Considerazioni conclusive sul rapporto tra calcio e varismo del ginocchio - seconda parte
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Considerazioni conclusive sul rapporto tra calcio e varismo del ginocchio - seconda parte

Considerazioni dell'autore a conclusione del lavoro.

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Partendo proprio da tutti questi presupposti ho sviluppato la mia ricerca nel tentativo di capire se giocare a calcio può determinare l'insorgenza di ginocchio varo: ho quindi esaminato una serie di variabili che, a mio parere, sono importanti per comprendere meglio la condizione di varismo che caratterizza un'alta percentuale di giovani calciatori e per trovare una possibile soluzione a questo loro problema.

Innanzitutto i risultati emersi dal presente studio indicano un significativo aumento dell'incidenza del ginocchio varo nei soggetti che giocano a calcio, che raggiunge il 90% in uno dei quattro gruppi che hanno partecipato alla mia ricerca.
Non deve sorprendere l'osservazione di un maggior incremento dell'incidenza di ginocchio varo nei gruppi di età con scatto di crescita puberale (dai 12 ai 18 anni), quando il varismo delle ginocchia passa dal 10% al 44,4% , perché la quantità elevata di stress a cui è sottoposta un'articolazione durante la crescita può contribuire allo sviluppo di un paramorfismo, quale è appunto il varismo.

In secondo luogo dalla ricerca emerge il fatto che esiste un rapporto tra età di inizio della pratica del calcio e anni effettivi di gioco perché un'articolazione "delicata" quale è quella del ginocchio deve sopportare, ormai sempre più spesso, carichi di lavoro eccessivi che, col passare degli anni, possono causare il varismo dello stesso. È quindi fondamentale saper dosare i carichi di lavoro, in un'età durante la quale il calcio deve essere vissuto per quello che effettivamente è: un gioco.
Un altro aspetto molto importante che è stato oggetto della mia ricerca e da cui sono emersi risultati sorprendenti, è stato quello relativo al rapporto tra presenza di varismo e insorgenza di dolore alle ginocchia. I dati non solo hanno dimostrato che esiste uno stretto rapporto tra le due variabili ma hanno anche, e soprattutto, avvalorato l'ipotesi che il dolore dipenda principalmente dalla pratica costante e continua nel tempo del gioco del calcio e in quantità molto inferiore dalla presenza di infortuni o operazioni chirurgiche subite dall'articolazione del ginocchio.

Infine mi è stato possibile affermare che la pratica continua di questo stupendo sport, così come l'eccessiva preparazione fisica a cui sono sottoposti i giovani calciatori durante l'infanzia e l'adolescenza, può favorire l'insorgenza del paramorfismo e il peggioramento dello stesso nel corso degli anni.
Il presente studio serve quindi in parte anche a rassicurare i milioni di giovani appassionati di questo sport, i quali proprio non riescono a fare a meno di prendere a calci un pallone: giocare a calcio nell'età della crescita può essere considerata un'attività a basso rischio per la salute dei futuri campioni, ma bisogna sottolineare che questo sport deve essere reso ancora più sicuro e salutare con l'adozione di semplici ma importantissime misure di prevenzione, volte ad evitare proprio l'insorgenza e lo sviluppo dei paramorfismi, spesso molto più frequenti tra i giovani calciatori.

È questa secondo me la strada da seguire per fare in modo che l'immagine del giocatore urlante per un gol sia anche l'immagine di un giocatore con delle ginocchia sane.