Tonificazione e stato di forma fisica
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Tonificazione e stato di forma fisica

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Tonificazione e stato di forma fisica

L'ultimo elemento che deve essere preso in considerazione nell'intervento mirato alla flessibilità corporea è quellorelativo allo stato di forma fisica generale. In questa parte del trattamento le proposte operative saranno finalizzate a causare un adattamento generalerispetto ai parametri che determinano lo stato di buona salute psicofisica. Questi parametri vanno dalla resistenza aerobica fino ad un allenamento miratoallo sviluppo della forza e della massa muscolare. Si può prevedere in questa fase un trattamento che miri al dimagrimento qualora il soggetto sia di moltosovrappeso.

L'attività motoria finalizzata al benessere psicofisico ha come obiettivo quello di attuare dei meccanismi di adattamento da parte delnostro organismo per migliorare le prestazioni. Il miglioramento delle capacità psichiche e motorie si riflette nella vita quotidiana attraverso un incrementodi risposte costruttive a stimoli cui solitamente siamo sottoposti durante la vita quotidiana.

Gli adattamenti possono essere descritti come segue:

1. Apparato muscolo-scheletrico

L'apparato muscolo scheletrico è il primo soggetto interessato. Le modificazioni relative all'adattamento sono imputabili al maggiore trofismoe forza che i muscoli possono sviluppare, sia a carico dell'ipertrofia muscolare che a carico dell'aumento della forza massimale che il muscolo può esprimere.

Aumenta l'elasticità e potenza dei legamenti articolari, che non soltanto aiutano il muscolo a svolgere ilproprio lavoro, ma stabilizzano il movimento e il comparto articolare prevenendo lesioni e possibili infortuni. In questa direzione, l'adattamento èin funzione alla migliore mobilità articolare ed elasticità muscolare.

L'apparato osseo mantiene attivo il suo metabolismo sia in direzione del riciclo di sodio e calcio sia attraverso le costantisollecitazioni meccaniche che rallentano l'invecchiamento e prevengono stati osteoporotici.

2. Apparato neuromotorio

Migliora la postura e la capacità di assumere atteggiamenti più corretti, eseguendo i movimenti in maniera più armonicaed ergonomica. Le curve cifotiche e lordotiche della spina dorsale si equilibrano in funzione del peso corporeo, aumentando laloro elasticità per l'esecuzione dinamica del movimento.

Migliore destrezza motoria ed efficienza del sistema nervoso in genere, per la miglioree più veloce conduzione del messaggio nervoso e della frequenza di scarica motoria. Questo si ripercuote in direzione di una migliore destrezza motoria inmovimenti di precisione e dove è necessaria la coordinazione oculo-manuale, per il miglioramento del feedback propriocettivo di ritorno al sintema nervoso centrale.

3. Sistema endocrino metabolico

Migliore termoregolazione corporea e metabolismo energetico. Tutto ciò causa un incremento di risposta ormonaleinsulinica e glucagonica nella fase di digiuno e d'introduzione di cibo, causando un aumento della massamagra attiva e riduzione della massa grassa, anche in funzione ad un migliore metabolismo di corticoidied ormone della crescita che aumentano o diminuiscono la spesa energetica.

La regolazione del controllo diencefalico dell'appetito diventa piùcorretta e in funzione al fabbisogno energetico.

4. Apparato cardio-circolatorio

Gli adattamenti dell'apparato cardio-circolatorio possono essere divisi in centrali e periferici.

Adattamenti centrali

All'aumento dello sforzo motorio il cuore deve pompare più sangue per dare più nutrimenti ai tessuti che lo richiedono attraverso la circolazione.Nella prima fase di allenamento, in soggetti sedentari, questo meccanismo si compie in funzione della frequenza cardiaca che aumenta in manieraproporzionale allo sforzo. Nella fase di adattamento dovuta all'allenamento, notiamo che il cuore aumenta la sua gittata sistolica, cioè aumenta il volumedi sangue che viene pompato nell'aorta a discapito della frequenza cardiaca. Questo tipo di adattamento previene stati d'ipossiamiocardica e conseguente rischio d'infarto. Quest'adattamento provoca una diminuzione della frequenza cardiaca sia a ripososia durante l'attività motoria, detta brachicardia da sport. Il cuore diviene più grande e più elastico, in modo da poteraumentare sia la quantità di sangue che entra nel ventricolo sinistro, per elasticità delle pareti, sia in funzione della forza contrattile dello stessoche può spingere nell'aorta il sangue con più energia.

Adattamenti periferici

A livello periferico notiamo un aumento dell'elasticità dei vasi sanguigni, in modo tale da poter trasportare più sangue agli apparati con minorresistenza. Si prevengono possibili ristagni di sangue, specialmente nella parte inferiore del corpo, prevenendo venevaricose e situazioni che portano a ictus.

Nei muscoli deputati alla costante e ciclica contrazione aumenta la loro capillarizzazione, in modo tale da abbattere la pressione periferica ed avere la possibilità di essere irrorati con più semplicità e in maniera maggiore. Aumenta, in tal maniera, la velocità di scambio sia per le sostanzeche servono come nutrimento e substrato energetico, sia per le sostanze che devono essere allontanate, come i cataboliti o l'acido lattico, diminuendo itempi di recupero dopo l'attività motoria.

La contrazione ciclica dei muscoli dell'apparato muscolare, infine, determina un aumento del ritorno venoso al cuore. Quest'atteggiamento è in sinergia conla pompa del cuore che richiama il sangue all'atrio destro e insieme all'abbattimento periferico dovuto alla capillarizzazione, causa statiipotensivi. Diminuisce la pressione sanguigna, sia a riposo che durante l'attività fisica, prevenendo e migliorando gli stati d'ipertensione.

5. Apparato respiratorio

A livello respiratorio notiamo un aumento della ventilazione polmonare, sia per ampliamento dei volumi polmonari (dovuti all'elasticità dei muscolirespiratori) che per capacità degli alveoli di scambiare ossigeno. Diminuisce la pressione parziale dell'ossigeno a livello dei globuli rossi (per aumentodell'affinità ossigeno-emoglobina) e aumenta la pressione parziale dell'ossigeno a livello alveolare (per la quantità di ossigeno presente) dunque migliora loscambio gassoso.

6. Adattamenti psicofisiologici

Attraverso un costante è continuo lavoro motorio, avremo la possibilità di migliorare, sia in qualità che in quantità, il feedbacksensoriale e propriocettivo di ritorno alla corteccia cerebrale. Questo comporta una riorganizzazione generale dello schemamotorio, una rielaborazione dell'immagine corporea molto più coerente con la realtà, e dunque un nuovo rapporto tra IO e SÈ,tra centro e periferia.

Questi tipi di adattamenti vanno in direzione di una migliore organizzazione del movimento, aumentano i programmi motori memorizzati a livellocerebellare, e la velocità di reclutamento degli stessi. Le aree sottocorticali avranno la possibilità di poter anticipare il movimento con meno dispendioenergetico e con più precisione, organizzando un adattamento posturale sempre più preciso e puntuale.

In generale, migliora la coordinazione posturo-cinetica, quella oculo-manuale e quella spazio-temporale.