Considerazioni conclusive sul rapporto tra calcio e varismo del ginocchio
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Considerazioni conclusive sul rapporto tra calcio e varismo del ginocchio

Considerazioni dell'autore a conclusione del lavoro sull'incidenza del gioco del calcio nell'insorgenza del ginocchio varo - prima parte.

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Milioni e milioni di bambini e adolescenti praticano il gioco del calcio a livello agonistico e nessuno di loro sa che questa loro passione può provocare alterazioni posturali scorrette, che a lungo andare possono diventare patologiche.
Le metodiche di allenamento adottate, anche per i giovani calciatori, hanno determinato un incremento del numero di sedute di allenamento settimanali e dell'intensità e durata di ciascuna seduta. Tali metodiche sono finalizzate a soddisfare le esigenze del cosiddetto "calcio moderno", il quale richiede, accanto alle abilità tecniche, una maggiore velocità di esecuzione che va di pari passo con una maggiore forza muscolare. L'età in cui i bambini si avvicinano alla pratica del calcio si è di molto abbassata e quindi il rischio che corrono i giovani calciatori è quello di subire una preparazione fisica eccessiva e non adeguata alla loro età.

L'obiettivo della presente ricerca è stato proprio quello di verificare quanto il gioco del calcio possa essere considerato responsabile dell'insorgenza e dello sviluppo del ginocchio varo e quali possano essere gli ambiti in cui intervenire per evitare che milioni di bambini e adolescenti crescano in maniera disarmonica e scorretta.
I paramorfismi sono dei difetti che alterano l'armonico sviluppo dell'organismo. Durante l'accrescimento corporeo, dalla nascita alla maturità (18-21 anni), lo scheletro e tutti gli apparati del nostro organismo si modificano sia nella forma che nella struttura, oltre che nelle dimensioni. Durante questo periodo critico per il nostro organismo, si possono verificare irregolarità di crescita ed alterazioni strutturali, ma si può anche assistere ad una loro spontanea correzione. In particolare per i paramorfismi dell'apparato muscolo-scheletrico, sfruttando la plasticità dello scheletro durante la crescita si può, entro certi limiti, guidare e correggere queste malformazioni o modificazioni.
L'importanza dell'attività fisica per la prevenzione dei paramorfismi nei bambini e negli adolescenti è innegabile. Bisogna però fare molta attenzione all'età di avviamento dei bambini alla pratica sportiva e al tipo di attività scelta. Esiste uno stretto rapporto tra stile di vita e insorgenza di paramorfismo: infatti la scelta di uno stile di vita sbagliato, la troppa sedentarietà o un precoce agonismo, possono determinare l'insorgenza di paramorfismi e questo può condizionare in larga parte il benessere e l'equilibrio psicofisico dell'individuo.

Ho ritenuto importante analizzare, a questo proposito, il compito del Sistema Tonico-Posturale, ossia il sistema preposto al mantenimento del nostro equilibrio e della postura. I paramorfismi muscolo-scheletrici sono dovuti proprio ad uno squilibrio che si crea nel Sistema Tonico-Posturale, il cui compito è quello di permetterci di lottare contro la gravità, di situarci nello spazio-tempo che ci circonda e di controllare, guidare e rinforzare l'equilibrio sia da fermi che in movimento. La conoscenza anatomo-fisiologica di questo sistema è quindi fondamentale per capire come si è instaurato un paramorfismo e come lo si potrebbe migliorare.

Entrando più nel dettaglio, mi sono occupato dei paramorfismi che interessano l'articolazione del ginocchio ed in particolare del varismo, una caratteristica tipica del calciatore. Per capire come si sviluppa il "ginocchio del calciatore" mi è stato utile consultare uno studio di alcuni ricercatori belgi, i quali hanno dimostrato che la causa del problema va ricercata nell'attività sportiva svolta durante l'infanzia, ossia nell'assidua preparazione fisica che i giocatori hanno sicuramente seguito già da quando erano ragazzini. Secondo questi studiosi giocare a calcio con continuità nell'età della crescita causa il cosiddetto ginocchio varo, cioè le cosiddette ginocchia "a parentesi". La deformazione del ginocchio nasce da uno sbilanciamento tra due gruppi di muscoli, gli adduttori, che consentono di avvicinare la gamba al corpo, e gli abduttori, che invece danno luogo al movimento opposto, appunto l'abduzione della gamba.
L'origine dell'anomalia si trova proprio nelle peculiarità del gioco del calcio; infatti gesti tecnici come eseguire i dribbling ma soprattutto il calciare il pallone richiedono una maggiore contrazione dei muscoli della parte interna della coscia (adduttori) rispetto a quella dei muscoli esterni (abduttori) mentre la semplice corsa, per fare un paragone, richiede uno sforzo bilanciato dei diversi gruppi muscolari.

Proprio l'asimmetria che giocare a calcio crea tra i due gruppi muscolari, con gli adduttori più corti e forti degli abduttori, risulta dopo anni di pratica in una pressione diseguale sull'articolazione del ginocchio, la quale viene spinta verso l'esterno, quindi in varismo. Poiché la deformazione si sviluppa lentamente durante la crescita, bisogna prendere provvedimenti proprio in quel periodo, proponendo ai giovani calciatori un tipo di allenamento che potrebbe essere definito preventivo. La soluzione sarebbe dunque nelle mani degli allenatori, degli staff medici e di tutti gli operatori del settore, soprattutto quelli delle squadre giovanili: compensare gli attuali contenuti dei programmi di allenamento rispettando l'accrescimento osseo e lo sviluppo del sistema mio-fasciale dell'età evolutiva e rispettando l'organizzazione posturale dei giovani atleti.