Riflesso miotatico inverso
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Riflesso miotatico inverso

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Riflesso miotatico inverso

È detto miotatico inverso perché, a differenza del riflesso miotatico, lo stimolo dei recettori che lo coordina non determina una contrazione muscolare ma un suo rilascio.

Il riflesso miotatico inverso è dovuto al particolare ruolo che hanno delle strutture neurotendinee dette del Golgi: queste sono presenti sul tendine del muscolo, e sono in grado di valutare il grado di tensione che il muscolo sviluppa nella sua contrazione. Il compito di questi ricettori è quello di garantire il rilascio muscolare qualora la tensione muscolare che sviluppi la contrazione sia eccessiva e possa dunque causare danni al muscolo stesso. Essi assolvono alla loro funzione attraverso vie nervose che inibiscono il motoneurone deputato ad eccitare il muscolo.

Di particolare importanza è che gli organi neurotendinei del Golgi sono in grado di registrare non solo la tensione del muscolo, ma anche lo stiramento eccessivo del tendine. Questo atteggiamento fa si che esso sia in antagonismo col riflesso miotatico. Quando il muscolo si allunga eccessivamente, da un lato il riflesso miotatico tende ad accorciarlo e dall'altro quello inverso tende a rilasciarlo. A parità di segnale, la risposta muscolare riflessa dipende dal carico, se il carico non può essere vinto, si ha variazione di tensione ma non di lunghezza26.

In questa direzione si spiega l'istaurarsi di alcune contratture a livello della muscolatura. Se il tono di base è molto rigido ed eccessivo, la risposta motoria si traduce in un eccessivo sviluppo di tensione da parte degli agonisti, che aumentano ancora di più il loro tono per vincere la resistenza. S'instaura un circolo vizioso in cui si può avere un'inibizione periferica e distrettuale riflessa, e una conseguente limitazione del movimento volontario con compromissione della possibilità di scaricare il peso in modo dinamico.

Le unità motorie e il tono di base

S'intende per unità motoria l'insieme del motoneurone e di tutte le fibre da esso innervate. Dal punto di vista anatomico, ogni motoneurone presente nelle corna anteriori del midollo spinale può controllare una o più fibre muscolari  sia in relazione alla forza che esse devono sviluppare, sia rispetto all'attività di precisione o meno da svolgere.

Nel particolare, i muscoli di precisione sono controllati da molti motoneuroni ed hanno un numero di fibrocellule muscolari molto basso per unità motorie, mentre i muscoli di potenza sono controllati da pochi motoneuroni, dunque le unità motorie sono molto grandi. La capacità di dosare finemente la contrazione di un muscolo aumenta con il numero di motoneuroni che ne controllano le fibrocellule (Perciavalle 2009). Prendendo in considerazione i muscoli delle dita e il quadricipite femorale, possiamo considerare il rapporto di unità motorie che li compongono.

Quando assolvono il compito di scrivere su un foglio, i muscoli della mano e delle dita devono eseguire contrazioni precise, veloci e di breve durata, per cui per assolvere a questo compito devono essere composti da unità motorie molto piccole (un motoneurone controlla pochissime fibre). Il quadricipite femorale, invece, non ha bisogno di dosare la forza, ma deve essere in grado di mantenere un livello di contrazione costante per lungo tempo al fine di assolvere all'azione antigravitaria; va da sé che le unità motorie che lo compongono sono molto grandi (un motoneurone controlla molte fibre). In generale, se si vuole sviluppare più forza durante una contrazione muscolare, sarà maggiore il reclutamento di fibre muscolari del muscolo che si contrae, e dunque maggiori saranno le unità motorie coinvolte.

In merito alla postura eretta, prendiamo in considerazione il quadricipite femorale. Esso per assolvere al suo compito antigravitario recluta alternativamente le unità motorie che lo compongono attraverso il riflesso miotatico e miotatico inverso. Le unità motorie che lo compongono non sono reclutate tutte nello stesso momento per rimanere contratto, ma alternativamente e periodicamente durante la sua contrazione27.

Questo comportamento non è tipico solo del quadricipite femorale, ma è una dinamica che tutti i muscoli attuano per mantenere il tono di base. Così il tono di base non è dovuto ad una costante e continua contrazione isometrica dei muscoli del corpo, poiché si stancherebbero troppo velocemente; il tono di base  è bensì il risultato dell'alternanza di reclutamento delle unità motorie che compongono ogni singolo muscolo. In questa direzione si spiegherebbe anche la presenza del "rumore di base" del tono muscolare.

Attraverso un analisi elettromiografia della muscolatura deputata alla stazione eretta in particolare e del tono di base in generale, si evince la presenta di un potenziale di azione (una polarizzazione) di bassa intensità sempre presente nei muscoli, anche quando essi sono a riposo. Questo potenziale di azione non è sempre costante dal punto di vista della quantità di potenziale elettrico che si registra, ma esso cresce e decresce, entro un certo limite a riposo, come un' "onda". Questo atteggiamento, diversi autori credono sia dovuto alla modulazione e al reclutamento alternato delle diverse unità motorie che compongono il tono di base (Ruggieri 2003)28.