Stile di vita e paramorfismi
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Stile di vita e paramorfismi

L’importanza preventiva dell’attività fisica nei bambini e adolescenti, l'incidenza dei paramorfismi in soggetti con cattivo stile di vita.

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L'organismo umano è una macchina costruita per il movimento: basti pensare all'attività natatoria del feto nel liquido amniotico o alla continua ricerca di movimento nel bambino.
In prossimità dei 4-5 anni iniziano le prime difficoltà per il bambino imposte dall'esiguo spazio dedicato all'educazione motoria nella scuola (proprio nella fase più importante per l'apprendimento degli schemi motori di base e posturali), dalla carenza delle aree verdi dove portare i propri bambini e dall'utilizzo assiduo della televisione, dei videogiochi e del computer e, quindi, dal conseguente minor interesse per il gioco ludico-sportivo. Una vita attiva e la riduzione delle occasioni di sedentarietà fin dall'età pediatrica rappresentano la più efficace strategia per mantenere un corretto rapporto tra peso e altezza e sono in grado di ridurre il rischio di sviluppo di alcune patologie che possono instaurarsi in questa delicatissima fascia d'età quali l'obesità infantile, le malattie cardio-vascolari (ipertensione, ictus, infarto), il diabete, i paramorfismi e i dismorfismi.

Nel rapporto annuale del Censis del 2003 sulla situazione sociale del Paese in tema di Minori e adolescenti si evince che tra i luoghi nei quali i minori trascorrono generalmente il tempo libero la palestra e i parchi comunali all'aria aperta occupano il terzo e quarto posto rispettivamente con il 15,9% e il 12,8%, (bar/pub/birrerie e strada/piazza/muretto i primi due rispettivamente con il 36,4% e il 32,4%), altro (parrocchia, discoteca, centro sociale, camera propria, ecc. con il 2,5%). (vedi grafico 5, fonte: Censis, rapporto annuale 2003).

Per quanto riguarda le attività svolte nel tempo libero dai minori e dagli adolescenti giocare con gli amici (26,4%) e fare attività sportive (22,4%) sono tra i primi posti insieme a guardare la televisione/giocare al computer (19,3%). Negli ultimi troviamo leggere libri (3,5%), suonare uno strumento (4,2%), coltivare un hobby specifico (6,8%) e altro (navigare in internet, andare al cinema, fare gite, stare al telefono, ecc. con il 17,4%).

L'età di avviamento dei bambini alla pratica sportiva trova ancora oggi studiosi e ricercatori molto preoccupati non solo nel definirla, ma anche e soprattutto nel voler indicare i probabili rischi dell'agonismo precoce, senza tener invece conto dei sicuri danni del "sedentarismo precoce".
Il bambino libero di muoversi a suo piacimento fino all'età scolare, compatibilmente al luogo in cui vive ed alle possibilità familiari, di fatto si trasforma in un sedentario a tempo pieno, appena comincia a frequentare la scuola elementare.
Per lunghe ore starà seduto nei banchi e come se questo non bastasse, continuerà a stare seduto anche a casa per fare i compiti, spesso in alternativa o in associazione ad almeno due ore in media di immobilità televisiva.
L'attività fisica costante e regolare praticata durante l'età evolutiva è in grado di produrre una serie di benefici e di vantaggi che interessano l'intero organismo, dall'apparato di sostegno al comportamento, dall'apparato cardio-respiratorio alla personalità. Del resto il periodo che va dai 6 ai 14 anni, in base a come viene vissuto dal punto di vista motorio, per entrambi i sessi può condizionare in larga parte il benessere e l'equilibrio psicofisico dell'adulto. Scegliere di essere attivi sul piano fisico è una tappa importante per la salute.