Simmetria e asimmetria tra le parti
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

Simmetria e asimmetria tra le parti

Autore:
Ultimo aggiornamento:







Simmetria e asimmetria tra le parti

Prima di inoltrarci in modo approfondito nell'analisi e organizzazione della postura, è utile definire i sistemi di riferimento che comunemente vengono usati in ambito anatomico e kinesiologico per descrivere e individuare le diverse parti che compongono il nostro corpo.

La prima distinzione che normalmente viene fatta per delimitare le diverse parti del corpo è quella di dividerlo in parte destra e parte sinistra. Questa distinzione, anche se sembrerebbe essere alquanto ovvia, risulta essere utile poiché ci permette di definire le parti del corpo in merito alla loro simmetria e asimmetria, relativamente alla centralità verticale. Parti del corpo sembrano essere simmetriche, come le braccia o il numero delle coste toraciche, e altre invece risultano asimmetriche come la presenza di un solo fegato e di una milza e cosi via. In merito alla simmetria del corpo sarebbe più opportuno riferirsi alla somiglianza simmetrica, più che alla simmetria pura, poiché non esiste una parte del corpo che sia perfettamente uguale a quella contrapposta. Un bicipite brachiale destro non sarà mai uguale a quello controlaterale, e viceversa, poiché sono diverse le tensioni muscolari che entrano in gioco nella gestione del peso in relazione all'arto dominante o non dominante. La descrizione rispetto alla parte destra o sinistra dev'essere solamente descrittiva e numerica rispetto alla somiglianza simmetrica delle due parti che compongono il corpo. L'intervento rieducativo non deve mirare alla ricerca della simmetria perfetta, ma dovrebbe essere volto ad intervenire su scompensi gravi di asimmetria che possono provocare deficit anche di elevata entità.

La seconda distinzione che solitamente va fatta in relazione alla rappresentazione del corpo umano è quella di dividere la parte superiore e quella inferiore, riferendoci alla metà esatta del nostro corpo in senso longitudinale. Anche in questo caso, questa descrizione non deve essere fuorviante rispetto all'intervento rieducativo. Sicuramente va stabilito un equilibrio rispetto allo sviluppo della parte superiore con quella inferiore, ma non deve diventare una ricerca ossessiva. Ristabilendo un giusto equilibrio tra le parti, l'organismo stesso tende a realizzare un'omeostasi tra i diversi distretti anatomici.

L'assunto a queste considerazioni è quello di non cercare mai di scolpire un corpo in modo tale da renderlo perfetto nelle sue parti. L'obiettivo è quello di ricercare un equilibrio in modo tale che l'organismo ristabilizzi, attraverso la nuova omeostasi raggiunta, la sua unica e individuale simmetria e asimmetria tra le parti per espletare le sue funzioni psicofisiche con il minor dispendio energetico, eliminando lo sforzo, raggiungendo l'obiettivo con il minor numero di errori e scongiurando l'instaurarsi  di deficit che possono sfociare in quadri patologici.