremo dei riflessi condizionati, ponendo l'attenzione sulla loro formazione e gerarchizzazione nella costruzione dei diversi atteggiamenti posturali.

Pavlov, nel 1935, fu il primo a definire la differenza tra un riflesso condizionato e un riflesso incondizionato. L'autore intuì la presenza e la modalità di insorgenza dei riflessi condizionati partendo da esperimenti sull'apparato gastro-intestinale di alcuni cani e scoprì che una risposta riflessa che un organismo ha rispetto ad uno stimolo esterno poteva essere condizionata attraverso una ripetuta esposizione a stimoli di differente natura e che coinvolgevano ricettori non anatomicamente coinvolti alla risposta riflessa stessa. In altre parole, un riflesso (non condizionato), è quella risposta automatica, e non sotto il controllo della volontà, che un organismo ha nei confronti di uno stimolo esterno. Un esempio tipico di riflesso (non condizionato) è che nel sentire un suono volto automaticamente il capo nella direzione in cui il suono si propaga (Riflesso di Orientamento), o ancora se metto un dito su un oggetto rovente il mio braccio si ritrae per evitare di lesionarsi (Riflesso Puntorio). Altri esempi di riflessi, sono il Riflesso Miotatico e Miotatico Inverso (di cui approfondiremo in seguito in merito alla gestione del tono muscolare), riflessi di origine ormonale (Risposta Insulinica), riflessi per mantenere l'equilibrio e cosi via. I riflessi condizionati, invece rappresentano quei riflessi che possono mettere in atto riflessi semplici, come quelli appena descritti, partendo da stimoli differenti. Per fare un esempio, avvertire la sensazione di sete quando si ascolta un particolare brano musicale.

Per spiegare meglio questo concetto, preferisco riportare le parole che lo stesso Pavlov scriveva nel 1935:

"Facciamo due semplici esperimenti dal successo assicurato. Si versi nella bocca di un cane una soluzione diluita di un acido qualsiasi. Essa provocherà nell'animale l'abituale riflesso di difesa: con vivaci movimenti sputerà la soluzione mentre la saliva comincerà a fluire copiosamente nella cavità buccale (sino a fuoriuscirne) in modo da diluire l'acido introdotto in bocca portandolo via. Ed ora l'altro esperimento. Applichiamo ripetutamente al cane un qualsiasi agente esterno – per esempio un suono ben definito - immediatamente prima di introdurgli in bocca la medesima soluzione. Che cosa accade? Basterà ripetere il suono per vedere comparire la stessa reazione: movimenti boccali e flusso di saliva. Entrambi i fatti sono puntuali e costanti e ad entrambi va attribuito lo stesso termine fisiologico di "riflesso"

Il manifestarsi e l'evoluzione dei riflessi condizionati spiega e arricchisce il concetto di atteggiamento posturale. La postura che noi abitualmente assumiamo nello spazio è frutto della somma e gerarchizzazione di differenti fattori di tipo riflesso e non. Sono di origine riflessa tutti gli aggiustamenti che noi mettiamo in atto per la gestione dell'equilibrio e della scarica del peso sul pavimento resistendo alla forza di gravità, così come sono di origine riflessa le varie posture che noi mettiamo in atto nei diversi contesti sociali; è di origine riflessa la gestione del tono muscolare, e ancora, sono di origine riflessa tutti gli atteggiamenti viziati della postura che possono sfociare in quadri patologici. Risulta importante capire quanto siano condizionati i riflessi che ci permettono di stare in piedi e se, attraverso un condizionamento generale o di parti che compongono la nostra biomeccanica, possiamo modificare la nostra postura. Per risolvere questi quesiti chiediamo sempre aiuto a Pavlov, che afferma:

"Ed ora passiamo a considerare il cosiddetto saper vivere, che è un particolare fenomeno sociale. Con questo intendiamo la capacità di assicurarsi una posizione favorevole nella società. Essa consiste nella capacità di trattare il prossimo in qualsiasi circostanza in modo tale da rendere l'atteggiamento altrui favorevole a noi in ogni circostanza. Questo comporta la necessità di modificare il nostro atteggiamento verso gli altri in conformità al loro carattere, al loro umore, ed alle circostanze, ossia reagendo verso gli altri in base ai risultati positivi o negativi scaturiti dal precedente contatto con loro. Naturalmente questo saper vivere, o tatto, può essere dignitoso o degradante. In entrambi i casi, sotto il profilo fisiologico, si tratta di collegamenti temporanei

Per collegamenti temporanei Pavlov si riferiva al riflesso condizionato in quanto differente da quello incondizionato, che presume una connessione permanente tra agente esterno e l'attività dell'organismo scatenata da questo agente.

Il riflesso condizionato, in quanto connessione temporanea, può essere modificato attraverso la somministrazione di altri agenti esterni che tendono a modificare quelli già acquisiti e cristallizzati.

I riflessi condizionati acquisiti e cristallizzati possono essere positivi se l'organismo si adatta positivamente all'ambiente esterno o nocivi se l'adattamento che ne consegue sfocia in atteggiamenti viziati con compromissione dei riflessi non condizionati. I riflessi condizionati, in più, essendo delle connessioni temporanee, possono essere modificati attraverso il rafforzamento dei riflessi non condizionali o attraverso la somministrazione di stimoli che agiscono inibendo il riflesso condizionale stesso, innalzando la soglia di attivazione.

In definitiva, qualsiasi stimolo stressogeno cui sottoponiamo il soggetto deve essere di natura inibitoria verso quegli atteggiamenti condizionati che sono causa di deficit, e deve istaurare un condizionamento che si manifesta per via riflessa e sottocorticale (non sotto il controllo della volontà) tale da diventare automatismo mediato da stimoli esterni e che provocano risposte riflesse positive.

Mi riferisco, a questo proposito, alla risposta riflessa respiratoria, a quella della gestione delle forze antigravitarie e dell'organizzazione della postura anticipatoria nell'evoluzione del movimento volontario.