Catene muscolari, riflesso muscolare, traumi muscolari
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Catene muscolari, riflesso muscolare, traumi muscolari

Relazione fra i muscoli all'interno delle catene mio fasciali ed influenza reciproca di eventuali squilibri presenti.

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I muscoli insieme al tessuto connettivo formano le catene mio-fasciali dove nessun muscolo è isolato ma in relazione a tutta la catena di appartenenza.
Questo fa si che, lo squilibrio (tensione muscolare, trauma, contrattura muscolare etc.) a uno dei muscoli appartenenti alla catena, influenzerà inevitabilmente la stabilità e la funzione della stessa. Da ciò nasce l'esigenza di eseguire sia il massaggio che lo stretching in maniera globale, per catene muscolari, e non per singolo muscolo, in special modo durante la fase di recupero funzionale dopo infortunio.

Tono o tensione muscolare: semplificando è lo stato costante di contrazione muscolare sia a riposo che in attività indotto dai fusi muscolari e dagli organi tendinei del Golgi alle unità contrattili.

Riflesso miotatico: il classico esempio del martelletto che percuotendo il tendine rotuleo del muscolo Quadricipite Femorale, ne provoca il suo repentino stiramento, andando a stimolare i fusi neuro-muscolari. Questi, posti in parallelo alle fibre muscolari, quando vengono stirati rapidamente, inviano un impulso nervoso ai motoneuroni ordinando la contrazione muscolare per protezione, a cui si associa un contemporaneo rilassamento del muscolo antagonista.
I fusi neuromuscolari sono di due tipi: statici e dinamici.
I fusi statici fanno riferimento al cambiamento dell'intensità della forza di gravità durante il movimento del corpo, ovvero delle variazioni della tensione dei muscoli.
I fusi dinamici fanno riferimento alla variazione della lunghezza dei muscoli durante la fase di stiramento o compressione.
Riflesso da stiramento o Riflesso miotatico inverso: durante una contrazione o uno stiramento sia eccessivo che repentino di un muscolo, vengono stimolati gli organi tendinei del Golgi che bloccano il motoneurone spinale della contrazione muscolare. Questo permette, dopo 6-7 secondi dall'inizio dello stiramento, che il muscolo si possa rilasciare (decontrazione) a protezione da eventuali strappi o elongazioni (rottura o sfilacciamento delle fibre/fibrille muscolari).

Motoneuroni: responsabili della trasmissione dell'impulso nervoso tra il Sistema Nervoso e il muscolo: regolano il tono muscolare e la contrazione.
Recettori: rilevano gli stimoli esterni ambientali e interni al corpo, si dividono in:

  • esterocettori, sono presenti sulla superficie della pelle
  • enterocettori, sono presenti all'interno del corpo
  • propriocettori, sono presenti nei muscoli, tendini ed articolazioni

Contrattura muscolare: può essere definita sia come una fibrosi del connettivo muscolare che ne provoca il suo accorciamento, che come fase contrattile delle fibre muscolari causata da acido lattico, da trigger point, basse temperature ambientali.

Retrazione muscolare: gli estremi del muscolo, origine e inserzione, si accorciano. Questo ha come effetto primario la perdita di escursione dovuta all'occupazione (addensamento) da parte del tessuto connettivo dello spazio lasciato libero. Gli effetti secondari sono molteplici, dovuti al tipo e alla posizione anatomica del muscolo.

Stiramento/elongazione muscolare: è una lesione di media gravità possiamo collocarla tra una semplice contrattura e uno strappo muscolare (rottura delle fibrille/fibre) che squilibra il normale tono muscolare. La causa è dovuta all'eccessivo allungamento cui sono state sottoposte le fibre muscolari. Diverse situazioni possono causare o facilitarne il rischio: dall'insufficiente riscaldamento alla mancanza di coordinazione per scarsa preparazione atletica, da gesti bruschi e violenti a posture poco corrette. Infine anche piccoli traumi muscolo-articolari che si ripetono, stanchezza e condizioni ambientali non ottimali, fanno aumentare la probabilità di una lesione.

Strappo o distrazione muscolare: grave lesione con rottura di alcune fibrille/fibre che compongono il muscolo, causata durante una contrazione violenta. Può essere di minore entità con la lesione parziale (stiramento o strappo muscolare) di qualche gruppo di fibre; si manifesta con ematoma e dolore. Nel caso peggiore si ha con la rottura totale, normalmente in un punto debole (vecchio trauma, cicatrice, ecc.) o alla giunzione muscolo-tendinea; presenta dolore, impotenza funzionale, ematoma, depressione muscolare e contrattura da "difesa".

Distorsione: consiste in una temporanea modificazione dell'articolazione che non comporta però una perdita di contatto tra le superfici articolari come una lussazione. La distorsione provoca un danno di gravità variabile alle componenti dell'articolazione: capsula, legamenti, tendini e menischi. I sintomi caratteristici sono gonfiore, dolore e sensazione di calore. È causata da traumi o contusioni a carico delle ossa sporgenti di un'articolazione, o di movimenti innaturali delle ossa mobili, ma anche un insufficiente tono muscolare può essere una concausa.

Contusione: lesione conseguente a un trauma diretto. Nell'ambito dei traumi contusivi si distinguono lesioni con caratteristiche diverse:

  • ecchimosi: contusione in cui rimanendo integro lo strato superficiale si ha la rottura di piccoli capillari sanguigni con conseguente modesto stravaso emorragico
  • ematoma: contusione in cui si ha la rottura di vasi sanguigni più grandi con conseguente emorragia significativa. La raccolta di sangue può rimanere circoscritta o infiltrare i tessuti circostanti
  • abrasione-escoriazione: contusione caratterizzata da microrotture degli strati più superficiali o profondi dell'epidermide e si accompagna a modeste lesioni vascolari

Trigger point: "punti grilletto", si manifestano sulla pelle, su muscoli, fascia, tendini, legamenti, capsule articolari, cicatrici etc. come un'area di iperirritabilità dolente alla digitopressione. Sono in grado di amplificare un dolore già presente, o di attivarsi in seguito a traumi o durante sforzi importanti come il sovraccarico in esercizi a eccessiva contrazione mantenuta o ripetuta nel tempo.